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Expo 2015 come le Olimpiadi di Roma del '60 "che raccontarono a tutto il mondo l'Italia del boom economico, come una vetrina dell'Italia in ripresa". con queste parole il presidente del consiglio Enrico Letta stamani intervenendo a Radio Rai 1 alla trasmissione Radio anch'io ha spiegato cosa per lui rappresenta Expo, precisando che "tutto deve funzionare per il meglio, c'è la paura di non essere al'altezza ma io vedo in Expo una grandissima opportunità".

Faremo molto meglio della Cina, è una scommessa ardita ma ne sono certo, già le prime cifre lo confermano". Lo ha affermato il premier Enrico Letta interpellato sui timori di un confronto tra Expo 2015 e il precedente Expo "cinese", durante il suo intervento stamani a Radio Anch'io (Radio Rai 1). Un "ottimo segnale" secondo Letta è il numero dei paesi che hanno un intero padiglione, numero già maggiore dell'edizione cinese, "e poi il connubio con il tema è azzeccato: la lotta alle disuguaglianze e agli sprechi, e anche l'industria agroalimentare che è tipica del nostro paese".

"Expo, da solo, può già dare almeno un punto di crescita per il nostro Paese", ne è convinto il premier Enrico Letta che, intervenuto stamani a Radio Anch'io , su Radio Rai 1, ha promesso "primi segnali di crescita reale alla fine di quest'anno". "Le misure prese per la lotta contro la disoccupazione dal primo ottobre stanno dando i primi frutti, con 12 mila giovani assunti, sono i primi segnali - ha spiegato - c'è la stabilità dei conti pubblici e il 2014 sarà il primo anno di crescita positiva. Sono moderatamente ottimista e molto determinato". Interpellato anche sulla legge di stabilità, Letta ha spiegato che "ha il suo equilibrio per non sfasciare ciò che si è faticosamente raggiunto, i conti in ordine, e non ricascare nei vizi del passato. Questo equilibrio della legge va mantenuto, decidendo poi come allocare al meglio le risorse". L'Italia, secondo letta, è come uno sportivo che si è rotto i legamenti crociato, e adesso "dalla crisi si esce passo passo e non a colpi, non duramente, per non sfasciare ancora i legamenti".

SALA - "Non possiamo perdere neanche un'ora, ne sono consapevole, ma va detto che il nostro progetto è molto apprezzato, c'è un grande consenso tra i Paesi e faremo il record della storia di Expo dal 1861 ad oggi. Sono 60 i paesi che avranno un loro proprio padiglione". Lo ha affermato l'amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala stamani interpellato a Radio Rai 1 sulla tempistica di Expo. Quanto agli investimenti, Sala ha parlato di 1 miliardo 300 milioni dal pubblico che "ritorneranno" con il miliardo e 200 milioni di euro investiti dai Paesi ospiti e "che ricadranno sul nostro territorio". Approfittando del tema degli Ogm trattato in trasmissione, Sala ha precisato che Expo è "una piattaforma inclusiva, dove tutti i Paesi devono poter dire la loro. Noi vogliamo informare e presentare contenuti, punti di vista. In modo divertente, ma Expo ha anche un forte ruolo educativo".

LUPI - "Expo arriva come dopo una guerra anche se senza morti e bombe, è una sfida per riprendere in mano il Paese, tornare uniti e coesi partendo dall'unica risorsa, quella di essere italiani. Expo è questa opportunità, partendo anche dalle occasioni sprecate ed dagli errori". Lo ha affermato il ministro Maurizio Lupi intervenendo a Radio Rai 1 stamani. Davanti il Paese ha "la sfida di non stare a guardare di chi sono colpe ma concretamente trovare il coraggio di alzare la testa". "I principali paesi protagonisti saranno quelli del sud est asiatico, del nord Africa, e dei nuovi continenti: l'Italia può giocare la grande sfida rapportandosi con loro - ha aggiunto Lupi - smettendola con le discussioni della vecchia politica: ci aspettano 18 mesi fervore e grandi ricadute positive".

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