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Milano
L'attacco del presidente Rizzo: "Questa giunta? Troppo in continuità"

di Fabio Massa

Basilio Rizzo, presidente del consiglio di Milano, attacca a fondo sul caso Expo: "Non voglio più vedere la Maltauro sui cartelloni Expo. Il 'disimpegno' di Pisapia? Coerente e giusto". Poi, sulla giunta: "Sulle case popolari si poteva dare un segnale di cambiamento che non abbiamo dato". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Rizzo, Cantone ha affermato che gli appalti non sono stati fatti nel modo giusto.
Iniziamo a dire che ormai siamo in una logica nella quale è evidente che l'Expo si farà. Io sono convinto che si dovrà vigilare ed essere intransigenti. Se ci sono responsabilità vanno individuate. Dalla lettura di alcuni documenti si sono fatte delle forzature politiche, che hanno preparato il campo per gli illeciti. Voglio dire di più: il terreno è stato preparato dai ritardi.

In che senso?
Nel senso che i ritardi sono stati usati per creare la necessità in base alla quale agire con l'urgenza. Nessuno degli appalti è stato fatto nella maniera perfetta. E la maniera perfetta per me sono delle gare vere nelle quali vince il merito, una gara senza furbizie. Furbizie che magari non sono reati, ma che bisogna evitare a tutti i costi. Parlo di gare vere nelle quali si rispettano le leggi, l'etica e anche i diritti dei lavoratori. Qui invece questi appalti mi ricordano le gare degli anni '80: mettiamo incinta la pratica che tanto poi il bimbo deve essere fatto nascere.

Secondo lei Cantone ha dei veri poteri?
Questo forse lo sa lui. Lui ha grande prestigio, e qualunque decisione prenderà verrà mantenuta. Io sogno di non vedere più il cartellino Maltauro sulle insegne dell'Expo. E sogno che chi ha strutturato gli appalti in quel modo non sia mai più responsabile dei lavori. In Polizia, di fronte ad errori gravi, si diceva: "Ti mando all'ufficio passapaorti". Ecco, bisogna mandarli là. Oppure vengano a lavorare con me alla presidenza del consiglio di Milano, dove soldi non ne girano. Non voglio licenziarli ma che i topi non lavorino nel formaggio. Detto questo sono contentissimo del lavoro che farà Cantone. Ma da milanese sono rammaricato che debba venire un papa straniero a mettere a posto le cose: potevamo farlo noi.

Da più parti si dice che Pisapia è molto distante da Expo.
Quando noi siamo entrati in azione, il sindaco ha detto che non ha scelto lui le modalità di fare l'Expo, che ne assumeva la responsabilità perché non poteva fare altro.

Insomma, controvoglia.
Io penso che il suo atteggiamento di distacco sia coerente. Noi ci siamo trovati l'Expo, e il sindaco ha cercato di fare il meglio per salvare il salvabile, o per evitare che ci si muovesse in una direzione ancora peggiore. Io sono d'accordo con lui. L'unico modo per salvare ancora questa Expo è fare di Milano il centro mondiale per la tutela del cibo e dell'acqua. Un progetto che è sicuramente meglio dello stadio.

Passiamo alla politica. Qualche giorno fa c'è stato un confronto duro con il sindaco. Lei era uno dei "malpancisti". Ha ancora mal di pancia?
In quella riunione ho posto dei problemi: quello della legalità, ad esempio. Di alcune persone non bisogna aspettare che la magistratura le indaghi. Se dalle cose che si sanno si capisce che non si sono comportate bene, se ne devono andare. C'era la questione della Sea, e ho detto che non potevamo passare per quelli che favorivano i licenziamenti: il sindaco è intervenuto con chiarezza. Il mal di pancia derivava da alcuni atti dell'amministrazione che io non ho condiviso: pare ci sia una modalità di operare in continuità con il passato. Dopodiché abbiamo riconosciuto tutti che questa è la migliore delle giunte possibili.

Quali sono gli anelli deboli dell'amministrazione?
Io ragiono sempre in positivo e dico: recuperiamo il messaggio di cambiamento. Non sempre avviene. La giunta sembra e appare come più attenta alle questioni di immagine. Si occupa più del centro della città e dei ceti abbienti, e molto meno di quello che accade nelle periferie. Io abito e vivo in periferia: dobbiamo iniziare a pensare alla città dei meno fortunati. Con decisioni che non valgono le prime pagine dei giornali ma che valgono per la qualità della vita dei nostri quartieri. La qualità della vita non è molto migliorata, in molti quartieri.

Sulle case popolari è stato fatto tutto quello che si doveva fare?
Si poteva dare un segnale di cambiamento che invece non abbiamo dato. Se Versace avesse dato i soldi per mettere a posto l'edilizia popolare, avremmo fatto una figura migliore di quella che abbiamo fatto.

@FabioAMassa

Tags:
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