A- A+
Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Dalle Marche al Giappone, passando per la grande paura del "male"

Dalle Marche al Giappone, passando per la grande paura per un brutto male, che comunque è riuscito a sconfiggere. La vita di Ciocci, promessa del calcio italiano degli anni '80, sembra davvero un film

Tornate indietro di trent'anni con la mente e ripensate alla Milano di metà anni Ottanta. Era la città “da bere”, delle spalline rinforzate e dei Paninari, una metropoli ricca di tentazioni molto forti per un ragazzino di provincia.

Un ragazzino come Massimo Ciocci, arrivato da Corridonia, in provincia di Macerata, per inseguire i suoi sogni sportivi. Il giovane talento marchigiano era una vera e propria promessa del calcio, cresciuto nel vivaio nerazzurro e protagonista della vittoria della formazione Primavera al torneo di Viareggio 1986.

La società, allora guidata da Ernesto Pellegrini, temeva di perdere per strada il suo campioncino e per tenerlo lontano da locali e distrazioni lo utilizzava come fattorino, mandandolo in giro a fare commissioni, rigorosamente coni mezzi pubblici. Giovanni Trapattoni decise di portarselo in prima squadra, dove però doveva spesso fare panchina, dietro a campioni di livello internazionale come Altobelli e Rummenigge, ma anche ad Oliviero Garlini, il primo ricambio nelle graduatorie del Trap.

A livello giovanile, Ciocci veniva soprannominato “il piccolo Buitre”, in un accostamento davvero prestigioso con Emilio Butragueño, stella del Real Madrid. Anche altri segnali facevano pensare al fatto che l'attaccante marchigiano fosse un predestinato: l'esordio in A, contro il Napoli di Maradona che si apprestava a conquistare il primo Scudetto, e il suo primo gol nella massima serie, contro la Fiorentina di Roby Baggio.

Ad impedirgli di consacrarsi come una vera e propria stella di San Siro sono stati soprattutto i numerosi infortuni, che lo hanno costretto a subire addirittura quattro operazioni in due anni. Per rilanciarlo, l'Inter ha cominciato a mandarlo in prestito in giro per l'Italia: Padova, Ancona e Cesena, fino al ritorno a Milano nel 1991. Ma non era il momento giusto: sulla panchina nerazzurra era arrivato Orrico e a fine stagione il bilancio era tragico per tutti: squadra ottava in campionato e un solo gol all'attivo per Ciocci.

La favola era finita definitivamente, mentre ricominciava il giro d'Italia dello sfortunato bomber: Spal, Genoa, Padova e poi la parabola discendente prima con la Pistoiese e quindi nelle serie minori del Piemonte con Verbania e Borgosesia.

Se vuoi sapere cosa è successo a Ciocci, dopo, clicca QUI

 

 

 

 

 

 

Tags:
dalle marche al giapponegrande paurabrutto male
Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

i blog di affari
Bonus Inps e i furbetti: sdegno e levate di scudi. Ma quando capita ai comuni cittadini...
Di Massimo Puricelli
Rinnovo del passaporto tra genitori separati o in pessimi rapporti: come fare?
di Avv. Flaminia Rinaldi*
Una sceneggiatura teatrale scritta dall'intelligenza artificiale
Maurizio Garbati


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.