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Milano
Expo, il Tar riabilita azienda estromessa dall'antimafia

Cantieri Expo e infiltrazioni criminali: il Tar ha bocciato l'interdittiva della Prefettura nei confronti di una azienda che avrebbe dovuto occuparsi del cablaggio della centrale delle forze dell'ordine di via Drago. La Ausengineering si era infatti aggiudicata l'appalto ma l'11 settembre era giunto il provvedimento della Prefettura, nei cui documenti il legale della società era definito "noto frequentatore di esponenti della malavita" e "perfetto elemento di congiunzione tra il mondo imprenditoriale e la criminalità organizzata". Expo il 6 ottobre aveva così rescisso il contratto con l'azienda, che era anche gravemente in ritardo sui lavori, affidandosi ad una nuova impresa. Ma il ricorso di Ausengineering ha condotto alla sentenza del 22 dicembre con cui i giudici del Tar stabiliscono che mancherebbero elementi sufficienti per definire l'azienda vicina alla criminalità e quindi non idonea a gestire appalti pubblici.

Il cantiere è stato tuttavia nel frattempo sostanzialmente terminato: l'impresa estromessa potrà ora procedere con una richiesta di risarcimento. Nelle carte della Prefettura restano i dettagli su precedenti vicende che hanno coinvolto l'amministratore dell'azienda, denunciato nel 1996 a Nicotera (Vibo Valentia) per porto abusivo di armi e condannato nel 2004 per bancarotta fraudolenta. Il Ministero dell'Interno potrebbe ora ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar.

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