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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Calcio la vita spericolata del rocker Macellari...

Avrebbe potuto aspirare al mondiale, ma una vita piena di eccessi lo ha penalizzato, costringendolo a ricominciare dai dilettanti. Eppure, è più sereno oggi, rispetto a quando giocava col suo idolo Ronaldo...

Lo scorso 19 aprile ha festeggiato l'accesso del suo Seulo in Promozione, grazie alla cavalcata trionfale nel girone C della Prima Categoria sarda.

Sono passati molti anni da quando giocava in Champions League e divideva lo spogliatoio con “il Fenomeno” Ronaldo, ma sicuramente Fabio Macellari è più sereno oggi, rispetto a quando era una stella del calcio.

Il suo tragitto umano e professionale è ricco di successi, quanto di amarezze. Cresciuto nella Pro Sesto, la squadra della sua città natale, a 18 anni vince il Torneo di Viareggio con la maglia della Fiorentina, alla quale viene prestato per la manifestazione. In tre anni a Lecce, si lega al tecnico Ventura, al punto di seguirlo anche a Cagliari, nonostante la promozione in A dei salentini.

L'esordio nella massima serie avviene comunque con la maglia rossoblu e Macellari è protagonista, involontario, della prima squalifica con la prova-TV: il milanista Ibrahim Ba gli rifila una testata lontano dagli occhi spiritati dell'arbitro Collina, ma si becca quattro giornate di stop grazie alle telecamere.

Tifoso interista sin da bambino, nel 2000/01 Macellari disputa la sua unica stagione nerazzurra, agli ordini di Marcello Lippi. Debutta nell'infausto preliminare di Champions League contro l'Helsingborg e perde anche la Supercoppa italiana contro la Lazio. Lippi lo stima molto, ma dopo il suo inevitabile esonero e l'arrivo di Marco Tardelli, c'è sempre meno spazio per lui sulla fascia mancina della Beneamata.

A fine stagione passa quindi al Bologna, in cambio di Binotto, ma anche all'ombra delle Due Torri le cose non vanno benissimo. Pur essendo vicinissimo ad entrare nel giro della nazionale, il suo contratto viene rescisso nell'ottobre 2002 dopo l'intervento al ginocchio, reso necessario da un grave infortunio. Quella, almeno, è la punta dell'iceberg, ma il vero motivo del divorzio dai felsinei è molto più grave.

Assiduo frequentatore dei locali notturni bolognesi, Macellari cede a numerosi vizi: l'alcool, il fumo e poi anche la cocaina. La goccia che fa traboccare il vaso è la sua fuga notturna dal ritiro della squadra, per andare a tentare una difficile riconciliazione con la fidanzata Claudia, finalista al concorso di Miss Italia, dopo un litigio.

Alberto Guidolin, allora tecnico del Bologna, prende una decisione che si rivelerà decisiva per la sua carriera e per la sua vita personale.

Se vuoi sapere cosa è successo a Macellari, clicca QUI

 

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