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Milano

In aumento l'uso di cocaina, in diminuzione quello di cannabis e sostanzialmente stabile l'assunzione di eroina. Questo il quadro sul consumo di sostanze stupefacenti nel 2012 a Milano, rispetto al 2011 secondo i dati presentati questa mattina al convegno "L'Italia primo paese europeo a dotarsi di una strategia 'smart drugs'", all'istituto Mario Negri. Dall'elaborazione dei dati sulle acque reflue è stato possibile riscontrare che in città nel 2012 le dosi giornaliere di cocaina sono passate da circa 11mila al giorno (5,4 dosi ogni mille abitanti su una popolazione stimata in 2 milioni di persone) del 2011 a 13mila (6,5 dosi ogni mille abitanti) del 2012, il consumo di cannabis è invece sceso dalle 62mila dosi giornaliere del 2011 alle 53.200 del 2012, stabile infine a 1.200 dosi quotidiane l'eroina. A Milano inoltre, rispetto ad altre 17 città analizzate si riscontra una presenza più massiccia di ecstasy e di ketamina. Altri dati estesi a tutta la Regione sono stati invece forniti dal "focus Lombardia 2012-2013" del dipartimento politiche antidroga della presidenza del consiglio dei ministri, presentato anche in Parlamento. Da questi risulta che in Lombardia il 31, 9 per cento dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha provato almeno una volta nella vita una qualsiasi sostanza stupefacente (contro una media nazionale del 26 per cento) e che il 19.3 per cento può essere considerato consumatore abituale (15,9 per cento il dato nazionale). Tra le sostanze provate almeno una volta la più gettonata è la cannabis (30,9 per cento), seguita dai 'tranquillizzanti o sedativi' (4,1 per cento) dai funghi allucinogeni (2,6 per cento) e dall' Lsd (2,5 per cento), sostanza, quest'ultima per la quale la Lombardia presenta un dato molto più alto rispetto alla media nazionale (+92,3 per cento).

Relativamente più confortante invece per la Lombardia il dato relativo ai decessi per overdose. Nel 2012 sono stati 25 con un tasso di mortalità medio pari a 0,4 ogni 100 mila residenti decisamente inferiore alla media nazionale pari a '1,0 ogni 100 mila abitanti, questo, è stato sottolineato, a testimonianza della buona qualità delle strutture di assistenza. Durante l'incontro è inoltre emerso come l'uso di droghe inizi ad un'età sempre più giovane tanto da far ritenere opportuna una campagna informativa e di prevenzione già tra i 5 e gli 8 anni in quanto poco più grandi, tra i 15 e i 19 anni i giovani sono considerati fascia d'età "fragilissima" e a grande rischio. Altro fenomeno preoccupante, secondo il dilagare di nuovi tipi di droghe spesso commercializzate in internet e camuffate in prodotti come profumi, fertilizzati, integratori alimentari. "Negli ultimi 2-3 anni - ha ricordato il direttore dell'Istituto Negri, Silvio Garattini - sono state prodotte più o meno 300 nuove sostanze derivate da quelle esistenzi, prodotti per lo più psicoattivi di cui si sa ancora poco".

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