I Hate Milano

di Mister Milano

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I Hate Milano
Giuliano, il wrestler. I Hate Milano stronca Pisapia. La rubrica

Ammazza quanto mena "Giuliano". Stando alle anticipazioni, il suo più che un libro pare un incontro di MMA. Il primo cazzotto è per il candidato sindaco del centrosinistra del 2006, Bruno Ferrante. Un personaggio "lontano dalla città", estraneo alla "cultura di sinistra", colpevole di aver mollato il Consiglio Comunale per andare a collaborare con i Riva cioè "quelli dell'ILVA". Urca. Senza scomodare gli arabeschi dell'istituto Cattaneo, che ci ricordano come Ferrante prese 319.487 voti, contro i 315.862 di Pisapia, e quindi proprio estraneo-estraneo non era, è il passaggio sull'ILVA che lascia sorpresi. Se Ferrante  è marchiato a fuoco come collaboratore di "quelli dell'ILVA" allora il suo amico , Nichi Vendola, che sghignazzava al telefono con il factotum dei Riva, Archinà, nel resto del libro come verrà definito? Chissà.

Manco il tempo di chiederselo, che "Giuliano", scatenato, si lancia contro Stefano Boeri. Non che sia una novità: sono anni che Boeri prende più ciabatte in faccia che i pupi del teatro siciliano. Però un conto sono le ciabatte, un altro le kimura. Stavolta gli viene imputato il fatto che, dopo i quasi 13 mila voti presi, brigasse per ottenere un posto al sole. Caspita, che notizia. E tutti gli altri invece che facevano? Telefonavano in portineria dicendo "dite a Giuliano di far lui, che a me va bene tutto?" Perché gli appetiti di Boeri sono esposti alla luce del sole, mentre quelli degli altri no, incluso quel giovane consigliere a cui fu offerto il ruolo di capogruppo e che invece chiese - e legittimamente ottenne - un assessorato di peso? Per non parlare dell'accusa successiva: Boeri, persa la poltrona di vicesindaco, chiese di fare l'assessore all'Urbanistica. Capito, sto villanzone? Questo ha il coraggio di chiedere un posto per cui è competente! Avrebbe dovuto chiederne uno a casaccio, tipo l'assessorato alla Pizza col Forno a Legna! Una richiesta, quella di Boeri, assolutamente irricevibile, in quanto egli, in passato, "aveva lavorato per la Moratti".

A parte il manicheismo, ma quando, pochi mesi fa, proprio per un lavoro fatto "per la Moratti", ovvero il Bosco Verticale, Boeri è stato premiato, e il suo lavoro ha vinto l'International Highrise Award, non è stato proprio "Giuliano" a parlare di "grande vittoria per Milano"? Quando Boeri e' premiato per i suoi lavori, e' una vittoria di Milano, pero' quei lavori sono un marchio infamante che ne pregiudicano la carriera politica? Si ha la sensazione che nella furia della battaglia, "Giuliano" pare aver messo K.O. la logica. Sensazione confermata dai successivi colpi rivolti all'ex dirigenza PD, colpevole di aver provato a "fargli cambiare idea" riguardo la sua candidatura. Di nuovo: dov'è il vulnus? Cornelli (ora impegnato nelle riprese del remake di "Balla coi Lupi" n.d.r.) e Majorino provavano a fare politica, cioè a convogliare il consenso sul loro candidato. E quando hanno visto che non era possibile, hanno indetto primarie, regolari e cristalline, dove "Giuliano" ha trionfato. E dal giorno dopo, lo hanno appoggiato senza indugi, contribuendo alla sua vittoria. Dove si trova, esattamente, l'onta? Ma non c'è più tempo. Ecco il gong della campana. Ma "Giuliano" invece di fare come Rocky, e gridare "Cinzia, Cinziaaa!" non si ferma, annunciando di aver "battuto Berlusconi due volte". A questo punto i medici a bordo ring si insospettiscono: avrà mica preso un colpo in testa e ora pensa di essere Romano Prodi? E quanto lo sentono dire che lui vuole essere ricordato non solo come un sindaco, ma soprattutto come "un liberatore", i dubbi aumentano. Ah, se aumentano!

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