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Milano

di Claudio Pedrazzini,
Capogruppo regionale di Forza Italia 

Dobbiamo a tutti i costi mantenere in vigore i rapporti di lavoro tra imprese e lavoratori, scoraggiando e impedendo la loro risoluzione: per questo ho presentato in Commissione Attività produttive un progetto di legge che intende promuovere il ricorso ai contratti di solidarietà già previsti dalla legislazione statale e gli accordi sindacali, anche territoriali ed aziendali, in grado di coniugare forme di tutela per i lavoratori e di flessibilità per le imprese.

Per quanto riguarda i contratti di solidarietà già disciplinati dalla normativa statale, per il 2014, la Legge di Stabilità già approvata al Senato prevede per quelli di tipo B delle piccole imprese uno stanziamento inferiore a quello previsto per il 2013. Inoltre, la stessa Legge di Stabilità non prevede il rifinanziamento della elevazione dell'integrazione dal 60% all'80% per i contratti di solidarietà di cui alla Legge n.863/1994, prevista dal comma 6 articolo 1 del decreto legge n.78/2009, convertito con legge n.102/2009 dell'ultimo Governo Berlusconi.

Per questo il progetto di legge che ho presentato prevede che Regione Lombardia intervenga in via sussidiaria ed integrativa per compensare il mancato rifinanziamento da parte del Governo.

Allo stesso tempo il provvedimento intende incentivare quelle forme negoziali demandate alle parti sociali che consentano di superare le ragioni per cui le imprese hanno fatto ricorso a forme di ammortizzatori sociali in deroga piuttosto che ai contratti di solidarietà. Soprattutto per le piccole imprese, i contratti di solidarietà disciplinati dalla legge nazionale presentano rigidità che non consentono di adattare l'organizzazione aziendale alle mutevoli esigenze produttive anche del periodo di crisi. Per questo motivo il progetto di legge incentiva e sostiene quegli accordi sindacali che affiancano forme di solidarietà tra i lavoratori con la possibilità di diverse modulazioni dell'orario di lavoro rispetto alla dinamica degli ordini produttivi: viene inserita la possibilità di rivedere i sistemi premianti in funzione degli obiettivi aziendali e la possibilità di ricorso ad ulteriori forme di flessibilità controllata che coinvolgano anche lavoratori temporanei e parasubordinati.

Con questo testo vogliamo ribadire la capacità di Regione Lombardia di compensare le riduzioni che il Governo ha operato per i contratti di solidarietà, e promuovere strumenti autonomi di tutela dei lavoratori attraverso la stipula di accordi di solidarietà tra le parti sociali che meglio sapranno interpretare le reciproche esigenze delle imprese e dei lavoratori lombardi.

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