Expo/ I 10 punti del Pd per salvare l'evento del 2015

Mercoledì, 18 febbraio 2009 - 15:28:00


Di Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd a Palazzo Marino

Lo spettacolo a cui si è dato vita in questo anno, dopo la "conquista" dell'assegnazione dell'EXPO, è sgradevole e mortificante. Se si è interessati a non perdere la grande occasione del 2015, se la si ritiene utile a partire dalla centralità del tema scelto, se la si considera come un banco di prova per dare corpo ad uno sviluppo rispettoso e di qualità di Milano si deve mostrare estrema preoccupazione. Da questa preoccupazione intendo partire, ringraziando, a nome del Gruppo Consiliare del PD del Comune di Milano, tutti voi che siete qui in questa occasione.

Vi abbiamo invitato poiché riteniamo che si debba aprire finalmente una riflessione pubblica (che abbiamo voluto si svolgesse non in una sede fisica di partito ma nella casa dei milanesi) su come debba essere Milano verso l'Esposizione Universale e su come l'Esposizione Universale debba essere realizzata. Quella riflessione pubblica che fino ad oggi è colpevolmente mancata lasciando davanti a noi una perdita di tempo capace di consegnarci un brutto spettacolo sui posti e le poltrone e un inaccettabile stato di incertezza circa le reali volontà del Governo rispetto alle risorse da destinare - come tra breve spiegherà l'onorevole Emanuele Fiano -. Confronto pubblico che fino ad oggi è mancato, tanto che non si è ancora svolto il dibattito in consiglio comunale e non si è insediata la commissione consiliare per la quale ci siamo battuti anche in occasione della recente discussione del Bilancio Previsionale del Comune per l'anno 2009.



Confronto pubblico che è indispensabile. Perché noi abbiamo in mente un'EXPO ad alto tasso di partecipazione. Che vuol dire trasparenza rispetto alle risorse in campo e alla loro destinazione, coinvolgimento delle diverse sensibilità presenti nella città, anche quelle critiche, in relazione alla realizzazione dei progetti di trasformazione urbana, costante condivisione con le parti sociali, con il terzo settore, con le diverse culture politiche presenti, delle scelte e degli orientamenti. Il contrario di quanto avvenuto fin qui. Il nostro stimolo è dunque quello di rivendica il lavoro fatto perché Milano divenisse sede del 2015 e oggi ha paura che una sfida come quella dell'EXPO possa essere perduta. Non lo diciamo, dunque, perché siamo forza d'opposizione ma perché il rischio è a portata di mano. Altrimenti, del resto, Economy, il Business Magazine di Mondadori, non avrebbe titolato "L'Esposizione di Milano a rischio - O si parte o si perde". Basta ricordare che il capitolo 1.4 del dossier riguardante la Proposta di Candidatura di Milano diceva : Una governance vincente per realizzare l'EXPO in 1000 giorni", il che, pensando che ne abbiamo già consumati 300, fa venire i brividi. Ecco dunque che serve uno scatto per evitare di concretizzare una colossale sconfitta per la città e il Paese.

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