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david gentili

di Fabio Massa

 

David Gentili, candidato alla segreteria provinciale del Pd, in un'intervista ad Affaritaliani.it delinea la propria mozione: "Non ho etichette. Raccolgo consensi unanimi tra i civatiani, ma anche tra i cuperliani e i renziani. Continuità con Cornelli? Vorrei un partito diverso, che proceduralizzi la partecipazione. Non ci scordiamo che negli organi dirigenti uscenti ci sono due mie competitor: Arianna Cavicchioli e Arianna Censi". E ancora: "Dicono che sono giustizialista? Se questo vuol dire chiedere rigore sulle norme morali, allora lo sono..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Partiamo dalle etichette, lei è indicato come civatiano e cuperliano...
Sul mio nome non si possono mettere etichette. Sono un candidato che raccoglie il proprio consenso tra le tre diverse aree: i civatiani hanno detto che mi sostengono compattamente, ho dei sostenitori dell'area cuperlo e dei sostenitori che voteranno nel congresso nazionale Matteo Renzi. Abbiamo voluto riappropriarci della libertà che volevamo, uscendo dalle logiche nazionali per concentrarci sui temi locali.

Parliamo di temi locali. Lei è in continuità con l'attuale segretario Roberto Cornelli?
Io voglio un partito diverso.

Diverso da che cosa?
Da quel che è stato fino ad adesso. Voglio un partito in cui si proceduralizzi la partecipazione. Un partito maturo, che sappia fare delle scelte. Una segreteria, organismo esecutivo del partito, che sappia proporre all'assemblea provinciale dei temi importanti su ogni singola area. Vorrei un Pd capace di accogliere le istanze degli iscritti, un Pd capace di raccogliere le istanze dei circoli. La direzione provinciale deve poter votare queste istanze. Noi abbiamo avuto l'assemblea provinciale mai convocata e la direzione provinciale che non riusciva a decidere.

Questa è una critica implicita all'uscente segretario Cornelli.
Questa è una critica a come il Pd è stato pensato e visto fino ad ora. Io ricordo che personalizzare un partito è un errore clamoroso. Un partito è fatto non solo del segretario provinciale ma dei suoi iscritti. E ricordo che nella segreteria provinciale ci sono due candidate: Arianna Cavicchioli e Arianna Censi. Loro sono parte di questa segreteria e di questo organismo dirigente.

I suoi detrattori dicono che lei è un giustizialista.
Bisogna intendersi su quel che vuol dire giustizialista. Io direi coraggiosamente e grazie al fatto che non ho padrini o padroni, ho chiesto che il partito applicasse il proprio codice etico e ho chiesto che il partito modificasse, migliorandolo, lo stesso codice etico, in applicazione dell'articolo 54 della Costituzione. Nel richiedere maggiore rigore, qualcuno mi ha tacciato di giustizialista. Se giustizialista vuol dire essere rigoroso nelle candidature, allora lo sono.

Pare che nessuno di voi arriverà al 50 per cento. A chi si sente più vicino, a livello ideale?
Tutti e tre i candidati hanno un valore, e io rispetto tutti. Io penso che i contenuti che loro porteranno in questo dibattito saranno importanti. Fare accordi ora non ha assolutamente senso. Il ballottaggio prevede che poi sia la maggioranza del partito a decidere chi sarà il segretario. Per assurdo io potrei andare al ballottaggio con la persona che ha espresso i contenuti a me più vicini.

Lei era per una candidatura unitaria o si trova bene in questa sfida a quattro?
Mettiamola così. Si è parlato di candidatura unitaria nell'ultima settimana. Noi l'abbiamo rifiutata seccamente perché la candidatura unitaria diventava un altro degli accordi fatti sulla testa degli iscritti. Preferisco molto di più questa situazione di confronto. Se si evita il confronto il Pd non cresce. Il candidato unitario sarebbe stato un errore.

Un tema fondamentale è il rapporto con la giunta Pisapia. Lei come si pone?
Io in qualche maniera ribalterei la questione. La giunta ha bisogno di un Pd autorevole e del radicamento che il Pd ha. Il Pd è l'unico partito radicato a Milano. Un Pd autorevole aiuterà Pisapia e gli altri sindaci a non essere soli in questo momento di scelte complicate e dolorose. Noi dobbiamo aiutare il sindaco e la giunta ad individuare i bisogni emergenti e le strategie politiche per accoglierli e dare delle risposte.

Maligno: lei vuole un Pd "portatore d'acqua"...
No, assolutamente. Non ho detto questo. Il Pd autorevole aiuta la giunta ad individuare bisogni e priorità, il radicamento aiuta ad accogliere e ascoltare questi bisogni e a dare risposte. La giunta Pisapia, come gli altri sindaci, hanno bisogno di un Pd forte. I portatori d'acqua non li facciamo a priori.

Mi dica tre motivi sintetici per cui un iscritto dovrebbe votarla.
Primo: sono un candidato che si libera dagli schieramenti nazionali, senza pensare ad equilibri romani. La mia storia dimostra che non ho mai avuto padrini o padroni. Secondo: non sono una persona che può essere competente su tutto, un tuttologo. Voglio una squadra ampia attorno a me, incisiva sui temi e un partito da consultare con nuovi strumenti di partecipazione. Terzo: porto la mia esperienza specifica nei quartieri popolari, come Lorenteggio o Giambellino, e la mia competenza sulla lotta alla corruzione e alle mafie.

Lei chi voterà al congresso nazionale?
Io voterò Gianni Cuperlo. Lo sostengo. Però trovo molto interessanti le proposte di Civati sul ruolo degli iscritti. Come anche è stata importante il ruolo di Renzi nel mettere in discussione lo status quo e la rigidità di questo partito.

@FabioAMassa

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gentili pd







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