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Milano
Figli a coppie omosex, dopo Roma ecco Milano. Iardino: "Deposito esposto"

“All’assemblea nazionale sui diritti civili del Partito democratico, in programma sabato 6 settembre a Bologna, annuncerò la mia decisione di depositare un esposto al Tribunale dei minori di Milano per chiedere l’adozione di mia figlia Anita, avuta dopo che la mia compagna Chiara ha effettuato la procreazione medicalmente assistita. Detto questo, chiedo che la maggiorana del mio Partito prenda le distanze da una posizione preistorica, come quella espressa dall’onorevole Beppe Fioroni, che in un’intervista ha ribadito la sua contrarierà alle adozioni in coppie omosessuali”.

Con queste nette parole la Consigliera del Partito democratico a Palazzo Marino, Rosaria Iardino, annuncia la sua presenza sabato prossimo all’Assemblea nazionale sui diritti del Pd a Bologna. Un’occasione in cui si affronterà proprio il tema dei diritti civili e la regolamentazione giuridica delle coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali “che - come recita il redazionale di presentazione dell’evento - è una questione che non appartiene a questo o a quello schieramento politico, ma semplicemente alla civiltà di un paese”.

“Proprio per questo – aggiunge la Consigliera Iardino – l’Italia ha bisogno di una legge sulle unioni civili ed ha bisogno di regole certe sull’adozione all’interno delle famiglie omogenitoriali. In Commissione giustizia al Senato è in attesa di essere licenziato un disegno di legge che introduce nel nostro ordinamento le step-child adoption, ma come al solito si fanno arrivare prima le sentenze dei Tribunali che la politica”.

“I fatti riguardanti la coppia di lesbiche di Roma – continua Rosaria Iardino – all’interno della quale la madre non biologica ha ottenuto dal Tribunale dei minori della Capitate l’adozione della figlia avuta con la compagna mediante l’inseminazione artificiale, ci parlano soprattutto del tempo che è stato parso. Detto questo anch’io voglio approfittare di questa possibilità, ma spero che l’Esecutivo arrivi prima della sentenza che, sono certa, anche a me e alla mia compagna darà ragione”.

“Io sono amministratrice comunale – prosegue la consigliera del Partito democratico – e a Milano, da sempre, si è in prima linea per quanto riguarda i diritti a favore delle coppie omosessuali. Ma chiedo alla mia città, come faccio rivolgendomi all’intero Paese, un passo ulteriore; per esempio, aprendo le porte del Comune alla registrazione dei matrimoni omosessuali regolarmente contratti all’estero. A tutti i livelli, dobbiamo dare dei segnali forti ed inequivocabili che la strada che stiamo perseguendo è quella pro-diritti, ‘senza se e senza ma’, non voltandoci indietro ma guardando solo al progresso democratico del paese”.

“Nell’augurare buon lavoro ai colleghi che incontrerò in assemblea a Bologna – termina Rosaria Iardino – ribadisco le mie intenzioni: io agirò attraverso la giustizia ma pretendo che il Governo, al più presto, colmi il vuoto normativo che ci riguarda”.

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