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Milano

Eleonora Sacco è la vincitrice assoluta della terza edizione del concorso - rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole superiori del Milanese - sul tema "‘69-’80. Gli anni dell’odio". Questa mattina, nella Sala Consiglio di Palazzo Isimbardi, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, e l’assessore all’Istruzione ed Edilizia scolastica, Marina Lazzati, hanno premiato la studentessa del liceo "Carducci" (borsa di studio dell’importo di 2.000 euro). Il suo elaborato (sezione letteraria) è stato scelto da una giuria presieduta, come sempre, da Mario Calabresi (direttore de "La Stampa", nonché figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato il 17 maggio 1972 da un commando di "Lotta continua") e composta, nell’occasione, da Andrea Montanari ("la Repubblica"), Luca Crecchi ("Adn-Kronos"), Fabio Massa ("Affaritaliani"), Guido Bandera ("Il Giorno"), Giandomenico di Marzio ("Il Giornale") e Ines Maggiolini ("Tgr-Rai").

Anni Odio 2013

Gli altri sei vincitori sono: per la sezione grafico-multimediale, Giusy Vanessa Falzone e Serena Panzeri dell’Istituto "Erasmo da Rotterdam" di Bollate con il video "Il rosso e il nero" (1.000 euro), Alessandra Vazzana dell’Istituto "Levi" di Bollate con il video "Anni di piombo" (500 euro) e Chiara Aquino del liceo artistico di Brera con un quadro sul tema (500 euro); per la sezione letteraria, Lucia Croci Candiani dell’Istituto "Dell’Acqua" di Legnano con "Caro papà…" (1.000 euro), Andrea Barcaro dell’Istituto "Levi" di Bollate con "Colpa di chi?" (500 euro) e Veronica Sassone dell’Istituto canossiano "Melzi" con "Storie italiane di violenza e terrorismo" (500 euro).

Il videomessaggio inviato da Calabresi, che ha evidenziato la bontà della scelta di introdurre una sezione multimediale, ha preceduto il dibattito moderato dal giornalista Luca Telese. Barbara Zicchieri (sorella di Mario, assassinato il 29 ottobre 1975, a 16 anni, a Roma) e Maria Iannucci (sorella di Lorenzo “Iaio” assassinato il 18 marzo 1978, a 18 anni, a Milano) hanno condiviso con gli studenti la propria testimonianza diretta.

"Il messaggio che oggi intendiamo lanciare è perentorio: per tutti noi, la vita umana è e resta un bene sacro e intangibile – ha dichiarato il presidente Podestà -. In tal senso, l’Amministrazione, negli ultimi tre anni, ha promosso il concorso sia per trasmettere la valenza della memoria sia per diffondere la tragicità di una follia di una delle pagine più buie della storia italiana. È inammissibile immaginare che qualcuno potesse uccidere per affermare una verità. D’altra parte, la sopraffazione aveva la meglio sul confronto delle idee. Oggi, dobbiamo scongiurare il rischio che tali abusi vengano ancora perpetrati. È nostro dovere evitare che le difficoltà prodotte dalla crisi possano costituire per qualcuno il seme capace di generare nuove violenze".
"Il concorso costituisce un contributo per riflettere sugli “anni di piombo”, un tragico capitolo della storia italiana – ha aggiunto l’assessore Lazzati -. Un periodo che non va dimenticato. È terribile, ancora oggi, notare segni di intolleranza che germogliano tra le giovani generazioni. Solo con il rispetto altrui è possibile costruire una società basata sulla democrazia e sulla libertà".

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