A- A+
Milano

 

marioboselli

di Fabio Massa

Dal Comune, secondo fonti di Affaritaliani.it, è stato visto con interesse il nome di Mario Boselli alla guida di Fondazione Fiera. Una nomina che Carlo Sangalli vorrebbe fortissimamente. Sangalli, potente capo della Confcommercio, guida la pattuglia dei 4 posti dei "privati" nel nuovo cda di Fondazione, che andrà al rinnovo prossimamente. Come è ovvio, la quadra non verrà trovata senza l'accordo di Regione e Comune, che secondo il nuovo Statuto, che ancora non è stato varato ma che per Palazzo Marino è "la conditio sine qua non per iniziare un percorso di discussione", sono legati in modo indissolubile. Il Comune dovrà infatti dare il via libera sul presidente, mentre la Regione dovrà dare il via libera al vicepresidente. Che sono, rispettivamente, nominati da Maroni e Pisapia. Insomma, un sistema di veti incrociati che dà sì un grande potere a Sangalli, ma che comunque non priva i due enti della capacità di controllo sulla Fondazione.

 

In relazione all'articolo "Fondazione Fiera, Boselli si scalda. Ma il comune potrebbe fermarlo", pubblicato su affaritaliani.it il 5 luglio u.s, dalla Camera della Moda viene reso noto che l'articolo riporta alcune informazioni erronee relative alla società Marioboselli Holding s.p.a. – Marioboselli Yarns & Jersey s.p.a. (ex Carlo Boselli). "E' nostra premura precisare che il Cavaliere del Lavoro Mario Boselli ha lasciato ogni carica ed è uscito dalla proprietà nell’aprile del 2005 e che la famiglia ha ceduto le aziende nel giugno 2009.
Nessuna relazione, ne legame, è in atto fra gli esponenti della famiglia Boselli e la nuova proprietà".
 

Il Comune avrebbe chiesto alla Regione oltre al nuovo Statuto, due cose ben chiare. La prima è che non ci siano parlamentari. L'argomento è chiaro: per Fondazione occorre un uomo che si dedichi a tempo pieno. In questo modo Pisapia potrebbe sbarrare la strada a Paolo Romani, nome del quale tanto si vocifera. La seconda è che non ci siano persone con pendenze, indagati, o comunque situazioni giudiziariamente ancora non chiarite. E - anche se mediaticamente c'è stato poco clamore - questa seconda regola sbarrerebbe la strada a Boselli. Il presidente della Camera della Moda, presidente del Fondo Pensioni al personale Cariplo, presidente di Setefi Spa e di Moneta Spa, sarebbe infatti stato iscritto sul registro degli indagati per la vicenda di Centrobanca. Il 15 ottobre 2010 la Procura di Milano lo iscrisse con l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta, in compagnia dell'ex dg Vitaliano D'Urbano. La vicenda era quella legata all'Opa lanciata nel 2008 sul Mariella Burani Fashion Group. Fonti di Affari sostengono che la vicenda andrà in prescrizione. Ma non è l'unica grana per Boselli. Pare che pure la Carlo Boselli di Garbagnate (azienda di famiglia del manager classe '41) non navighi in buone acque. Dovrebbe essere - con decreto del Tribunale di Lecco del 10 ottobre 2012 - in concordato preventivo per il pagamento dei debiti accumulati, con tanto di "attenzionamento" di un ufficio di Intesa San Paolo per il recupero dei crediti.

Insomma, anche il nome di Boselli pone più di un problema. A questo punto le aspettative di Vittorio Belotti, vicepresidente in quota Lega Nord, che da quando è deceduto il presidente Giampiero Cantoni ha tenuto le redini della società, di avere un vertice in tempi brevi sembrerebbero frustrate. A meno che, con l'intervista al Corriere della Sera, Belotti non "tiri la volata" a un altro tipo di soluzione, tutta interna. Quella che porterebbe Corrado Peraboni, attuale direttore generale, al vertice di Fondazione Fiera. Una soluzione che però non è l'unica possibile (e soprattutto, sulla quale il Pdl regionale avrebbe da dire, visto che Peraboni è in quota Lega Nord). Perché Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, deve ancora dire la sua. E in Assolombarda c'è più di un cavallo che si sta scaldando.

@FabioAMassa

Tags:
fondazione fiera boselli







A2A
A2A
i blog di affari
Le radici dell’Architettura
di Mariangela Turchiarulo
Green pass, il futuro del nuovo biocapitalismo della sorveglianza
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Obbligo Green pass decisione liberale
L'OPINIONE di Ernesto Vergani


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.