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Milano

Doppio sgombero di campi rom da stamani in zona Musocco-Certosa, nella periferia a nord di Milano.Gli edifici interessati sarebbero l'ex stabilimento di Galileo Avionica e la ex sede di Italmondo. Sul posto le forze del'ordine, il 118 e la protezione civile, coinvolti circa 500 rom.

Terminato lo sgombero in via Montefeltro iniziato stamani, a quanto riferito dalla Polizia che, sul posto, sta rimuovendo l'ultimo materiale rimasto. Nell'operazione sono coinvolti tra via Montefeltro e via Brunetti, circa 600 persone, di cui 300 minori. Si tratta per la maggioranza di rom , una cinquantina sono invece nord africani. Le aree sgomberate sono aree industriali dismesse, a quanti riferito dalle forze dell'ordine non ci sarebbero per ora stati momenti di tensione.

DE CORATO - "Riguardo al doppio sgombero di campi rom effettauto stamattina in via Montefeltro e via Brunetti, nella periferia nord di Milano, vorrei sapere dove sono stati trasferiti i 600 nomadi che vi trovavano rifugio. Non ci sono notizie a riguardo. Non è che per caso li hanno sistemati in via Barzaghi, cioè solo a qualche centinaio di metri di distanza? L'assenza di particolari sull'operazione fa sorgere ogni genere di sospetto e timore. Vorremmo saperne di più. Lo sgombero di stamattina, apprendo dalle agenzie, si è svolto senza che ci siano stati momenti di tensione. Rilevo che quando a fare gli sgomberi è Pisapia tutto fila via liscio, nessuno si oppone o contesta. Chissà dove sono finiti i vari Muhlbauer o Zerbini dell'Opera Nomadi, strenui difensori e paladini dei rom, che davano del filo da torcere al centro-destra ogni volta che c'era uno sgombero. Nessuna polemica, nessuna contestazione. Regna una calma inquietante". Coså Riccardo De Corato, Vice-presidente del Consiglio comunale di Fratelli d'Italia, sul doppio sgombero di rom avvenuto stamattina a Milano.

NAGA - "Questa mattina è stato sgomberato il campo rom situato in via Montefeltro/via Brunetti dove risiedevano più di 700 persone, giunte nell'area a seguito di precedenti sgomberi sul territorio milanese. Si è proceduto ad uno sgombero di più di 700 persone, sapendo già bene che gran parte di queste non potranno assolutamente accedere ad alcun alloggio, seppur temporaneo. I posti messi a disposizione dall'amministrazione comunale sono infatti complessivamente 200". Lo dichiarano i volontari del Naga presenti allo sgombero. "Durante lo sgombero, le famiglie interessate all'accoglienza nei centri d'emergenza dovevano presentarsi e farsi censire dai servizi sociali presenti allo sgombero, ma a nessuna di queste è stato detto quali criteri di selezione verranno impiegati per scegliere quali famiglie accogliere e quali no. Quello che sembra certo - prosegue l'associazione - è che a chi ha aderito, ormai due anni fa, al programma di rientro in Romania organizzato per svuotare l'ex campo di Triboniano, ed è poi rientrato in Italia a fine programma, verrà offerta solo la possibilità di essere gli ultimi e, dunque, vista la scarsità dei posti effettivamente disponibili, nessuna sistemazione alternativa. Sono cittadini dell'Unione europea come tutti gli altri, ma per loro esercitare la libertà di circolazione è una colpa da scontare rimanendo per strada", prosegue il Naga. "Ancora una volta l'amministrazione comunale sgombera senza prevedere alternative abitative e sociali per tutti i cittadini rom coinvolti nello sgombero e quindi, di fatto, spostandoli in un'altra area dalla quale saranno poi prevedibilmente, di nuovo, sgomberati. Ci chiediamo quali siano gli obiettivi di questa politica e ci sorge un dubbio: il Comune di Milano vuole dimostrare che, in effetti, i cittadini rom sono nomadi? Se coså fosse, almeno la politica del Comune avrebbe un senso" concludono i volontari. Il Naga "continuerà a monitorare la situazione, ad assistere le persone sgomberate e a chiedere che si trovino soluzioni strutturali per quella che non è un'emergenza".

