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di Fabio Massa

Roberto Formigoni, senatore ed ex presidente della Regione Lombardia, è uno dei leader di Nuovo Centrodestra. Ad Affaritaliani.it spiega: "E' il Pd che mette a rischio il governo. Il pericolo sono loro, perché noi abbiamo addirittura scelto una strada diversa da quella di Forza Italia per la stabilità. Renzi? Dicono voglia più fare il candidato premier che il candidato segretario". Le Europee? "Andremo divisi da Forza Italia. Io non ho intenzione di candidarmi, ma vedremo". Poi, sulla Lombardia, annuncia: "Gruppi separati. Saremo le sentinelle del programma. La sanità? Se Maroni vuole stravolgerla voteremo contro. Mantovani parla di frattura ricomponibile? No. Nuovo Centrodestra non è una burletta". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Senatore Formigoni, quanto durerà il Governo?
Questo governo, al netto delle fibrillazioni che gli sono impresse dal Pd, durerà fino alla fine del semestre europeo. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi dell'ex Pdl, oggi Nuovo Centrodestra, riteniamo la permanenza di questo governo così importante da aver scelto una strada diversa rispetto a Forza Italia. Non perché siamo innamorati delle poltrone, ma perché l'alternativa a questo governo oggi sarebbe il caos. Faremmo la figura della solita Italietta che vota a febbraio e a Natale torna alle urne. Avremmo un'impennata dello spread. Mi auguro che il Pd abbia la stessa responsabilità e la stessa capacità di governo delle proprie pulsioni interne.

Pulsioni interne?
Sì, pulsioni interne. Mozioni di Civati contro la Cancellieri. Renzi. Mi auguro che il Pd mantenga l'impegno che noi abbiamo portato avanti. L'azione di questo governo duri almeno 18 mesi. All'inizio del 2015 valuteremo l'operato: io credo che il governo darà risultati e sarà opportuno che vada avanti. Ma lo verificheremo. Vorrei dirlo chiaro: in questo momento il pericolo viene dall'interno del Pd.

E' il Pd che mette a rischio il governo?
Esatto. Sono pulsioni legate al  congresso. Civati vuole il suo posto al sole. E Renzi dicono essere animato più dalla voglia di fare il candidato premier piuttosto che il segretario del partito.

La divaricazione che c'è stata nel Pdl verrà mantenuta alle prossime elezioni europee?
Senz'altro. E' chiaro che alle elezioni europee, di tipo proporzionale, ognuno correrà con il proprio simbolo e il proprio nome. I propri valori e i propri progetti sull'Europa e sull'Italia. Per noi del Nuovo Centrodestra sarà la prima prova: ma io sono ottimista.

Che cosa vuol dire?
Che puntiamo a un risultato a doppia cifra. Puntiamo decisamente a un risultato a doppia cifra malgrado stiamo partendo da zero. Fino a venerdì sera abbiamo lavorato per l'unità. Sono ottimista perché questo week end è stato uno spettacolo: sms, telefonate, richieste d'incontro. Il nostro mondo ha nuovo entusiasmo, nuova voglia di fare. Arrivano i complimenti delle categorie economiche e del mondo produttivo, i complimenti del nostro elettorato. Ci hanno detto chiaramente di cambiare la legge di stabilità, ma di mantenere in vita questo governo. Le due richieste vanno insieme.

Lei è uno dei leader di NC. Si candiderà alle Europee? Lei avrebbe voglia?
Non ne abbiamo parlato. Io non ne avrei nessuna intenzione. Ho già fatto due mandati in Europa, so quanto sono dure le campagne elettorali europee in un collegio di 18 milioni di abitanti. La mia intenzione è no, poi valuteremo insieme nel partito, perché potrebbe essere utile la candidatura di alcune personalità di rilievo.

Parliamo di Lombardia. Che cosa succederà?
Noi costituiremo nuovi gruppi in tutte le Regioni, in tutti i Comuni. Tra l'altro segnalo che verranno costituiti due nuovi gruppi. Il vecchio partito è stato chiuso. Alcuni inventato Forza Italia e altri Nuovo Centrodestra. Ma posso dire che saremo rispettosi del mandato degli elettori. Daranno una mano alla maggioranza. Sosterranno le giunte di cui fanno parte. Semmai dal nostro gruppo verrà un segnale di maggiore efficienza, rispetto alle tematiche e ai problemi.

