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Milano

 

da Arianna Censi,

responsabile enti locali del Partito Democratico

 

La condizione degli Enti Locali, e dei Comuni nello specifico, ha ormai superato il limite che vanifica di fatto l’azione amministrativa.

I Sindaci e gli Amministratori del PD e del centrosinistra dell'Area metropolitana Milanese denunciano questa situazione insostenibile al Parlamento, al Governo, e a Regione Lombardia affinché si pongano in essere da subito azioni concrete al fine di liberare gli Enti Locali dal giogo dell'instabilità, dell'impossibilità di erogare servizi, del collasso economico/finanziario.

Molti di questi Comuni non ha ancora approvato il bilancio preventivo. Tale (non)azione produce effetti disastrosi sulla capacità di programmazione e di spesa corrente dell'Ente locale. Significa che durante l'estate si corre il rischio che non vengano effettuate le necessarie manutenzioni delle scuole, delle strade, dei marciapiedi; e durante tutto l'anno significa mettere in crisi l'erogazione dei contributi sociali alla cittadinanza in difficoltà, il supporto all'affitto, la manutenzione del verde, il pagamento delle forniture, la manutenzione della pubblica illuminazione, il trasporto disabili e i servizi in genere.

E anche quei pochi Comuni che hanno già votato il bilancio preventivo con poste assolutamente previsionali e indeterminate (e quindi passibili di forti modifiche in corso d'anno in base alle decisioni che il Governo prenderà) soffrono degli stessi problemi di cassa e di liquidità.

 

I Sindaci e gli Amministratori del PD e del centrosinistra formulano su IMU e patto di stabilità le seguenti proposte da sottoporre all’attenzione del Parlamento, del Governo, e della Regione Lombardia, ciascuno per le proprie competenze.

 

IMU

Riteniamo improrogabile una riforma definitiva del sistema impositivo locale.

Una riforma che sia stabile e determinata anche per il lungo periodo.

Una riforma che si ponga un solo obiettivo: l'autonomia impositiva locale completa.

Le imposte locali prelevate sul territorio rimangono sul territorio. Punto.

L'IMU è un'imposta locale costruita sul patrimonio: esiste in tutta Europa e va mantenuta. Va resa più equa: vanno tutelate le categorie più deboli per la prima casa e le imprese.

E va mantenuta tutta nelle casse dei Comuni, mentre oggi, per alcune categorie di immobile come la “D” – vale a dire capannoni, attività produttive, ecc. – il Comune ne trattiene una sola parte mentre la restante viene trasferita a Roma.

Il Comune fa il sostituto d'imposta, o il gabelliere, a seconda dei punti di vista.

I Comuni hanno bisogno di un vero federalismo che consentirebbe, attraverso una reale programmazione, di dare stabilità ai conti e alla spesa. Ed in oltre offrirebbe ai cittadini un chiaro elemento di giudizio: la capacità di spesa ed efficienza di ogni Amministrazione sarebbe valutata anche in base alle scelte sulla tassazione locale. Federalismo, vero.

Consapevoli del fatto che non vi è misura economica senza le coperture adeguate, rimodulazione IMU compresa, proponiamo le seguenti misure:

  • lasciare in capo ai Comuni l’intero gettito IMU;
  • innalzare l'esenzione (attualmente a 200 euro) sulle prime case in modo da tutelare le fasce più deboli;
  • mantenere le attuali condizioni sulle case di pregio;
  • predisporre per il 2014 la riclassificazione degli estimi catastali;
  • riorganizzare i criteri di distribuzione del Fondi di Riequilibrio in rispetto al principio di solidarietà.

 

PATTO DI STABILITA'

Troppo si è detto e purtroppo poco si è fatto.

I Sindaci e gli Amministratori del PD e del centrosinistra dell'area metropolitana milanese ritengono necessario passare immediatamente ad una fase di proposta, chiara e netta, ma realizzabile, da sottoporre al Parlamento, al Governo, e a Regione Lombardia.

Il Patto di Stabilità può essere la più importante delle misure anti-crisi che il Governo può e deve mettere in agenda.

È indispensabile creare una proposta concreta che porti effetti già nei bilanci 2013.

È insostenibile che gli Enti Locali siano visti come gli unici centri di spesa o di spreco del Paese: siamo in realtà centri di offerta di importanti servizi per i cittadini, le famiglie e le imprese.

Gli Enti Locali rappresentano il 16% della spesa complessiva che lo Stato sostiene per il suo funzionamento. Il 55% invece corrisponde al funzionamento dell'apparato centrale, Ministeri e non solo.

I primi sono assoggettati a patto di stabilità interno.

I secondi no.

Come è possibile che il saldo di “stabilità” grava sulle spalle di una minoranza?

Proponiamo: 

  • la riscrittura del Patto di Stabilità interno in modo che anche Ministeri e strutture Statali e para/statali sopportino, insieme agli Enti Locali, l'onere della “stabilità”;
  • spalmare, quindi, il peso del sacrificio su tutto l'apparato dello Stato;
  • liberare quindi risorse per investimenti sui bilanci degli Enti Locali, escludendone il computo dal calcolo del “patto di stabilità”;
  • avvicinare il criterio della competenza a quello della cassa per le nuove modalità di calcolo del “patto” che dovranno essere pronte per il 2015.

