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Milano

riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Dezza-Solari

Su Affari Italiani abbiamo letto che Pietro Tatarella contrariamente al suo  predecessore Fabrizio de Pasquale non sarebbe d’accordo con la  variante al progetto della linea 4 della Metropolitana  da quest’ultimo richiesta “per spostare uno dei cantieri dal Parco Solari alla zona di Piazza Tirana”. Variante che costerebbe circa 60 milioni di euro, dice Pietro Tatarella. Crediamo quindi sia necessario approfondire di che tipo di cantiere si parla e di conseguenza la posizione del Comitato Foppa Dezza Solari, sostenuto da oltre 2.500 firmatari di una petizione per dire no a detto cantiere.

Per fare chiarezza va detto che non si tratta di un cantiere per una normale stazione, bensì di un hub di servizio per  tutta la tratta Solari – San Babila: un cantiere  di quasi 10.000 metri quadri su tutta l’area iniziale di Via Foppa parte del Parco Solari e  dei giardini di Via Dezza, ultimo tratto, da sopportare per  minimo sei/otto anni, comprendente una voragine  davanti ai civici 4 e 6 profonda  30 metri (quanto un palazzo di 10 piani) ,  lunga 68  e larga 27,  un manufatto davanti al civico 10 e un retrocantiere in Via Dezza, utile per lo scarico e il successivo carico sui camion (uno ogni dieci minuti) della terra che verrà scavata dalle talpe; si calcolano  50 camion carichi al giorno da Dezza, Foppa e Lorenteggio e altrettanti scarichi in senso opposto, con ripercussioni sul traffico e incremento della pericolosità. Per fare posto al cantiere poi saranno sacrificate in particolare 130 piante pluridecennali che saranno in gran parte abbattute e in piccola parte espiantate, Tutto ciò ignorando che proprio il sedime  Via Dezza e Parco Solari è riconosciuto di notevole interesse pubblico (Delibera VIII/011108  27/01/2010 Giunta Regione Lombardia), vale a dire un’area da tutelare a livello ambientale.

Ed è da notare che  nel progetto preliminare in Via Foppa e Dezza non era previsto alcun cantiere di calaggio in quanto si era previsto che le aree logistiche, di stoccaggio materiali e di estrazione degli "smarini di scavo" (ovvero del materiale risultante dalla realizzazione delle gallerie) sarebbero state collocate nelle zone periferiche, nei pressi della stazione San Cristoforo e di Piazza Tirana.

Il motivo della scelta invece di un cantiere in Via Foppa e Dezza  pare essere dovuto a un risparmio di costi e di tempi, in vista della consegna dell’opera entro l’inizio di Expo. Quindi proprio in Foppa sarebbero calate delle talpe di dimensioni più grandi, che da lì scaverebbero verso il centro, riportando in Dezza tutte le terre e i materiali provenienti dallo scavo della tratta Solari - San Babila. E ancora, al di là dell’impossibilità di raggiungere Expo, si è saputo da tecnici della Metropolitana che in realtà non ci sarebbe risparmio di tempo, perché scavando  nel sottosuolo con le talpe di dimensioni più piccole, come previsto nel progetto preliminare, i tempi non si allungherebbero. Detto questo rimane solo il risparmio economico, che non può essere di 60 milioni, ma molto inferiore e sarebbe comunque in parte vanificato dai costi per la risistemazione dei giardini di Via Dezza e del Parco Solari da pochi anni riqualificato,  che comunque vedrà una riduzione del  verde, in quanto  ci vorranno decenni per far crescere le piante e secondo l’Assessore Maran si dovranno scegliere e condividere nuove sistemazioni, poiché a lavori ultimati non sarà possibile ripristinare la situazione attuale. Come pure graveranno i danni e i disagi che dovranno essere rimborsati ai residenti e alle categorie economiche. Questi dovrebbero  subire incremento delle  nocive emissioni dei motori diesel dei camion (uno ogni 10 minuti!), ritenute cancerogene dagli esperti dell’ OMS, aumento del traffico pesante,  paralisi del traffico nelle vie limitrofe, dovuto al blocco dello sbocco di via Foppa, inquinamento acustico, riduzione dei parcheggi, maggiori emissioni di polvere, maggiori difficoltà di locazione e riduzione della redditività di negozi ed esercizi, che vedranno diminuire il numero dei clienti.

