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Milano

C'e' una responsabilita', secondo Gianni Baratta, a capo della comunicazione della Veneranda Fabbrica del Duomo, che pende sulla decisione di realizzare o no l'ascensore che porta alle terrazze del Duomo, vala a dire la "resposanbilita' di far entrare i 20 milioni di visitatori dell'Expo". In occasione della seduta congiunta delle commissioni Expo e Cultura del Comune di Milano, Baratta ha portato numeri a favore del progetto di dotare di un elevatore esterno la cattedrale di Milano: quelli degli attuali visitatori (5 milioni, 800mila dei quali salgono alle terrazze) e quelli, ben superiori, attesi nel 2015, e quelli prossimi allo zero di dispendio di denaro pubblico: l'ascensore, infatti, risulta gia' coperto da sponsorizzazioni private.

Il progetto e', infatti, sostenuto da un contratto di impegno con gli sponsor per due anni che vede come corrispettivo la disponibilita' di spazi pubblicitari durante il cantiere e il 20% dei biglietti. L'idea prevede la realizzazione di un traliccio di acciaio e vetro, posizionato alla testata del transetto settentrionale che non si appoggia al monumento e che, quindi, non interessa le facciate del Duomo con una passerella che alla sommita' degli ascensori permette il passaggio dei visitatori. I due elevatori potranno permettere anche la possibilita', oggi negata, di accedere ai lastrici del transetto settentrionale. "Cerchiamo di andare incontro a pubblico e turisti - ha spiegato Baratta -, apriremo un punto Duomo in stazione centrale, se poi non pensiamo a questa soluzione dobbiamo immaginarci code, e' un dato oggettivo. Se non ci fosse stato Expo - ha aggiunto -, la Veneranda Fabbrica non avrebbe pensato a questo ascensore. Gia' ora ci sono molte persone che, dovendo fare la coda, vanno via e, quindi, gia' perdiamo visitatori. Dobbiamo prevedere le reazioni del pubblico che non riesce ad entrare che, nel 2015 senza questo ascensore, sara' molto e saremo tutti responsabili di non aver fatto".

Secondo quanto spiegato da Baratta, dunque, alla base del progetto c'e' il desiderio di "portare sulle terrazze tutte le persone che vogliono salirci", per questo ci si e' mossi alla ricerca di privati, "un bando - ha chiarito - e' impossibile quando non sai se una cosa la realizzerai", con la disponibilita' a finanziare l'iniziativa: "mettiamo a disposizione il progetto - ha aggiunto -, quanto e' gia' stato fatto, ma anche una condivisione di responsabilita': i tempi sono stretti, se non lo facciamo, ne saremo tutti responsabili nel 2015". Al di la' della funzione di servizio durante i sei mesi di Expo, Baratta ha fatto notare che "mancano ancora 15, 20 milioni per i restauri" del Duomo, "li stiamo cercando - ha precisato - ma questo ascensore potrebbe essere un entrata economica per la fabbrica". Quanto alla permanenza, Baratta ha fatto notare che il progetto nasce come temporaneo, e quindi destinato allo smontaggio al termine di Expo, ma che nulla toglie ai servizi per il turismo di valutare l'opportunita' di mantenerlo in funzione.

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duomo veneranda fabbrica







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