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Milano
stefano bruno galli

di Fabio Massa

Stefano Bruno Galli è il nuovo "Miglio" di Maroni. Anche se lui si schermisce: "Per me è un onore". Capolista della lista civica dell'ex ministro dell'Interno, in un'intervista ad Affaritaliani.it parla dei motivi che l'hanno spinto a fare politica: "Studio da sempre la questione settentrionale, era naturale sostenere Maroni. La macroregione? Non è uno specchietto per le allodole, e lo dico in modo scientifico. La Lega? E' immortale". Infine, su Bossi: "Ha fatto tanti errori, ma fino al 2000 è stato un politico di grandissimo spessore"

Stefano Bruno Galli, perché un professore si butta in politica?
Il mio caso è particolare. Io studio da un punto di vista scientifico, da sempre, il federalismo e la questione settentrionale. Ho appena pubblicato un libro che si intitola "Il Grande Nord". Per me la questione settentrionale costituisce il focus della mia vita scientifica. Questo inevitabilmente mi ha portato ad avvicinarmi a Maroni che sostiene questo progetto di macroregione...

Macroregione: uno specchietto per le allodole o si potrà mai fare?
Si fa, si fa. Commi 8 e 9 dell'articolo 117. Ci sono gli strumenti costituzionali del diritto interno e anche del diritto internazionale per farlo. E lo dico da studioso, non da candidato. Ma vorrei tornare alla prima domanda...

Prego.
Voglio fare politica perché voglio dare un contributo scientifico alla mia Regione. Il mio è un impegno civico. E infine voglio dirlo chiaro: Maroni è il candidato più autorevole alla guida della Regione Lombardia.

Dopo Miglio finalmente un altro studioso di federalismo in Lega Nord.
Lo trovo irriguardoso nei confronti di Miglio, ma io ne sono lusingato. Mi imbarazza, questo paragone. A Miglio ho dedicato pagine molto significative del mio ultimo libro.

Lei ha un nome e un cognome che fa il paio con un altro Stefano Galli. L'ex capogruppo, finito un po' ingloriosamente tra il pranzo nuziale pagato alla figlia e le indagini. Questi scandali dei rimborsi sono uno dei temi di questa campagna...
A proposito dell'omonimia, la invito a usare anche il mio secondo nome, che è Bruno. Io lo uso da sempre, ma in questo caso è utile per marcare la differenza (ride, ndr). Per venire alla risposta, da politologo dico che la questione dell'onestà, della pulizia, della moralità diventino principi politici è qualcosa che solo nella cultura politica italiana può succedere. Dalle altre parti è uno dei prerequisiti essenziali della persona, dell'uomo. Il problema è che la deriva che ha vissuto la classe politica negli ultimi anni, impone la questione morale al centro del dibattito pubblico.

Lei è d'accordo a levare rimborsi, a dimezzare stipendi...
Sono d'accordo su tutto. Devo dire che il problema dei costi della politica è sì quello legato alla retribuzione dei politici, ma soprattutto quello dei privilegi. Non capisco perché uno che ha fatto il senatore per una legislatura nel 1975 oggi continua a prendere il treno gratis. Non capisco perché gli assessori regionali lombardi non usano la propria vettura per andare al lavoro ma hanno l'autista. Non si capisce perché alla bouvette di Montecitorio si pagano 7 euro per un pasto da 150. Questa è la polpa sulla quale bisogna lavorare.

I detrattori dell'idea leghista dicono una cosa chiara: sono 20 anni che cianciate delle stesse cose senza far niente.
La Lega nasce come espressione della questione settentrionale. La Lega Nord le ha sempre provate tutte: la strada della secessione, la strada della catarsi istituzionale, la strada della riforma dall'interno. Adesso prova, con Maroni, la strada di un ripiegamento sul territorio. La Lega cerca di tornare ad essere il partito di rappresentanza della questione settentrionale ripartendo dai territori. Ha una sua logica: è una serie di tentativi che finora sono risultati infruttuosi.

Se pure questo tentativo andrà a vuoto la Lega morirà?
La Lega Nord è immortale.

Addirittura?
Mi spiego: la Lega Nord, in quanto partito politico, è immortale per varie ragioni. Uno: i partiti nascono sulle fratture. La frattura tra capitale e lavoro ha dato origine al partito comunista, la frattura tra Stato e Chiesa ha dato origine alla Dc. E la frattura tra Nord e Sud ha dato origine alla Lega. Quella frattura non si è mai ricomposta, quindi la Lega non può morire. Secondo: sociologi e giornalisti che si sono occupati del fenomeno Lega non hanno mai fatto il conto con il pantheon di padri nobili che il Carroccio ha e che è di grande rilievo. La Lega fonde il federalismo civico di Cattaneo e Miglio con il federalismo personalista di Salvatori, de Rougernont e altri.

Da candidato e politologo le chiedo: Bossi ha fatto errori?
Il Bossi fino all'inizio del secondo millennio è uno dei più grandi politici che la storia d'Italia abbia mai espresso. Di fronte al fango che viene riversato sulla figura di Bossi, anche giustamente, dall'anno scorso a oggi per varie sottovalutazioni e superficialità, ci si dimentica del grande spessore ideologico del Bossi fino al 2000. Nei discorsi di Bossi c'è sostanza teorica, al di là della sua proverbiale qualità intuitiva. Dal 2000 in poi errori ne sono stati commessi tanti, ma sarebbe un'ingiustizia infangare la sua grandezza come politico dal 1979 in poi.

@FabioAMassa

Tags:
miglio leghista






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