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Milano
Finazzer: "Quante occasioni sprecate per Expo. Ma c'è Leonardo"

di Fabio Massa

Massimiliano Finazzer Flory, attore, artista ed ex assessore alla Cultura, in un'intervista ad Affaritaliani.it annuncia l'intenzione di portare in scena Leonardo con 40 repliche proprio nel periodo di Expo. Poi racconta: "Letizia Moratti era forte in politica estera, Pisapia in politica interna. Alle Esposizioni servono entrambe le cose. Sala? Lo chiameremo Giobbe per la pazienza. Il problema è che i governi non hanno capito che l'Expo è come un'Olimpiade". Poi attacca Lissner: "L'ex sovrintendente della Scala non ha mai dato risposta al progetto di riportare la figura di Pina Bausch alla Scala: una delle tante occasioni sprecate". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Massimiliano Finazzer Flory, lei ha un programma molto ambizioso per Expo.
Nel 2015, tra maggio e ottobre, con 40 repliche, andrà in scena la vita di Leonardo Da Vinci, con il titolo "Interviste impossibili e Messer Leonardo" nei luoghi leonardeschi della città. L'interazione principale avverrà con il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Intervistare Leonardo significa interrogare il paradigma perfetto tra cultura umanistica, scientifica, religiosa, artistica. Lo spettacolo sarà in scena ogni settimana a Milano e avrà la possibilità di essere fruito in inglese, cinese e spagnolo, le tre lingue più diffuse al mondo. Sarà in costumi rinascimentali. La drammaturgia è frutto della collaborazione con uno dei più grandi studiosi del mondo di Leonardo, Pietro Marani.

In che cosa consiste questa intervista?
Nel fatto che Leonardo, interpretato da me, sarà intervistato da uno dei cronisti del nostro tempo, da un giornalista, magari anche uno di Affaritaliani.it, e risponderà a domande sulla committenza di allora, sul rapporto tra civile e militare, sui segreti del cenacolo, sull'acqua di Milano, risponderà sulla storia dell'arte che rappresenta. Non mancando magari anche di fare polemica e di offrire chiavi di lettura sull'essenza dell'uomo.

Intanto, attendendo Leonardo, lei è pronto a viaggiare verso gli Usa già tra una decina di giorni.
Esatto. Parto per una tournee di un mese negli Stati Uniti. Vado in scena negli Usa per il terzo anno consecutivo, con "Gran serata futurista". Avrò l'onore di recitare al Lincoln Center il 21 maggio. Sarò in scena in 10 città americane con la vita di Filippo Tommaso Marinetti. Senza Marinetti non avremmo avuto né il futurismo né la Milano moderna.

Torniamo ad Expo: lei era nell'amministrazione che vinse questa Expo. Lei è ottimista, oggi?
Letizia Moratti era molto forte in politica estera, mentre Giuliano Pisapia è fortissimo in politica interna. L'Expo in qualche modo è un ponte tra quell'esperienza e quella di adesso. Io sono un ottimista: il successo di Expo è obbligato e obbligatorio. Non solo non si può sbagliare, ma anche se si sbagliasse, nessuno lo direbbe. E' chiaro che in questo momento le Esposizioni oscillano tra quelli che le amano in modo retorico e quelli che le odiano perché sono invidiosi. Noi dobbiamo sconfiggere gli uni e gli altri, perché l'amore non può essere retorico, ma deve essere autentico.

Expo sarà un gran successo, insomma.
Sì, purché si capisca che cosa è l'Expo. Se l'Expo è una tavola rotonda sul cibo nel mondo sarà vincente. Non vorrei diventasse una tavola calda per ospiti improvvisati. Beppe Sala è un'ottima persona. Non lo chiamerei neppure Beppe Sala, ma Giobbe Sala per la sua pazienza. La sua sfortuna è che i governi italiani, fino ad adesso, non hanno vissuto l'Expo come un'Olimpiade.

In che senso?
L'Olimpiade è costruita da tre elementi: spettacolo, competizione e comunicazione. Due elementi su tre non bastano, occorrono tutte e tre le dimensioni. Expo dovrebbe essere questo. L'importante è non perdere occasioni. Una cosa che purtroppo avviene. Facciamo questa riflessione: sappiamo che oggi ci sono quasi 40mila imprese a Milano che si occupano di cultura. Sono l'11 per cento del tessuto provinciale. Perché i bilanci sono di molto inferiori? Un'altra domanda: se c'è qualcosa da denunciare alla Corte dei Conti oggi, è lo spreco non delle risorse economiche ma di quelle intellettuali. Basterebbe pensare a quanti cervelli ci sono a Milano che non sono stati ancora connessi alla governance del potere. Questo è uno spreco gravissimo che succede nella nostra città.

Facciamo un esempio pratico.
Parliamo di Scala. Il 30 giugno, a 5 anni dalla morte della ballerina e coreografa Pina Bausch, la ricorderemo a Roma. Avevo proposto, due anni fa, che in occasione di Expo la figura di Pina potesse tornare alla Scala con uno spettacolo chiamato Agua. Mi sembrava una bellissima occasione per celebrare la danza, il linguaggio del corpo, e l'acqua e il cibo. La proposta era in larga parte finanziata. Non ha mai avuto risposte dall'allora sovrintendente Lissner. Questa è una delle tante occasioni sprecate.

@FabioAMassa

LA TOURNEE USA

La tournée:
May 12th ,WASHINGTON – Ambasciata Italiana – Italian Embassy
May 14th , DARTMOUTH - Hopkins Center for the Arts - Moore Theater
May 16th , PHILADELPHIA - Simeone Museum
May 19th ,CHICAGO - Chicago Cultural Center - Claudia Cassidy Theater
May 21th, NEW YORK - Lincoln Center - Kaplan Penthouse
May 23th, BOSTON  Cambridge MA - Dante Alighieri Society
May 27th, SAN FRANCISCO - Legion of Honor – Fine Arts Museums
May 29th, LOS ANGELES - Italian Cultural Institute – Sala Rossellini
June 3nd, HOUSTON - St. Thomas University - Cullen Theatre Hall  in occasione dei festeggiamenti per la Festa della Repubblica Italiana

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finazzer






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