CARITAS - "Lo sgombero è una sconfitta per tutti". Luciano Gualzetti, vicedirettore della Caritas ambrosiana, commenta coså su Incrocinews.it la maxioperazione nei due campi rom attigui al quartiere Musocco-Certosa, a nord della città. "Si era proposto alla Prefettura di soprassedere allo sgombero, di non procedere - sottolinea Gualzetti - perchá non provocava altro che la dispersione sul territorio delle persone. Però non siamo stati ascoltati. Adesso non è possibile trovare una soluzione immediata". "Si libera certamente un quartiere esasperato da questa presenza, e non gli si può dare torto - afferma Gualzetti -. Il punto è non arrivare lå: perchá se c'è un centro con oltre 600 persone vuol dire che si è costruito nel tempo. Questi problemi sono grandi, di difficile gestione e soluzione, nessuno ha la bacchetta magica e quindi vanno gestiti quotidianamente, senza lasciarli andare fino ad assumere dimensioni di questo tipo, perchá poi diventano ingestibili se non con interventi di rottura come questi". Gualzetti offre il contributo della Caritas per affrontare l'emergenza: "Massima disponibilità a collaborare, però con questo stile di partecipazione e di accompagnamento che deve essere quotidiano, che prevede tempi lunghi, che non può sopportare queste accelerazioni che poi rischiano di far tornare indietro o di esasperare le situazioni che sono di difficile gestione. L'esperienza che abbiamo fatto in questi anni ci ha insegnato molto". In concreto la Caritas, attraverso la Cooperativa Farsi prossimo gestisce il centro di accoglienza temporanea (60-120 giorni) in via Lombroso dove ci sono 60 posti liberi. Ma pur aggiungendo quelli messi a disposizione dal Comune in via Barzaghi, tuttavia non sono sufficienti ad accogliere tutti. "Siamo sempre stati disponibili a dialogare, e a partecipare alla costruzione di soluzioni. Lo sgombero di oggi è una sconfitta per tutti - conclude Gualzetti -. Speriamo che ci insegni a collaborare di più, mantenendo e incrementando i tavoli di confronto su queste vicende".

GRANELLI - Il Comune ha proceduto stamani all'allontanamento dei rom che occupavano abusivamente le aree private di via Montefeltro e via Brunetti in zona Certosa a Milano. Alla presenza di Polizia locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Protezione civile, Guardia forestale, Vigili del fuoco, operatori sociali e del consolato romeno - dpiega palazzo Marino - sono state allontanate circa 600 persone. A tutti è stata proposta l'ospitalità nei centri di emergenza sociale di via Barzaghi e di via Lombroso. Hanno accettato l'inserimento 254 persone, tutte famiglie con bambini, una trentina dei quali di età inferiore ai tre anni. Gli allontanamenti si sono svolti senza disordini, gli occupanti hanno abbandonato i capannoni spontaneamente e si sono messi in fila per le operazioni di registrazione e di accoglienza. Non appena le aree occupate sono state svuotate queste sono state consegnate alle proprietà che hanno immediatamente iniziato le operazioni di demolizione delle baracche, pulizia e messa in sicurezza per evitare nuove occupazioni. La Polizia locale ha immediatamente attivato un dispositivo di controllo del territorio in borghese per evitare nuove occupazioni nella zona. Le pattuglie sono tutt'ora presenti. "Oggi abbiamo dimostrato che esiste un altro modo per togliere le favela dalla città pur rispettando i diritti delle persone e soprattutto dei minori. E' fondamentale l'accordo con le proprietà e la possibilità di utilizzare gli strumenti adottati da questa amministrazione che consentono ai privati di demolire gli stabili inutilizzati e prevenire il degrado. Un profondo cambiamento dopo anni di sgomberi e spostamenti continui privi di un progetto e di una vera soluzione. Importante anche la collaborazione con le associazioni che aiutano a gestire efficacemente l'accoglienza" dichiara Marco Granelli assessore alla Sicurezza e Coesione sociale e Polizia locale.

GALLERA - "Con questa Giunta ogni buona notizia è in realtà una brutta notizia. Dopo le proteste degli abitanti stamattina il Comune ha sgomberato i campi abusivi di via Montefeltro e Brunetti. Bene, visto le condizioni da favelas della zona, che io stesso avevo denunciato nei giorni scorsi. Ma le modalità dello sgombero rivelano un'imbarazzante improvvisazione, con i rom (700!) spostati poco distante, in via Barzaghi. E pazienza se i residenti continueranno a essere vittime del degrado. Il trasferimento ha riguardato le famiglie con minori, che è come dire la quasi totalità degli "ospiti", considerato il numero di piccoli nomadi che vivevano nei due campi. E' evidente come da parte della Giunta non ci sia più alcun controllo del territorio, soprattutto quando si tratta delle periferie. Per il Comune arancione i quartieri decentrati sono aree off limits, che non si conoscono e non si vogliono conoscere. La Giunta agisce solo dopo aver letto i reportage dei giornali, ma interviene in modo raffazzonato, senza preparazione, senza strategia. La città è sfuggita di mano e non bastano più gli slogan e qualche iniziativa pseudoculturale per nascondere la triste realtà di Milano." Coså Giulio Gallera, consigliere comunale e coordinatore cittadino di FI, sul maxi-sgombero di rom oggi a Milano.

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sgombero rom







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