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Milano
Giuseppe Guzzetti

di Sergio Luciano

Lo scandalo Mps non sta insegnando niente a nessuno. A Milano si sono aperti i giochi per il rinnovo del vertice della Fondazione Cariplo – tra le più ricche d’Italia, importante azionista di Banca Intesa San Paolo – e, come rivela Fabio Massa su Affari Italiani con il suo “inside”, tutti i partiti hanno ripreso a fare il loro unico, perenne, sporco mestiere: lottizzare.

Con buona pace del coriaceo Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione, democristiano d’antan, leader ideologico di tutte e 88 le fondazioni italiane di origine bancaria in quanto presidente della loro associazione Acri, è già partito l’assalto alla diligenza. E sarà interessante vedere come agirà Guzzetti, vecchio leone della politica, che ha scelto, in particolare nell’ultimo quinquennio, di fungere da baluardo e insieme da “foglia di fico” di un sistema decotto e autoreferenziale, com’è appunto quello delle Fondazioni… Adesso, si profila per lui l’estrema sfida: la sua riconferma alla prossima tornata di nomine sembra certa, ma quale prezzo il roccioso avvocato comasco sarà disposto a pagare ai partiti in termini di “penetrazione”, con i loro “peones”, nella Commissione centrale di beneficenza, ovvero il consiglio d’amministrazione della Fondazione?
C’è da dire, intanto, che la “Commissione centrale” è un organismo ridicolmente pletorico: quaranta membri, di cui 20 “personalità” e 20 "espressioni del territorio". La cosa minima da fare subito è dimezzare questo numero. L’altra cosa da fare è ricordarsi che “espressione del territorio” è il nome pudico per indicare i designati dei partiti. Le varie amministrazioni provinciali che sono “quotiste” della Fondazione stanno spedendo le loro “terne”. Massa, su Affari, ne descrive varie: quella di Mantova (che punta a rinnovi politicanti), di Pavia che invece propugna un certo rinnovamento, di Brescia, che sceglie tre commercialisti leghisti…

Ma la vera sfida è su Milano, dove a Palazzo Isimbardi il presidente della Provincia Guido Podestà starebbe pensando a una terna composta da Adriana Pavin, sua assistente per i rapporti con i cittadini,  garbata, bellissima, fedelissima; da Lorenzo Agnoloni, figlio dell'avvocato Marzio Agnoloni, discusso presidente della società provinciale Serravalle e ad della controllata Pedemontana, anche lui fedelissimo di partito; e - soprattutto – dal più celebre Cesare Cadeo, giornalista e conduttore televisivo, specializzato in sport, già assessore allo Sport nella giunta provinciale di Ombretta Colli, fratello di Maurizio Cadeo, assessore al Decoro Urbano per il sindaco Moratti. Ora, diciamolo: è del tutto evidente che siamo in presenza di degnissime persone che devono però dimostrare tutto circa una loro possibile ma improbabile capacità di comprendere le dinamiche di funzionamento di una fondazione (e tanto più quelle di una grandissima banca partecipata come Intesa) mentre non hanno davvero nulla da dimostrare in termini di fedeltà al mandato politico.

Illustre presidente Guzzetti, questa si chiama lottizzazione, della peggiore risma (e sia detto senza nulla di personale verso Pavin, Agnoloni e Cadeo). Il punto è un altro: per quanto le nomine spettino agli enti locali, bisogna che i decisori battano un colpo e cambino stile, di qualunque partito siano. Designino pure gli amministratori delle fondazioni pescandoli tra i loro simpatizzanti, ma non vadano a prendere né i fedelissimi né i militanti, cerchino piuttosto gente esperta nei vari settori d’attività della Fondazione. Oppure chi, come lei, ha cercato di dare un tono alle Fondazioni, facendo dimenticare al Sistema quanto siano infeudate da politicanti di bassa lega, sempre a rischio di far accadere ovunque disasttri analoghi a quelli di Siena… verrà ridicolizzato dalla bassa qualità di eventuali nomine proprio nella Fondazione presieduta da lei. Ha l’età e la credibilità per porre tutte le condizioni che crede. Le ponga. Oppure non ripeta mai più che sta riuscendo a  tener fuori la politica dei partiti dal potere nelle Fondazioni.

Tags:
fondazione cariplo mps






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