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Milano

 

Nel convegno organizzato da Edizioni L’Informatore Agrario con Regione Lombardia, SATA e ARAL vengono presentati per la prima volta in Italia i dati economici di 70 stalle – “Circa il 50% chiudono i conti in negativo, il bilancio – oggi non obbligatorio - costituisce un punto di partenza imprescindibile per monitorare lo stato di salute e garantire la redditività” anticipa Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario.

50.000 euro di reddito medio all'anno, ottenuto per l'83% da vendite fino a 120 quintali di latte e una dimensione che comprende tra le 50 e le 500 vacche allevate. Emerge da “Progetto Economia 2012”: la prima analisi dei bilanci di 70 stalle, tutte ubicate in Lombardia, che sarà presentata venerdì 25 ottobre alla Fiera del Bovino da Latte di Cremona nel convegno “Gli scenari attuali e la realtà economica delle stalle lombarde” organizzato da Edizioni L'Informatore Agrario, in collaborazione con Regione Lombardia, SATA e ARAL (ore 14.30, Sala Monteverdi).

“In media  l'azienda ha circa 160 vacche, vende 14.000 q/anno e conta 65 ettari di superficie agricola - spiega Michele Campiotti, specialista SATA. Dall'analisi effettuata nel 2012 riscontriamo però come i costi di produzione siano particolarmente elevati, in rapporto al valore della materia prima, venduta a un prezzo poco remunerativo. A farne le spese è prima di tutto la redditività. I dati evidenziano, infatti, come ben 32 aziende su 70 chiudano i conti in negativo”.

La media del campione è di circa 4.800 euro di fatturato per vacca, con un costo di produzione di circa 52 euro per produrre 1 quintale di latte. Quali le prospettive? Dall’analisi risulta che fattori come la dimensione aziendale, la disponibilità di terra, l’indiscriminato contenimento dei costi non bastano a spiegare le differenze tra le stalle lombarde al centro del progetto, che restano nascoste nella gestione economica, finanziaria e monetaria a breve, medio e lungo termine. Ogni  miglioramento diventa, insomma, perseguibile solo se viene fatta un'analisi puntuale costi/reddito e se questi dati vengono tracciati per più anni - fatto non scontato dal momento che nelle aziende agricole italiane non è obbligatorio fare un bilancio, perché sono a regime forfettario.

“In un contesto competitivo europeo sempre più agguerrito - sostiene Antonio Boschetti, direttore de L'Informatore Agrario - le aziende italiane, che hanno già un buon livello tecnico, devono innanzitutto chiarire la loro situazione economica e finanziaria, per pianificare le loro scelte e innalzare la redditività”.

Il programma del convegno. La giornata prenderà il via alle 14,30 con i saluti di Germano Pè, presidente ARAL e di Antonio Piva, presidente di CremonaFiere.
Introdurrà il convegno Antonio Tagliaferri, della Regione Lombardia.
• Ore 15. – Gli scenari attuali del mercato del latte e le sfide che attendono gli allevatori nei prossimi anni
Daniele Rama, direttore Osservatorio mercati zootecnici di Cremona

• Ore 15.30 – Il progetto economia del SATA: cosa cambia in azienda?
Marco Bertoni, allevatore della provincia di Cremona

• Ore 15.45 – Fanno reddito le aziende da latte? Analisi di 70 bilanci aziendali SATA: quale strada verso la competizione europea?
Michele Campiotti, specialista SATA, settore gestione aziendale ed economia

• Ore 16.30 – Dibattito
Modera:
Antonio Boschetti Direttore Responsabile de L’Informatore Agrario

Tags:
fiera bovino







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