 

Queste proposte hanno l'obiettivo di liberare risorse; ridistribuire il sacrificio su tutti i “veri” centri di spesa pubblici; garantire ai Comuni la possibilità di investimento immediato di risorse già in cassa in investimenti, specie se infrastrutturali e su patrimonio scolastico.

Riscrivere i criteri del “patto” significa immettere denaro liquido immediato nel circuito artigiano e imprenditoriale del Paese. Significa opere. Significa lavoro.

 

C'è in gioco non solo la tenuta economica degli Enti Locali ma il rapporto ultimo di credibilità tra i cittadini e le Istituzioni.

I Sindaci sono la figura più prossima al cittadino; quella alla quale si chiedono cose possibili e impossibili. Un baluardo per la democrazia e la coesione sociale.

Alcune risposte i Sindaci non possono darle. Altre si.

E per farlo hanno bisogno di strumenti: chiari, definiti, costanti.

Se gli strumenti non vengono dati, o peggio, vengono tolti, i Sindaci non potranno realizzare neanche ciò che fino a ieri era nelle loro umane possibilità.

E l'effetto non sarà solo una logorante perdita di consenso laddove il PD e il centrosinistra ha sempre dimostrato affidabilità di Governo, i territori, ma la rottura del patto tra gli Italiani e l'Italia.

Essere Amministratori locali oggi, in questo Paese, significa ancora di più “essere al servizio”.

Noi non lo temiamo. Riteniamo che le azioni eclatanti (come la minaccia di “dimissioni di massa”) devono oggi lasciare il posto a soluzioni rapide e concrete.

Anche il Presidente ANCI nazionale Piero Fassino lo ha confermato: “La posizione è ferma. Basta sacrifici solo per i Comuni, ma portiamo proposte concrete e realizzabili al Governo. Incontriamolo e poi valutiamo le azioni conseguenti in base alle risposte che otterremo”.

Anche i Parlamentari lombardi e milanesi del PD si sono dimostrati responsabili e disponibili al confronto e a loro è in primis rivolto questo appello.

Siamo convinti che da questa crisi profonda non se ne esca ognuno remando per i fatti suoi, ma solo coordinando e condividendo sacrifici e soluzioni.

I Sindaci e gli Amministratori del PD e del centrosinistra offrono a tutti gli altri colleghi dell'area metropolitana milanese l’opportunità di condividere i contenuti di questo documento. 

 

I Sindaci e gli Amministratori PD e del centrosinistra dell'Area metropolitana Milanese

 

 

Sindaco di Abbiategrasso, Gigi Arrara

Sindaco di Arese, Michela Palestra

Sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli

Sindaco di Buccinasco, Gianbattista Maiorano

Sindaco di Bussero, Curzio Rusnati

Sindaco di Carpiano, Francesco Ronchi 

Sindaco di Carugate, Umberto Gravina

Sindaco di Cesano Boscone, Vincenzo D’Avanzo

Sindaco di Cesate, Roberto Della Rovere

Sindaco di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi

Sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini

Sindaco di Cologno Monzese, Mario Soldano

Sindaco di Cormano, Roberto Cornelli

Sindaco di Corsico, Maria Ferrucci

Sindaco di Cerro al Lambro, Marco Sassi

Sindaco di Colturano, Giovanni Cariello

Sindaco di Cuggiono, Flavio Polloni

Sindaco di Dresano, Vito Penta

Sindaco di Garbagnate Milanese, Pier Mauro Piolo

Sindaco di Lacchiarella, Luigi Acerbi

Sindaco di Legnano, Alberto Centinaio 

Sindaco di Liscate, Alberto Fulgione

Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

Sindaco di Magenta, Marco Invernizzi

Sindaco di Nerviano, Enrico Cozzi

Sindaco di Novate, Lorenzo Guzzeloni

Sindaco di Pantigliate, Lidia Rozzoni

Sindaco di Paullo, Federico Lorenzini

Sindaco di Pero, Luciano Maneggia

Sindaco di Pieve Emanuele, Paolo Festa

Sindaco di Pioltello, Antonello Concas

Sindaco di Pozzuolo Martesana, Angelo Caterina

Sindaco di Pregnana Milanese, Sergio Maestroni

Sindaco di Rho, Pietro Romano

Sindaco di Rosate, Daniele Del Ben

Sindaco di San Donato Milanese, Andrea Checchi

Sindaco di San Giuliano Milanese, Alessandro Lorenzano

Sindaco di Senago, Lucio Fois

Sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò 

Sindaco di Settala, Enrico Sozzi

Sindaco di Settimo Milanese, Massimo Sacchi

Sindaco di Solaro, Renzo Moretti

Sindaco di Vanzago, Roberto Nava

Assessore di Vimodrone, Francesco Romano (delegato del Sindaco Brescianini)

Sindaco di Vizzolo Predabissi, Mario Mazza

 

Tags:
sindaci declino







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