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Milano

di Luca Gibillini,
consigliere comunale Sel a Palazzo Marino

Da consigliere comunale, nonchè sostenitore del Sindaco Pisapia da prima che si candidasse alle primarie, qualche considerazione mi sembra doveroso regalarla al dibattito.
Siamo tutti certi che Franco D'Alfonso, con il suo affondo, parli a titolo individuale e miri a spiegare e giustificare, in riferimento alle critiche di Marco Vitale, la situazione in cui versa l'amministrazione comunale nel suo complesso.
Certo, siamo i primi a riconoscere il buon lavoro svolto su molti fronti da parte della giunta, come siamo i primi a riconoscere che la città, soprattutto quella che ci ha votato e che ha investito in noi tutti, avesse una volontà di cambiamento della città che è in gran parte non abbiamo ancora soddisfatto.
Però è ingeneroso e profondamente sbagliato scaricare la responsabilità di questa aspettativa mancata sulla città medesima. Mettere nella stessa frase una domanda di partecipazione e contemporaneamente un attacco a tutte e tutti, le aziende, i giornalisti, i sindacati, i dipendenti del comune, i comitati di cittadini, i gruppi organizzati è addirittura paradossale.
Sono cresciuto in un mondo in cui, se voglio costruire qualcosa con qualcuno, la prima regola è non dirgli che è lui il problema o addirittura la causa di tutti i mali.
Milano è una città ricca di fermento, un fermento reale, quotidiano, che produce straordinari atti di solidarietà, di cultura, di impresa. Spesso lo fa nonostante tutto, nonostante le burocrazie, nonostante la mancanza di investimenti, nonostante la crisi economica,sociale e politca che attraversa la società. Ci sono straordinarie esperienze di produzione culturale, autonome e auotgestite che affrontano sfide sovraumane per liberarsi dei vincoli amministrativi che, ad esempio, uno sportello unico del pubblico spettacolo potrebbe risolvere. E allora la Giunta, con Franco D'Alfonso in testa, avrebbe la responsabilità di lavorare duramente affinchè quei vincoli vengano superati, per liberare energie, opportunità e potenzialità a Milano. L'attesa permane. Continueremo a sollecitarlo affinchè questi piccoli e grandi accorgimenti vengano messi in atto.
Continueremo a sollecitarlo proprio noi, Consiglieri Comunali , coloro che sono stati eletti direttamente e liberamente dai cittadini proprio con l'obiettivo di personificare la domanda di cambiamento della città è rendere l'amministrazione comunale capace di risponderei ai bisogni e ai desideri di chi la abita.
Garantisco a nome di tutti i consiglieri di maggioranza che il quotidiano Libero non partecipa alla nostra costruzione di idee e proprio noi siamo quelli che più spesso chiedono alla giunta di non tenere troppo conto delle esternazioni, agenzie o prese di posizioni dei consiglieri di minoranza che fanno il loro lavoro: polemica, talvolta strumentale.
Ai consiglieri comunali, spesso, è stato chiesto dalla Giunta di lavorare insieme, di fare quadrato, perchè i consiglieri eletti possono essere uno straordinario strumento di partecipazione, di ideazione. Soprattutto i consiglieri sono coloro che per legge approvano o bocciano alcuni decisivi atti del Comune. Uno su tutti: il bilancio. Dunque, giustamente, in questo periodo siamo tutte e tutti al lavoro per costruire il miglior bilancio possibile nelle condizioni date, cercando sempre di sostenere la posizione politica del Sindaco sul bilancio che è quella già ben espressa da lui sui quotidiani nazionali. Siamo disposti, e lo stiamo facendo, a fare "coorte" per portare a casa un bilancio per Milano. Non è comprensibile perchè, in un momento come questo, un autorevole componente della giunta, come D'Alfonso, deve (come si dice in gergo) non ci riconosca come compagni di squadra. E attraverso noi arrivi addirittura a disconoscere tanta parte organizzata e impegnata della nostra città .
Arriviamo poi allo “spara ai partiti” uno sport ormai nazional-popolare tanto quanto il calcio, e in cui anche D'Alfonso si diletta. Siamo tutti d'accordo la politica partitica ha dimostrato in questi anni di non essere all'altezza delle sfide che la società poneva, di essere troppo spesso un problema piuttosto che una soluzione. Per questo credo che dobbiamo affrontare il tema di una riforma della politica e dei partiti con molta attenzione e altrettanto impegno. Ripartendo anche dal dato che i partiti non sono una cosa astratta ma sono fatti di persone in carne e ossa che possono fare bene o male. Ecco, con l'elezione di Giuliano Pisapia a sindaco della nostra città i partiti del centro-sinistra milanese hanno fatto davvero molto bene e hanno poi ricevuto il 94% dei consensi ricevuti dalla coalizione. La lista civica, con tutto rispetto, il 6%. E questo non significa che la primavera arancione è dei partiti del centro-sinistra, non avremmo vinto a Milano se i partiti non si fossero messi a disposizione di un impegno collettivo e della passione generosa di tantissimi e tantissime..
Franco D'Alfonso ha ampiamente dimostrato di essere vittima del solito tic catastrofista della sinistra, come lo definisce lui stesso, e vede le critiche come una sentenza. Noi continueremo a criticare se quelle critiche aiuteranno a rendere la città migliore, come ascolteremo le critiche di tutti i cittadini, se serviranno a rispondere ai bisogni dei nostri cittadini.
Ma la Giunta prenda nel suo complesso le distanze da questo atteggiamento autoassolutorio, che nega la partecipazione e che relega il Consiglio comunale ad un orpello fastidioso ed inutile,.
Dobbiamo lavorare ancora duramente e a lungo per e con Milano e forse, da parte dell'assessore, un po' più di umiltà e di ascolto della città potrebbe essere utile.
 

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