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Milano

E’ davvero un’offensiva a tutto campo quella dei sostenitori di Matteo Renzi. Mentre il Sindaco di Firenze sferrava un fendente a Bersani parlando di una politica “troppo lenta” ed incapace di occuparsi delle difficoltà del Paese, a Milano la riflessione sullo stallo politico nazionale diventava l’occasione per un rilancio delle idee dello sfidante di Bersani.

L’occasione è stata data da “Milano-Roma, andata e ritorno”, secondo appuntamento di un’iniziativa organizzata dalla neo-parlamentare Lia Quartapelle per mantenere i contatti con i propri circoli di riferimento: 02PD, del quale è stata fondatrice, e Tombòn, che l’ha appoggiata con altrettanta convinzione. Benché Quartapelle si sia schierata con Bersani durante le primarie, il dibattito di mercoledì sera al Circolo De Amicis è stato fortemente caratterizzato dalle istanze dei rottamatori. Già la scelta dei parlamentari invitati alla serata (Vinicio Peluffo e Simona Bonafè) andava in questo senso, ma i renziani erano un po’ ovunque: dal palco, con l’attuale segretario di 02PD Pietro Bussolati, alla platea, con la consigliera comunale Anna Scavuzzo ed il capo del Gabinetto del Sindaco Maurizio Baruffi, accompagnato dall’addetto stampa di Pisapia, Marco Dragone.

Non che mancassero gli esponenti del PD reduci dalla campagna elettorale di Bersani (Anna Puccio, Giovanna Giampà, Lorenzo Zacchetti), ma le barriere che li separavano dai renziani sono sembrate cadere, in favore di domande rese più attuali dalla drammatica congiuntura politica. La sala ha infatti espresso posizioni molto variegate e contrastanti, tra chi invocava un’alleanza col PDL per un governo “di responsabilità” a chi ammetteva il dialogo col centrodestra “solo dopo l’arresto di Berlusconi”, passando ovviamente per i sostenitori delle elezioni anticipate.
In questo evidente stato di confusione (che, per ammissione dell’Onorevole Bonafè, riguarda anche i parlamentari), ha avuto buon gioco Giorgio Gori nel chiudere la serata con un ultimo intervento che è suonato come l’apertura di una nuova sfida elettorale. “Probabilmente non ci sarà tempo per fare un congresso”, ha detto il produttore televisivo, “ma i dubbi e le istanze espresse nel corso di questa serata troverebbero risposta in Matteo Renzi, al quale anche oggi i sondaggi dei media attribuiscono un consenso pari al 40%... nel caso diventi il leader del Partito Democratico”.

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