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Milano
Formigoni: "Quagliariello leader Ncd. Lupi? Si spenda come ministro e basta"

di Fabio Massa

Roberto Formigoni, ex governatore lombardo e senatore Ncd, in un'intervista ad Affaritaliani.it lancia Quagliariello: "Alfano rimanga presidente ma serve una figura che si occupi del partito a tempo pieno". Lupi? "Faccia il ministro per altri due anni, e presidi i temi del Nord". Infine, sul centrodestra: "Occorre che ci riuniamo, senza che Forza Italia faccia prove muscolari ma anche senza difendere orticelli. Loro non ci chiedano di uscire dal governo e noi riconosciamo che sono il primo partito della coalizione..." Infine, su Expo: "L'inchiesta riguarda dei millantatori e un imprenditore un po' pirla..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Senatore Roberto Formigoni, andiamo subito al punto: il Nuovo Centrodestra va rifondato?
I
niziamo a dare una proporzione alle cose. Qui c'è una situazione grave per il centrodestra nel suo complesso. soprattutto al Nord.  Quindi all'interno del centrodestra in difficoltà c'è un Nuovo Centrodestra in difficoltà. Mi permetta di fare un ragionamento politico...

Prego.
Primo: il voto è stato determinato in maniera preponderante dalla crisi, dalla disperazione della gente. Quindi è stato un voto contro. Questo è dimostrato dal fatto che al Nord, dove il centrodestra era il dominus assoluto, è stato sconfitto. Nelle roccaforti del Pd, come Livorno, Potenza e Perugia, il Pd è stato sconfitto. Secondo: la gente ha guardato all'unica possibile ancora di salvezza...

Renzi.
Esatto. Renzi. Se guardiamo al voto di 15 giorni fa c'è il dato che l'unica speranza di salvezza percepita dal Paese è lui. Terzo dato: il voto a Renzi è stato clamoroso soprattutto al Nord.

Una volta la questione settentrionale era il cruccio del Pd...
Giusta valutazione. Anche se in questo momento l'ancora di salvezza è stata identificata più in Renzi che nel Pd.

Torniamo a Ncd: ha bisogna di essere rifondato?
No. Non parlo di rifondazione. Non dimentichiamo che Forza Italia è arretrata ovunque, che Fratelli d'Italia non ha fatto il quorum. Noi l'abbiamo fatto. L'unica che è andata bene è stata la Lega Nord, che però ha sposato una linea che non potrà essere la linea delle prossime elezioni politiche. Quel che voglio dire è che c'è un problema di ripensamento complessivo di tutto il centrodestra.

Sta parlando di riunirsi?
Io credo che non si possa fare un'operazione nostalgia, con una bella riunificazione delle sigle. Quell'epoca di 20 anni è passata. Occorre una nuova sintesi, una nuova proposta e una nuova unità.

A proposito di unità, da Forza Italia è arrivata un'indicazione immediata dopo il voto: abbiamo perso ma siamo comunque il partito maggioritario a destra. Insomma, le carte di una riunificazione vogliono comunque darle loro...
Indubbiamente sono il partito più forte. Ma mi permetto sommessamente di dire che qui bisogna rendersi conto che tutti sono indispensabili e anzi, non bastano. Non è proprio il momento di prove muscolari del maggior partito. Non è il momento di difese accanite del proprio orticello da parte di nessuno.

E quindi da dove si parte?
Partiamo dal dato di realtà. Separati abbiamo perso. Anche fossimo stati insieme avremmo perso. Occorre una sintesi nuova che parta dal leale riconoscimento delle diversità tra di noi. Forza Italia deve digerire il fatto che stiamo al governo e ci rimarremo. Però vogliamo essere di centrodestra. Noi dobbiamo accettare che Forza Italia è il maggior partito della coalizione e lo sarà ancora, pur restando all'opposizione. Dobbiamo accettare che la linea della Lega Nord è quella di Salvini, che i Fratelli d'Italia hanno altre istanze ancora. Partiamo dal riconoscimento reciproco di vita e di differenze, senza porre delle precondizioni.