Senza contare eventuali possibili danni collaterali come le due “nevicate” accadute in via Pannonia l’anno scorso sulla tratta M4 Linate piazzale Dateo che hanno indotto il Comune a chiedere i danni all’impresa.  
E’ inoltre assolutamenrte da salvaguardare la stabilità degli edifici,  come lo stabile di Via Foppa 6,  già colpito da un graduale cedimento, causato dalle fondazioni realizzate, come verosimilmente in tutti gli edifici limitrofi, su palificazioni in legno, danno per cui sono stati necessari sofisticati e costosi lavori di consolidamento del terreno. Si tratta quindi di un’opera devastante, potenzialmente pericolosa e  probabilmente inutile, considerata anche la prescrizione contenuta nella delibera del CIPE, che prevede che  per evitare e ridurre le emissioni di polveri, le operazioni di carico e scarico non potranno essere eseguite  a livello stradale, così che i pozzi dovranno essere dotati di piattaforma mobile in grado di trasportare i mezzi (autocarri, autobetoniere, ecc.) sino al fondo del pozzo, dove appunto avverranno carico e scarico.  Il Comitato quindi si chiede a che cosa servirà lo spazio di Via Dezza, che doveva fungere da luogo di deposito e di carico sui camion  delle terre scavate da Solari sino a San Babila.

Il Comitato vuole la metropolitana linea 4, ma dice no a un cantiere ad altissimo impatto ambientale. Per questo, pur confidando  nella soluzione della vertenza mediante l'individuazione di soluzioni progettuali e di cantierizzazione alternative,  ha presentato ricorso al TAR della Lombardia limitatamente alla previsione progettuale della realizzazione del cantiere di calaggio in corrispondenza della Stazione Solari e alle conseguenti interferenze.
Poste queste delucidazioni, Il Comitato Foppa Dezza Solari si augura di poter incontrare al più presto il  Consigliere Tatarella per potergli mostrare i luoghi,  i progetti e le carte.

Il Comitato Foppa Dezza Solari è stato costituito il 17 Gennaio 2014, su sollecitazione di numerosi residenti allarmati nel Dicembre 2013   dalla presenza  di personale tecnico intento a rilievi stradali per quelli che scoprivano in quel momento  essere i lavori per la realizzazione della nuova linea Metropolitana 4. Suo scopo è quello di raccogliere informazioni sui lavori, sia  documentali, che attraverso  rapporti con le Istituzioni,  facendosi portavoce delle istanze degli abitanti  e dei fruitori della zona. Sostenuto da 800 sottoscrittori, dopo aver raccolto un’ampia documentazione, il Comitato ha incontrato in Comune il 28 Gennaio l’Assessore Pierfrancesco Maran   e il 24 Febbraio i tecnici incaricati del progetto. Il 19 Maggio 2014 il Comitato, pur favorevole alla nuova linea 4,  dice no al cantiere di calaggio nella propria zona e lancia un’altra sottoscrizione. Il 30 Giugno il Comitato ha chiesto accesso agli atti al Comune e alla Regione. Il 30 Luglio il Comitato ha avuto un incontro con l’Assessore Maran e l’Ingegner Tarricone (RUP-Responsabile Unico del progetto). Al 18 Settembre  2014  più di 2.400 persone hanno firmato la petizione. Il 18 Settembre  ha incontrato i tecnici del Comune,e della metropolitana e della società progetto. Il 19 Settembre 2014 ha presentato ricorso al TAR della Lombardia.

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