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Milano

La querelle della procura di Milano sulla vicenda Expo "non fa bene alla giustizia, alla credibilita' del sistema giudiziario e in particolare alla legittimazione di un ufficio giudiziario cosi' esposto nel contrasto all'illegalita' come quello di Milano". Lo ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti a Torino, a margine del congresso piemontese dell'Associazione generale Cooperative italiane. "Per questo - ha proseguito - ho sollecitato una rapida definizione della pratica".

Occorre dare - ha ribadito Vietti - risposte in tempi rapidi, evitando di fornire ai cittadini l'impressione che ci siano smagliature o inadeguatezze. Nel sistema giudiziario come in tutti i sistemi - ha aggiunto - possono verificarsi problemi funzionali o organizzativi, ma il ruolo del Csm deve essere quello di intervenire tempestivamente per ripristinare correttezza ed affidabilita' piena". "Nei primi giorni della settimana - ha concluso - la Commissione dovrebbe concludere l'attivita' istruttoria e mi auguro che si arrivi a una proposta, che si possa discutere quanto prima".

Intanto il sito internet Dagospia ha ricostruito la vicenda della guerra in Procura a Milano. Dalla deposizione infatti di Robledo al Csm in cui accusa il sistema Bruti, si scopre un dialogo illuminante tra Greco, Robledo e Bruti Liberati. Francesco Greco dice a Robledo che a settembre gli avrebbe girato l'intero incartamento riguardante il San Raffaele. La replica dell'aggiunto, davanti a Bruti Liberati, è questa: "Ma no, mica possiamo dargli un mese di vantaggio...a settembre i soldi che si sono inguattati son già tutti in Svizzera". Bruti gli dà ragione e si lascia solo scappar detto, secondo il racconto di Dagospia, di essere "molto preoccupato per le trattative del San Raffaele", che in quel momento vedono in atto una cordata del Vaticano, i fratelli Rocca di Humanitas e il re delle cliniche Giuseppe Rotelli. Sono le 13 e 30 del 25 luglio 2011.

Neppure mezz'ora dopo, sul tavolo di Robledo arriva un provvedimento di Bruti che gli intima di "non procedere a nuove iscrizioni sul registro degli indagati" e di "astenersi dal fare indagini" sul San Raffaele. E' l'inizio della guerra a Palazzo di Giustizia. Che cosa sia successo in quei 25 minuti è un mistero.

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25 minuti procura







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