Se vi chiedono di uscire dal governo...
... la risposta è sicuramente no. E' evidente che la risposta è no. Non si può far saltare per aria il governo in questo momento. Partiamo dal riconoscimento delle differenze. Partiamo da questo e lavoriamo. L'unico elemento che non ci manca è il tempo, visto che non si vota almeno fino al 2016 o 2017. Abbiamo almeno due anni di tempo per individuare una leadership che non può essere che una leadership nuova.

A livello di Ncd si dice che Lupi potrebbe essere il leader del Nord, in una sorta di diarchia con Alfano al sud. Secondo spunto: Mario Mauro, intervistato da Affari, lo ha bastonato dicendo che non si possono fare battaglie come le Europee per altri fini (il sindaco di Milano).
Lupi ha certamente dei numeri ed è una risorsa del Nuovo Centrodestra. Io ritengo però che sarebbe un tradimento se lui abbandonasse il ministero. Lui adesso deve fare il ministro perché ha un ministero strategico: se lo abbandonasse lo regaleremmo a Renzi e al Pd. Lupi deve spendersi al ministero. Io dico di più: in tempi recenti sono stato critico con i nostri ministri perché la nostra presenza si deve sentire di più. Dobbiamo farci valere di più. Abbiamo anche il viceministro all'Economia. Abbiamo posizioni, ma dobbiamo farle valere.

E rispetto a quello che ha detto Mauro?
Ripeto: Lupi è una risorsa per il partito ma deve fare il ministro.

Quindi niente sindaco di Milano?
Il sindaco di Milano è tra due anni. In questi due anni Lupi faccia il ministro. Io ritengo che in questo momento Ncd abbia bisogno di una figura a tempo pieno: rimanga Alfano presidente ma probabilmente bisogna far crescere figure che possano rappresentare il partito all'esterno. Ad esempio la figura di Quagliariello potrebbe essere spesa di più, senza fare grandi rivoluzioni. E al Nord la questione non è nominalistica ma di contenuti. Nel governo dobbiamo fare sentire di più la voce del Nord.

Ho intervistato Amicone, intellettuale vicino al movimento di Cl. Pur precisando che non è un movimento politico, Amicone sostiene che Cl rischia l'irrilevanza politica. Lei concorda?
No, assolutamente no. Io dico al mio amico Luigino di non spaventarsi, perché dopo un periodo di buona sorte possono arrivare difficoltà. In 18 anni di presidenza in Lombardia, abbiamo imposto il concetto di sussidiarietà. Ora nelle bozze del nuovo welfare, quel concetto è stato ripreso anche da Renzi.

Forse Amicone è impressionato dal fatto che lei, Lupi e Mauro non siete più grandi compagni di squadra...
Ci sono delle dialettiche tra di noi, ma non mi impressionerei troppo. I problemi bisogna guardarli in faccia: sono superabili.

Ultima domanda su Expo: secondo lei ha perso l'anima?
Distinguiamo due cose. I cosiddetti scandali vanno molto ridimensionati. Non c'è una gara che è stata corrotta. C'è qualche pensionato che ha mantenuto le sue capacità di millanteria e c'è un imprenditore un po' pirla che ha dato mazzette in cambio di promesse future. Nulla a che vedere con il Mose. Maltauro si è fatto raggirare da alcuni millantatori incanutiti in età e spirito.

Non c'è da temere dal fatto che Frigerio scrive in carcere di voler vuotare il sacco...
Macché, non salterà fuori niente. Detto questo, credo che Expo abbia un po' perso l'anima perchè era stata impostata in modo diverso. Expo era una scommessa sul tema dei contenuti. Tanto è vero che per la prima volta inventammo un documento strategico che fu sposato da Barroso, Monti e Ban-Ki-Moon ed era firmato anche da me. Questo documento aveva entusiasmato i paesi. Questo lavoro è stato interrotto. L'individuazione del commissario unico, decisione alla quale mi opposi, ha fatto smarrire un po' dell'anima di Expo.

@FabioAMassa

Tags:
formigoniaffariquagliariello






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