Provoco: prima avevate la maggioranza all'interno del gruppo del Pdl. Adesso, come gruppo autonomo, non siete determinanti a livello numerico.
Noi non guardiamo a queste cose. Noi stiamo e rimaniamo componente della maggioranza. Una componente importante dal punto di vista numerico e politico. Certamente daremo tutto il nostro contributo e anche un po' scosse e sveglia che è necessario. In alcuni settori questa giunta lombarda ne ha bisogno.

Esempi?
Faremo questa valutazione con la prima riunione degli esponenti di Nuovo Centrodestra.

Il coordinatore lombardo Mantovani parla di problemi personali. E dice che la frattura potrebbe anche essere ricomposta.
No. Assolutamente no. Quello che è nato non è una burletta, non è uno scherzo. Non è uno spacchettamento concordato. Siamo due realtà diverse. Le differenze erano troppo forti. Su che cosa è avvenuta la divaricazione?

Ripetiamolo.
Sulla struttura del nuovo partito. Noi volevamo un Partito a struttura democratica, riconoscendo la leadership di Berlusconi, ma nel quale tutte le cariche dovessero essere elette dal basso. E' una battaglia che facciamo da anni. E ci è stato detto di no. Nuovo Centrodestra avrà questa struttura democratica. Siamo due partiti diversi, alle europee andremo separati. Poiché però siamo bipolaristi, quando si andrà ad elezioni come le amministrative della prossima primavera, allora faremo un'offerta programmatica a tutti gli altri partiti che si dicono di centrodestra.

Se Maroni dovesse riformare la sanità lombarda, rivoluzionandola, il nuovo gruppo voterebbe contro?
Sì, l'abbiamo già detto. Il Pdl ha già manifestato in questo senso. D'altra parte il programma elettorale che ha sostenuto questa maggioranza è chiarissimo. Non dobbiamo distruggere quel che abbiamo costruito negli ultimi 18 anni. Noi saremo le sentinelle del programma.

@FabioAMassa

 

 

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di Fabio Massa

Roberto Formigoni, senatore ed ex presidente della Regione Lombardia, è uno dei leader di Nuovo Centrodestra. Ad Affaritaliani.it spiega: "E' il Pd che mette a rischio il governo. Il pericolo sono loro, perché noi abbiamo addirittura scelto una strada diversa da quella di Forza Italia per la stabilità. Renzi? Dicono voglia più fare il candidato premier che il candidato segretario". Le Europee? "Andremo divisi da Forza Italia. Io non ho intenzione di candidarmi, ma vedremo". Poi, sulla Lombardia, annuncia: "Gruppi separati. Saremo le sentinelle del programma. La sanità? Se Maroni vuole stravolgerla voteremo contro. Mantovani parla di frattura ricomponibile? No. Nuovo Centrodestra non è una burletta". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Senatore Formigoni, quanto durerà il Governo?
Questo governo, al netto delle fibrillazioni che gli sono impresse dal Pd, durerà fino alla fine del semestre europeo. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi dell'ex Pdl, oggi Nuovo Centrodestra, riteniamo la permanenza di questo governo così importante da aver scelto una strada diversa rispetto a Forza Italia. Non perché siamo innamorati delle poltrone, ma perché l'alternativa a questo governo oggi sarebbe il caos. Faremmo la figura della solita Italietta che vota a febbraio e a Natale torna alle urne. Avremmo un'impennata dello spread. Mi auguro che il Pd abbia la stessa responsabilità e la stessa capacità di governo delle proprie pulsioni interne.

Pulsioni interne?
Sì, pulsioni interne. Mozioni di Civati contro la Cancellieri. Renzi. Mi auguro che il Pd mantenga l'impegno che noi abbiamo portato avanti. L'azione di questo governo duri almeno 18 mesi. All'inizio del 2015 valuteremo l'operato: io credo che il governo darà risultati e sarà opportuno che vada avanti. Ma lo verificheremo. Vorrei dirlo chiaro: in questo momento il pericolo viene dall'interno del Pd.

