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Milano
roberto cornelli

di Fabio Massa

Fibrilla, il partito. Sbanda. Si squaglia, diventa liquido. Mentre a Roma si consumano gli ultimi atti del segretario Bersani e la complessa vicenda della presidenza della Repubblica, a Milano è tutto un gioco di aggregazioni e disaggregazioni, di coerenza e di riposizionamenti. Tanto che alla fine, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, il volto dei democratici sarà molto diverso, una volta finito il balletto. Eppure, i più avvertiti, vedono traiettorie e punti di caduta dei vari ragionamenti politici.

I RENZIANI - Indubbiamente il gruppo dei fan di Matteo Renzi è quello più corteggiato, ma anche il più composito. Ci sono i renziani del Comune di Milano, con Maurizio Baruffi e Anna Scavuzzo, che da una parte sono tra i supporter più decisi di Giuliano Pisapia e dall'altra insistono sui punti di contatto tra i due primi cittadini. Che - però - a livello politico hanno moltissimi punti di disaccordo, a partire dal posizionamento. Non a caso Pisapia ha votato Bersani alle ultime primarie. Ci sono poi i renziani che spingono sull'innovazione di Stefano Boeri, come Gabriele Messina. Tra questi il conflitto tra l'avvocato e l'architetto è ritenuta una ferita ancora aperta. Poi ci sono i giovani del circolo 02Pd, che fanno riferimento a Pierfrancesco Maran e a Pietro Bussolati. Sicuramente vogliono contare nella partita delle segreterie, ma non hanno un percorso ben definito, per adesso.

AREA DEMOCRATICA - Il gruppo che fa riferimento al senatore Franco Mirabelli pare essere il più compatto. Ma è evidente a tutti che - nelle partite che si stanno preparando da qui a qualche mese, e quindi le primarie per la segreteria regionale, quella metropolitana e quella cittadina (seppur solo tra gli iscritti) - la corrente non ha la forza di procedere isolandosi ma dovrà fare accordi.

POLLASTRINI - Sulla scena c'è poi un gruppo composito costituito da Barbara Pollastrini e da Antonio Panzeri. La prima, parlamentare, è molto inserita nel sistema che "regge" il potere di Pisapia. Il secondo, europarlamentare, deve uscire da una situazione difficile costituitasi nel suo gruppo dalle scelte fatte ai tempi delle parlamentarie e, poi, alle regionali.

I PRETENDENTI - E per le segreterie, che cosa succederà? La situazione è fluida. Secondo rumors raccolti da Affaritaliani.it, pare che in pista voglia rimanere Roberto Cornelli, sindaco di Cormano e attuale segretario metropolitano. Si candida per la guida del partito regionale, avendo il sostegno sia di Barbara Pollastrini che di Antonio Panzeri. Chi punta forte a quella poltrona è anche l'ex segretario della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati. Consigliere regionale, dopo aver guidato il sindacato, aspira a una carica più prestigiosa. Non è chiara la posizione, negli ultimi tempi, di Massimo D'Avolio, ex sindaco di Rozzano e consigliere regionale, che in un primo tempo aveva messo in moto la "macchina" del cambiamento dei vertici. Il giovane consigliere sta aspettando gli sviluppi del quadro politico prima di confermare il suo interesse per la segreteria metropolitana. L'unica cosa certa è che a spingere per il ricambio dei vertici sono soprattutto gli assessori a Palazzo Marino. Si preannuncia infatti un periodo molto difficile di tagli: senza un partito che supporti le scelte e che si faccia carico di spiegare ai cittadini che cosa sta succedendo, la situazione potrebbe farsi difficile. Ultimo aspetto che rende complicatissimo il quadro è la previsione di un voto nel giro di pochi mesi: tutti i parlamentari dovranno tornare "a casa". E rimettersi al lavoro per ottenere il consenso nelle nuove parlamentarie. Un'impresa non da poco.

@FabioAMassa

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cornelli rosati






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