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Milano
richmond formigoniSfilata Richmond - Roberto Formigoni

di Fabio Massa

Gli ultimi giorni del Presidente. Roberto Formigoni dopo 18 anni lascia Palazzo Lombardia. Andrà a Roma a fare il Senatore. Ma si trasferirà di poche centinaia di metri, visto che resterà commissario straordinario di Expo. Così, chi vorrà lo troverà al 30esimo piano. "E' una nomina ad personam. Rimarrò commissario fino al 2016. Non c'è bisogno di riconferma". Formigoni parla di politica nazionale e spiega: "Governissimo? Parola del passato. Di certo non si deve tornare al voto. Apriamo un dialogo con il Pd. Grillo? Non possiamo stare appesi al M5S"

Sulla Regione Lombardia ha le idee chiare: "Con Maroni l'accordo c'è: il vice, l'assessore alla sanità e il presidente del consiglio sono del Pdl. Mantovani? C'è da capire sue attività private. Albertini? Doveva ritirarsi, ma non lo rimprovero". Infine consegna il suo addio alla politica lombarda: "La cosa che mi mancherà di più? Il poter incidere subito nella realtà, il poter fare nel concreto. Il momento più brutto? Quando un aereo si schiantò sul Pirellone..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Formigoni, o devo chiamarla senatore...
Presidente è una categoria dello spirito. Si rimane sempre presidenti... (ride, ndr)

Iniziamo dalla situazione nazionale. Lei lo farebbe un governissimo Pd-Pdl?
Prima di tutto non userei parole che sono state usate in passato, e quindi lasciamo da parte i termini governissimo, governo di larghe intese... Io dico questo: non dobbiamo tornare al voto. In questo momento si creerebbe un allarme spaventoso nei mercati e in Europa. Il popolo italiano ha parlato, spetta adesso alle forze politiche interpretare il messaggio che è stato mandato. E visto che non c'è maggioranza in entrambi i rami del parlamento, bisogna ragionare insieme.

Quindi dice sì al dialogo con il Pd.
Mettiamo da parte ideologie e cerchiamo accordi sui problemi più importanti da risolvere. Il primo problema è quello della crisi economica: continuiamo a perdere posti di lavoro, le famiglie non ce la fanno più, la pressione fiscale impossibile da sopportare.

E Grillo? Ci farebbe un'alleanza?
Si tratta di vedere che cosa vogliono in parlamento. Grillo dice che non voterà nessun governo, ma ci vuole la fiducia. Fino ad adesso Grillo ha avuto questo grande successo mettendo insieme tutti i no che ha sentito in ogni angolo del Paese. Ha raccolto lo scontento nei confronti di tutto: Tav, Tem, infrastrutture, armamenti, qualunque cosa. E' chiaro che se questa continua ad essere la sua carta d'identità, non si potrà fare nulla. Se invece si può ragioniamo di qualcosa. Certo a me interessa di più discutere con i grillini piuttosto che con Grillo. Ma lo voglio dire certo: il governo deve avere una maggioranza chiara, non possiamo stare appesi a Grillo. Stiamo attenti che non ci sia una trappola grillina.

Quindi, riforme condivise Pd-Pdl. Mi dica due cose da riformare. Le prime due.
Dico anche io la legge elettorale, però non è la riforma immediata perché non bisogna pensare di andare a votare in tempo stretto. Invece bisogna fare subito la riforma del lavoro, perché si è visto che la Fornero ha fallito. Bisogna superare il bicameralismo perfetto, diminuire il numero dei parlamentari. Poi oso dire l'inosabile: bisognerebbe affrontare il tema della riforma della giustizia. Deve farlo la politica, pur ascoltando il parere dei magistrati, dialogando con loro.

Passiamo alla Lombardia. Lei sarà ancora al Pirellone in qualità di commissario Expo?
Io sono e sarò commissario Expo. E quindi avrò i miei uffici al 30esimo piano del grattacielo Pirelli. L'ufficio del commissario generale è là, c'è uno staff che lavora giorno e notte, pancia a terra. Il commissario generale ha il compito di tenere i rapporti con il Bie, con tutti i paesi del mondo. Io rimango il commissario generale.