E' il Pd che mette a rischio il governo?
Esatto. Sono pulsioni legate al  congresso. Civati vuole il suo posto al sole. E Renzi dicono essere animato più dalla voglia di fare il candidato premier piuttosto che il segretario del partito.

La divaricazione che c'è stata nel Pdl verrà mantenuta alle prossime elezioni europee?
Senz'altro. E' chiaro che alle elezioni europee, di tipo proporzionale, ognuno correrà con il proprio simbolo e il proprio nome. I propri valori e i propri progetti sull'Europa e sull'Italia. Per noi del Nuovo Centrodestra sarà la prima prova: ma io sono ottimista.

Che cosa vuol dire?
Che puntiamo a un risultato a doppia cifra. Puntiamo decisamente a un risultato a doppia cifra malgrado stiamo partendo da zero. Fino a venerdì sera abbiamo lavorato per l'unità. Sono ottimista perché questo week end è stato uno spettacolo: sms, telefonate, richieste d'incontro. Il nostro mondo ha nuovo entusiasmo, nuova voglia di fare. Arrivano i complimenti delle categorie economiche e del mondo produttivo, i complimenti del nostro elettorato. Ci hanno detto chiaramente di cambiare la legge di stabilità, ma di mantenere in vita questo governo. Le due richieste vanno insieme.

Lei è uno dei leader di NC. Si candiderà alle Europee? Lei avrebbe voglia?
Non ne abbiamo parlato. Io non ne avrei nessuna intenzione. Ho già fatto due mandati in Europa, so quanto sono dure le campagne elettorali europee in un collegio di 18 milioni di abitanti. La mia intenzione è no, poi valuteremo insieme nel partito, perché potrebbe essere utile la candidatura di alcune personalità di rilievo.

Parliamo di Lombardia. Che cosa succederà?
Noi costituiremo nuovi gruppi in tutte le Regioni, in tutti i Comuni. Tra l'altro segnalo che verranno costituiti due nuovi gruppi. Il vecchio partito è stato chiuso. Alcuni inventato Forza Italia e altri Nuovo Centrodestra. Ma posso dire che saremo rispettosi del mandato degli elettori. Daranno una mano alla maggioranza. Sosterranno le giunte di cui fanno parte. Semmai dal nostro gruppo verrà un segnale di maggiore efficienza, rispetto alle tematiche e ai problemi.

Provoco: prima avevate la maggioranza all'interno del gruppo del Pdl. Adesso, come gruppo autonomo, non siete determinanti a livello numerico.
Noi non guardiamo a queste cose. Noi stiamo e rimaniamo componente della maggioranza. Una componente importante dal punto di vista numerico e politico. Certamente daremo tutto il nostro contributo e anche un po' scosse e sveglia che è necessario. In alcuni settori questa giunta lombarda ne ha bisogno.

Esempi?
Faremo questa valutazione con la prima riunione degli esponenti di Nuovo Centrodestra.

Il coordinatore lombardo Mantovani parla di problemi personali. E dice che la frattura potrebbe anche essere ricomposta.
No. Assolutamente no. Quello che è nato non è una burletta, non è uno scherzo. Non è uno spacchettamento concordato. Siamo due realtà diverse. Le differenze erano troppo forti. Su che cosa è avvenuta la divaricazione?

Ripetiamolo.
Sulla struttura del nuovo partito. Noi volevamo un Partito a struttura democratica, riconoscendo la leadership di Berlusconi, ma nel quale tutte le cariche dovessero essere elette dal basso. E' una battaglia che facciamo da anni. E ci è stato detto di no. Nuovo Centrodestra avrà questa struttura democratica. Siamo due partiti diversi, alle europee andremo separati. Poiché però siamo bipolaristi, quando si andrà ad elezioni come le amministrative della prossima primavera, allora faremo un'offerta programmatica a tutti gli altri partiti che si dicono di centrodestra.

Se Maroni dovesse riformare la sanità lombarda, rivoluzionandola, il nuovo gruppo voterebbe contro?
Sì, l'abbiamo già detto. Il Pdl ha già manifestato in questo senso. D'altra parte il programma elettorale che ha sostenuto questa maggioranza è chiarissimo. Non dobbiamo distruggere quel che abbiamo costruito negli ultimi 18 anni. Noi saremo le sentinelle del programma.

@FabioAMassa

 

 

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formigoni europee







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