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Milano
Esuberi nella P.A. falso allarme. Le eccedenze saranno assorbite

Tremila esuberi solo in Lombardia, questo il dato frutto della chiusura delle Province voluta dalla legge Del Rio.
Ma sarà davvero così? 3000 dipendenti pubblici a casa?
Affaritaliani.it ne ha parlato con Gianni Giagoni, Direttore Generale della Provincia di Milano, con oltre 30 anni di esperienza nel settore.
"Il problema esiste, ma esistono le strade per risolverlo agendo su tre aspetti: mobilità tra Enti, patto generazionale per favorire l'uscita dei dipendenti con più anzianità e ristrutturazione, avviando i processi organizzativi da subito.
Senza aspettare oltre e agendo sulla leva della mobilità a livello locale, non è possibile che per muovere un dipendente da un Ente all'altro a Varese, si debba attendere una decisione da Roma".

Dottor Giagoni, siamo davvero alla scomparsa delle Province ?

Si ma non immediatamente, le Province verranno meno in un paio d'anni per mantenere alcune funzioni di area vasta, riducendo il personale del 50% e la città metropolitana del 30% per le funzioni della legge 56 e definite dalla Regione.

La Città Metropolitana è già al lavoro..

La città metropolitana avrà uno sviluppo interessante portando un contributo concreto e rappresentando un volano economico che migliorerà i meccanismi dell'amministrazione pubblica.

L'allarme esuberi è reale?

Il problema esiste e esisteva anche da prima. Era facilmente ipotizzabile che in un processo di riorganizzazione si arrivasse a parlare di esuberi e mobilità.
La legge di stabilità ha cambiato l'orizzonte che era previsto dalla legge Del Rio e ha terrorizzato le Regioni, le quali si sono molto irrigidite.

Perché ?

Per i tagli nella legge di stabilità, il taglio di un miliardo per la Lombardia ha bloccato la volontà di accompagnare la trasformazione delle Province. Le Regioni avrebbero dovuto spendere e i costi erano previsti ma i tagli previsti per le Regioni sono pesantissimi, e quando si deve scegliere a cosa rinunciare...

C'è troppo allarmismo ?

Un allarmismo sbagliato, eccessivo, esiste invece un problema reale, ma esistono le strade per affrontarlo che sono fondamentalmente due:
La prima agire sulla leva della mobilità

Quindi?

L' Amministrazione statale ha carenze di personale enormi, il solo Palazzo di Giustizia di Milano ha bisogno di non meno di cento figure in più. Così come l'Agenzia delle Dogane, quella delle Entrate e l'Inps. E anche i Comuni della Lombardia lamentano carenze di personale, il Comune di Milano, ad esempio, deve assumere decine di Vigili Urbani entro l'inizio dell'Expo.

Quali azioni si devono avviare?

Occorrono accordi sulla mobilità a livello locale, senza attendere le decisioni che arrivano da Roma.
La mobilità nei Ministeri viene decisa a Roma anche se si sposta una persona da ufficio a ufficio a Varese. I sindacati questo lo sanno bene.
Tutte le eccedenze possono essere assorbite.

Parlava di due strade, qual'è la seconda?

Il patto generazionale, ovvero, favorire l'uscita del personale vicino alla pensione applicando la normativa precedente la così detta la "legge Sacconi". Questo consentirebbe di far uscire il personale con più anzianità con modalità adeguate e favorirebbe l'ingresso di personale qualificato, più giovane e meno costoso.

Possiamo tranquillizzare i dipendenti pubblici?

Si ma con giudizio. Alcune Province si sono crogiolate nell'attesa addirittura rifiutando il nulla osta a personale richiesto da altri Enti e bloccando la mobilità all'esterno.E questo non aiuta.

Prossimo passo?

La ristrutturazione, i processi di riorganizzazione devono iniziare.
Il 5 dicembre il presidente Maroni presenterà in Giunta regionale la legge che definisce il quadro delle funzioni.
Partiremo da li.

Tags:
pubblica amministrazione-province-regioni-dipendenti-esuberi






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