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Milano
johnny dotti

di Fabio Massa

Johnny Dotti è un guru del welfare e del sistema delle cooperative sociali. Ex presidente di Cgm, un gruppo cooperativo con quasi 1400 realtà, è uno che del welfare ne capisce eccome. Ad Affaritaliani.it spiega perché ha deciso di candidarsi nella lista civica di Umberto Ambrosoli: "Negli ultimi 10 anni più volte mi è stato chiesto di partecipare a livello istituzionale per una cosa o per l'altra. Ho sempre detto di no. Da due o tre anni sto facendo una riflessione: le nostre esperienze sociali sono davvero di grande valore. Occorre qualcuno che le capisca". Dotti ha le idee chiare: "Sussidiarietà? Bel concetto, ma non con i soldi pubblici, come ha fatto Formigoni". Poi racconta l'esperienza di Welfare Italia, Srl della quale è fondatore: "Abbiamo aperto 30 studi medici con dentisti, ginecologi e altri specialisti. Low cost, con emissione di fatture e nessuna evasione. Un modello per il futuro"

Johnny Dotti, lei è un'autorità nel campo delle cooperative sociali. Ha una rete incredibile, quasi 1400 realtà fanno capo a lei. Che cosa ci fa uno come lei in politica?
Negli ultimi 10 anni più volte mi è stato chiesto di partecipare a livello istituzionale per una cosa o per l'altra. Ho sempre detto di no. Da due o tre anni sto facendo una riflessione: le nostre esperienze sociali sono davvero di grande valore. E non è solo una questione personale. Quando lei ha una cooperativa di inserimento con il 37 per cento di persone in difficoltà e riesce comunque a fare bene il suo lavoro, ad avere un bilancio che funziona, e a dare stipendi a tutti, vuol dire che c'è del valore.

Ecco, appunto. Che ci fa uno come lei in politica?
Queste esperienze che sono diventate abbastanza mature hanno bisogno di una controparte istituzionale altrettanto matura. Una politica che non le tratta come casualità che produce la società, come fornitori di servizi, come tappabuchi per un'istituzione che non riesce ad arrivare ovunque. C'è bisogno di allargare la sensibilità sui beni comuni, che non sono più solo a capo della pubblica amministrazione. Il mio tentativo è di far uscire queste esperienze dall'alveo della nicchia di mercato e di campo sociale.

Se le dico "sussidiarietà" lei che cosa pensa?
Dico che sono d'accordo, ma nella mia salsa non si fa con i soldi pubblici.

Sussidiarietà è una parola d'ordine ciellina.
Il problema è che negli ultimi 10 anni Formigoni ha completamente tradito la sussidiarietà in Lombardia. Non si fa dando i soldi ai propri amici. La sussidiarietà richiede la capacità di generare valore in proprio, anche economico. Questo è stato un problema anche per i miei amici della Cdo. Alla fine questo sistema della sussidiarietà con i soldi pubblici li ha resi dipendenti.

Di là la sussidiarietà, di qua la cooperazione...
Stesso discorso: quando la cooperazione diventa la difesa ad oltranza di una partita iva e si dimentica il principio cooperativo, ovvero quello che dice che il miglior modo di competere è cooperare, allora si è persa la bussola. Quando la cooperativa diventa ideologia si dimentica la realtà. Io ho avuto seri problemi anche con il mondo delle cooperative in Lombardia. Detto questo ho tanti amici in Cl e tanti amici nella cooperazione.

Lei ha lavorato con le sue cooperative sociali anche nel mondo della sanità. Che cosa ne pensa?
Negli ultimi 5 anni quello che abbiamo cercato di fare concretamente, che è quello che cercheremo di fare al governo della Lombardia con la Lista Ambrosoli, è di riequilibrare i flussi nella sanità. Tutti si sono concentrati sui soldi pubblici, sull'efficienza... tutte cose interessanti, ma nel frattempo in Italia è nato un mercato da 35 miliardi di euro completamente al di fuori di ogni circolo pubblico. Completamente asimmetrico e ingiusto dal punto di vista dei costi: e parlo del dentista, del ginecologo, dello psicologo... E' un mercato vitale nei prossimi 20 anni perché si tratta della medicina territoriale, di prossimità. Noi abbiamo cercato di mettere su questa società, che si chiama Welfare Italia...

Un'esperienza interessante.
Welfare Italia è una Srl molto particolare nella quale stanno anche tre banche (Intesa San Paolo, Banco Popolare e la rete della Bcc), un'assicurazione come Reale Mutua, la Confartigianato, la Cisl Lombardia, gli anziani delle Acli. Che cos'è Welfare Italia? Un sistema al quale partecipano diversi organismi che però piegano l'interesse singolo a qualcosa di più grande. Faccio un esempio: le banche hanno messo più soldi di capitale, ma comandano di meno per statuto.

Il risultato pratico qual è stato?
Il risultato pratico è la creazione di luoghi di cura sul territorio che ha dentro il ginecologo, il dentista etc, dove i medici guadagnano e non straguadagnano, dove si fattura in bianco e non in nero, dove i prezzi sono competitivi. Ne abbiamo già fatti trenta.

Chi ha votato alle primarie?
Renzi e Ambrosoli.

Perché la sua scelta è caduta su Ambrosoli e non su Albertini?
Io ho accettato un invito che mi è stato rivolto. Fino all'8 gennaio ho detto di no. Però poi quando ho visto quel che stava succedendo, per rispetto dei miei figli, ho accettato. Per quanto riguarda Albertini: fino all'ultimo Formigoni sarebbe stato con l'ex sindaco di Milano. Il che vuol dire che là dentro c'è uno spazio grigio notevole. Qui bisogna fare un'operazione di rigenerazione deciso. Ambrosoli ha una potenzialità maggiore. E parlo di potenzialità perché so che i rischi sono tantissimi.

@FabioAMassa

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