Si aspetta una riconferma?
Non c'è nessuna riconferma. Sono stato nominato ad personam fino al 2016. Sia io che Pisapia, non come sindaco e governatore, ma ad personam. Tra poco presenterò anche il punto di quanto abbiamo fatto.

Capitolo giunta: chi sarà il vice di Maroni? Un pidiellino? Un uomo? Una donna?
Spetta a lui decidere ma in dialogo con i partiti. Il vice - non c'è ombra di dubbio - sarà del Pdl. Certo, una donna del Pdl sarebbe un segnale bello perché sappiamo bene che l'altra metà del cielo è capace di esprimere genialità in politica. Mi piace l'idea di un vice del Pdl donna.

Bocciardo e Aprea sono nomi che le piacciono?
Sono degli ottimi nomi. Ne sono possibili anche altri.

Assessorato Sanità: dovrebbe essere gestito dal Pdl?
Anche su questo l'accordo c'è già: l'assessore alla Sanità sarà del Pdl. Maroni si è già espresso per una continuità dell'assessore uscente Mario Melazzini, che tra l'altro ha trionfato alle elezioni in Provincia di Pavia.

Potrebbe rivendicare per sé quel posto Mario Mantovani, leader delle preferenze su Milano.
Mantovani avrà sicuramente un posto significativo perché ha dimostrato di avere un consenso importante. Non conosco bene la sua situazione privata, ma credo che ci siano delle difficoltà avendo lui delle attività private che non possono essere in contrasto.

Raffaele Cattaneo, ex assessore alle infrastrutture: anche lui ha avuto ottimi risultati a Varese. E' di Cl. Le piacerebbe rivederlo in giunta?
Grandissimo lavoratore, ha avuto una conferma dal punto di vista popolare, è un grande programmatore. Merita sicuramente una posizione di responsabilità. Vediamo quale. Non ci dimentichiamo che anche la presidenza del consiglio regionale spetta al Pdl. Vorrei però precisare: non stiamo disegnando la giunta, abbiamo fatto delle ipotesi con valutazioni sugli uomini. L'unica cosa certa è che al Pdl spetta il vicepresidente della giunta, il presidente del consiglio e l'assessore alla Sanità.

Passiamo ad Albertini. E' stato un flop...
Ha fatto il suo tentativo. Ho sposato Albertini quando Albertini doveva essere candidato nella nuova coalizione Pdl-Lega. Questa è la battaglia che ho fatto: far scegliere Albertini come candidato. Quando le cose sono andate diversamente io l'ho detto a Gabriele: è il momento di ritirarsi, di rinunciare. Lui ha preferito andare avanti: non lo rimprovero. Ma continuare ad appoggiare Albertini avrebbe voluto dire consegnare la Regione alla sinistra, ecco perché ho detto di no. Dopodiché a livello personale non ci sono problemi, spero di poter continuare a lavorare con lui in Senato.

Chiedo all'uomo Formigoni: che cosa le mancherà di più dopo 18 anni di Regione Lombardia?
Io sono un uomo abituato a guardare avanti. Questa esperienza è stata meravigliosa. Lascio il Palazzo Lombardia, le strade, le infrastrutture. Ecco, mi mancherà il fatto di poter incidere sulla realtà. Il legislatore, il senatore, non ha l'immediata possibilità di far realizzare le cose che pensa. Il governatore sì. Questo mi mancherà.

Che cosa l'ha addolorata di più in questi 18 anni? Quale il momento più buio?
Il momento più brutto è il più doloroso: quando un aereo entrò dentro il Pirellone ammazzando due nostre avvocatesse. Ma anche allora la Regione reagì. Riaprimmo gli uffici senza mai interrompere il servizio ai cittadini. Che grande generosità da parte dei dipendenti... Ogni anno il 18 aprile celebriamo il ricordo di quell'evento.

@FabioAMassa

Tags:
formigoni regione senato






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