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Milano

di Fabio Massa

"E' urgente che il Governo ci dica chi è l'artefice di questo pasticcio organizzativo e valuti se non sia il caso di costringere gli organizzatori a trovare una soluzione che almeno non danneggi uno dei due o addirittura entrambe le manifestazioni". Lo dichiara Michele Anzaldi deputato del Pd. A proposito di che cosa? L'oggetto del contendere è il Motorshow di Bologna. O meglio, di quella che sarà la futura "regina" delle fiere motoristiche. Il Motorshow infatti, marchio di proprietà di Bologna Fiere, quest'anno non si è tenuto. Le case automobilistiche hanno detto no. Con tutta probabilità l'anno prossimo sarà a Milano. Un grandissimo colpo del management. Ma anche un segnale del mercato, che ha preferito la Madonnina alla Torre degli Asinelli.

Fin qui, la cronaca. Poi c'è la politica e i suoi attori. Chi è Michele Anzaldi, che vuole "costringere gli organizzatori"? Indovinate dove è stato eletto? Ovviamente in Emilia Romagna, circoscrizione Undici. Ovvero, Bologna. Anzaldi parla pro domo sua. Ma facciamo un salto poco più in là, verso Parma. Anche qui, la politica fa il suo gioco. A marzo uscì la notizia che Vasco Errani, presidente della Regione, marca Pd, era pronto a finanziare la Fiera con 3 milioni. Giusto così: ognuno fa il suo gioco. Anche perché a regionalizzare le fiere, tutelandone la peculiarità localistica, era stato un altro emiliano, l'ex ministro dell'Industria Pierluigi Bersani. Che dichiarava: "La legge quadro diretta a riformare il pianeta fieristico italiano non comportera' alcuna centralizzazione normativa, anzi contribuira' a rafforzare le competenze delle Regioni". Era il 22 novembre 1996.

Adesso Fiera Milano conquista un primato. Sull'onda di Eicma, il salone delle Moto, da sempre mantenuto (fino al 2020) a suon di successi di pubblico e critica, anche di fronte a sirene venete, sotto la Madonnina arriva il salone delle auto. Sarà il mercato a dire se sarà più bello, più importante, migliore del Motorshow. Saranno le case automobilistiche a dire la loro. Al di là di questo, colpisce ancora una volta il silenzio della politica meneghina. Parla il coordinatore cittadino del Pdl Gallera: "Inusitato e paradossale attacco a Milano da parte di Merola". Parla Matteo Salvini, segretario in pectore della Lega Nord: "Il Motor Show è un’iniziativa privata, significa che Milano è più appetibile di Bologna per organizzarlo". Ma c'è silenzio da parte dell'assessore al commercio Franco D'Alfonso (Comune di Milano). C'è silenzio da parte del suo omologo regionale Alberto Cavalli, e del pari grado provinciale Paolo Del Nero. E silenzio di tomba anche e soprattutto da parte del Partito Democratico. Non uno che abbia deciso di parare il colpo di Bologna. Che comunque perderà il salone motoristico. Così come un po' di gente ha già perso la faccia.

@FabioAMassa

 

Tags:
fiera milano politica







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