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Milano

di Fabio Massa

Sottosegretari in Lombardia, sottosegretari a Roma. La politica, soprattutto in Regione, pare stia ruotando intorno a questi due punti. Maroni nominerà i sottosegretari? Letta quali nominerà? Di certo il problema lombardo, per il neopremier, si pone. Il Pdl ha ottenuto tutto: due ministeri pesanti. E sotto la Madonnina - secondo quanto può riferire Affari - gioisce soprattutto Mario Mantovani, che con Maurizio Lupi ha un rapporto stretto. In questo modo Roberto Formigoni ha preso due cazzotti, un uno-due davvero difficile da digerire. Prima l'accompagnamento alla porta in favore di Giuseppe Sala, che così si prenderà tutte le responasabilità dell'Expo (una grande sfida, che se vinta lo lancerebbe verso la candidatura come accreditato successore di Giuliano Pisapia a Palazzo Marino se il sindaco vorrà avere uno standing di livello nazionale). Poi, la nomina di Maurizio Lupi, ormai leader di Comunione e Liberazione. Moderato, sobrio, parco, senza eccessi, è sempre stato "l'altro polo" nel mondo del movimento. Adesso pare quello predominante. Anche in Lombardia. Pare infatti, da rumors raccolti da Affari, che la complicata macchina regionale sembra disposta a collaborare con il nuovo potere maroniano. Con qualche passaggio stretto, però. Ad esempio, la nomina di dirigenti esterni è stata radicalmente diminuita dal governo Monti. In questo modo, quindi, Maroni (e Salvini) si trovano spazi di manovra molto ridotti. Viceversa, i dirigenti in carica, molti dei quali sono di nomina ciellina, rispondono più che al Celeste, al suo potentissimo braccio destro Nicolamaria Sanese. Sanese è sempre stato in ticket stretto con Formigoni. Qualora questo asse dovesse spezzarsi, magari con la leva proprio di Lupi, i dirigenti lombardi sarebbero pronti.

E i sottosegretari? Il Pd e Giuliano Pisapia avanzano la candidatura di Davide Corritore, attuale direttore generale, sostenitore di Letta della prima ora. Ma il Pdl potrebbe opporre quella di un sindaco, già tra i papabili per un sottosegretariato regionale, quel Marco Flavio Cirillo sindaco di Basiglio, pupillo di Silvio Berlusconi, ritenuto un ottimo amministratore. Secondo quanto può riferire Affari, il Pdl si starebbe orientando verso un "allargamento" nel governo. L'idea di base è che il gruppo parlamentare non deve essere indebolito ulteriormente, visti i numeri comunque risicati (il centrodestra non ha vinto le elezioni, occorre ricordarselo). Quindi, da Roma è partita l'indicazione di segnalare i primi dei non eletti e i relativi incarichi. Mariella Bocciardo e Simone Crolla; Marco Pagnoncelli e Fabrizio Sala; Maurizio Del Tenno e Stefano Saglia. Per Del Tenno il problema del sottosegretariato non si pone perché è già assessore, mentre Stefano Saglia è dato praticamente per certo. Enrico Piccinelli entrerà invece al posto del vicepresidente della giunta regionale Mario Mantovani, ormai prossimo alle dimissioni.

Intanto continuano a tirare voci di bufera sull'assessore Maria Cristina Cantù. L'esponente leghista è stata l'unica a votare contro una delibera di giunta sul "provvedimento organizzativo 2013". La motivazione? E' scritta nera su bianco: "Mancata approvazione della previsione portante quale contenuto essenziale tipizzante ruolo e responsabilità degli incarichi dirigenziali di UU.OO e Strutture nominativamente attribuiti alla Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato il porre in essere tutto quanto necessario per la creazione entro il corrente esercizio del Fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili". Traduzione? La Cantù vuole fondi. Ed esprime un malessere che nella Lega Nord pare sempre più evidente, in una lotta tra assessori, dirigenti e dirigenti di partito. Per esempio, secondo rumors, alcuni, dalle parti di via Bellerio, si lamentano per il ruolo di sempre maggiore peso di Domenico Aiello, potente avvocato di origini calabresi, legale del Carroccio dopo la chiusura dei rapporti con Matteo Brigandì. Piccinerie, piccoli malesseri, normali metabolizzazioni di un potere che si insedia, minimizzano i fedelissimi. Maroni si pone, come al solito, come punto di mediazione e di sintesi. Basterà?

@FabioAMassa

Tags:
nord letta pdl






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