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mauriziobaruffi

di Fabio Massa

Dopo la vittoria, l'avevano chiamato - seppur con non troppa originalità - il cerchio magico di Giuliano Pisapia. Poche figure, autorevoli, riconosciute. Amici. Il grande mediatore, Gianni Confalonieri, che con la sua esperienza gestiva tutte le trattative più delicate. Understatement allo stato puro, pochissime interviste. L'uomo della finanza, Davide Corritore, nominato direttore generale. Competente sulla vicenda dei derivati, tra i primi del Pd a strappare da Boeri annunciando l'appoggio incondizionato all'avvocato. Maurizio Baruffi, capo di gabinetto, renziano, consigliere di mille battaglie. Franco D'Alfonso, l'ideologo, assessore al Commercio. L'amico urticante e a volte anche un po' incauto. E poi, pochi altri. Il mitico Paolo Limonta. L'adorata moglie Cinzia Sasso.

Ecco, il piccolo mondo di Giuliano Pisapia, quello più intimo, quello dei decisori, sta tutto là, con l'aggiunta di Ada Lucia De Cesaris, vicesindaco di ferro e donna sulla quale gli arancioni appuntano grandi speranze. Ora però, tutto sta cambiando. Perché nei corridoi di Palazzo Marino si mormora, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, che pure Maurizio Baruffi potrebbe lasciare il suo posto di capo di gabinetto del sindaco. Gianni Confalonieri è stato nominato delegato del Comune in Expo. Davide Corritore non è più direttore generale (si occupa della parte finanziaria). Il "volontariato" di Paolo Limonta (che presta gratuitamente la sua opera) ha suscitato (e sta suscitando) più di un malumore tra gli arancioni. "Se si instaura questo modello, chi mai si potrà permettere di far politica?", è la frase ricorrente. Franco D'Alfonso è in difficoltà, dopo le ultime vicende. Hanno chiesto le sue dimissioni, ma il sindaco non si può privare anche dell'ideologo. Per quanto riguarda Baruffi, i rumors parlano per lui di un'ipotesi quantomai prestigiosa: presidente della Triennale, le cui nomine sono state bloccate da Roma. La storia è incredibilmente simile a quella di Fondazione Fiera. L'oggetto è sempre lo stesso: il nuovo statuto e le nomine. I membri dovrebbero passare da 9 a 5, ma il Ministero vuole più potere nella governance. I tempi iniziano ad essere stretti: il 20 giugno scade il cda. Per Baruffi sarebbe un posto di alto profilo culturale, che non gli impedirebbe di tornare a fare politica attiva tra le fila dei renziani. Una ipotesi che sta girando da giorni, che però Baruffi si occupa di smentire recisamente: "Se anche me lo chiedessero non ci andrei, perché ho il senso della misura, e cerco sempre di svolgere bene gli incarichi che mi vengono assegnati". Vicenda chiusa? Più o meno, perché a questo punto il gioco si complica...

@FabioAMassa

Tags:
baruffi triennale






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