A- A+
Milano

di Giulio Ceppi,
architetto

Indubbiamente non si poteva pensare per un'Expo un tema più attuale di "Nutrire il Pianeta-Energie per la vita".
Apparentemente potrebbe suonare come un tema che implica questioni complesse e di grande scala, che tocca concetti e processi legati solo alla produzione agricola, alla filiera agroalimentare, all'uso delle materie prime e delle risorse impiegate nei processi produttivi. Parrebbero forse a prima viste questioni lontane dal design per come lo intendiamo oggi, dalla produzione quotidiana degli oggetti che popolano le nostre case o dalla tradizione storica del design italiano e milanese. Non è affatto così. Anzi, contrariamente a quanto potrebbe appunto apparire superficialmente, questi sono invece i temi strategici per il futuro del design, soprattutto e a maggior ragione per quello di matrice italiana, che ha sempre saputo fare proprie importanti sfide qualitative e concettuali, dal dopoguerra in poi, e che oggi si gioca il suo futuro prossimo sulla scala internazionale e planetaria. Oggi infatti non si può più progettare senza conoscere ed essere responsabili, in quanto progettisti, di come un oggetto viene prodotto, da dove provengono le sue materie prime, quanta e quale energie implica la realizzazione od il trasporto di un dato manufatto.

Se nel mondo alimentare e dei prodotti agricoli questi concetti sono forse sono più evidenti e noti anche al consumatore, altrettanto lo stanno divenendo anche per altre merceologie, sia questo un capo di abbigliamento, una seggiola, piuttosto che un computer. Il concetto che sottende questa nuova consapevolezza viene definito come "tracciabilità", ovvero come capacità di descrivere e comunicare tutte le fasi di vita di un prodotto, dalla sua nascita, all'uso e fino alla sua dismissione. Tecnicamente si parla anche ci "ciclo di vita del prodotto" o di "catena del valore", laddove ogni fase, ogni passaggio è parte del sistema di vita del prodotto stesso, delle sue implicazioni ambientali e sociali, quanto del suo valore economico e commerciale finale. Gli oggetti non sono sola forma appunto, ma sono materia, sono energia, sono nutrizione (e denutrimento, come accade molto spesso) del nostro sistema artificiale, quanto naturale.

Si capisce allora come questa Expo debba essere un'occasione unica per la cultura del progetto, una data in cui portare il design italiano ad una nuova soglia di coscienza e consapevolezza, approfittando della platea internazionale e della visibilità planetaria da un lato, quanto dello spessore e dell'interdisciplinarietà delle relazioni dall'altro. Globalizzazione e ibridazione sono due parole chiave per il design del terzo millennio e troveranno in questa Expo una forte risonanza.
Si tratta di andare oltre i precetti ed i tecnicismo della sostenibilità, ma di portare avanti una nuova coscienza, sia a livello produttivo quanto di consumo: anni fa abbiamo parlato di "sensorialità sostenibile", ovvero di far convergere le qualità estetiche e sensoriali di un prodotto con quelle della sua corretta produzione nel rispetto di valori ambientali e sociali.

Credo quindi, venendo alle mie attività personali e volendo essere concreti e propositivi, che Expo 2015 possa essere l'occasione per aggregare ai "grandi nomi" i "piccoli produttori", per integrare "aziende lunghe" con altre a filiera invece molto corta. In Italia "i grandi" hanno quasi sempre basato il loro successo sui piccoli e su una rete di microaziende o di artigiani di altissima qualità ed eccellenza. Nel nuovo paradigma economico e produttivo che sta emergendo, i piccoli si prendono la loro rivincita e assumono valore e scala internazionale, venendo oramai acclamati ancor più dei grandi brand, a loro volta spesso in grande difficoltà.
Personalmente da anni collaboro con Confartigianato su questo tema e su come le imprese artigiane stiano prendendo una nuova configurazione ed identità, usando le reti digitali come mezzo per creare relazioni internazionali prima impossibili alla loro scala. Non a caso stiamo preparando una missione in USA, a San Francisco, per incontrare i makers digitali americani e i tecno-imprenditori della Singularity University, insieme alla Triennale di Milano e a Expo 2015: credo sia importante portare la micro industri italiana e le nostre eccellenze artigianali a confronto con il pensiero delle industrie digitali della silicon valley.
Stiamo anche collaborando ad un secondo importante progetto per il made in Italy, insieme e Federlegno in occasione della prossima edizione del Made Expo ( che poi, non a caso, ricadrà biennalmente proprio nel 2015) con un progetto titolato "Ceramica, Terra, Cultura", che vuole appunto introdurre il concetto di filiera anche in un settore a forte vocazione quantitativa come il comparto ceramico.
Infine, non di minor respiro credo, stiamo cercando di convincere l'ONU a fare il proprio padiglione nel sito Expo in forma architettonica di una serra multiclimatica, usando membrane osmotiche e materiali fortemente innovativi, legandosi agli attuali progetti InfoPoverty di monitoraggio di colture in comunità minori e paesi a clima sfavorevole, in modo che la struttura, terminato l'Expo, continui poi ad operare come luogo di conoscenza e ricerca.
Altro è ancora in cantiere e confidenziale, ma sono certo che se lo spirito è quello di approfittare dell'eccezionalità di Expo per creare nuovi contenuti e occasioni di sviluppo a lungo respiro, avremo presto altro ancora di cui parlare.

Tags:
expo design milano







A2A
A2A
i blog di affari
Green pass, l'irresponsabile accettazione cadaverica del nuovo Leviatano tecnosanitario
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Covid, aspettiamo che arrivi un governo militare: del resto "siamo in guerra"
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Filming Italy Sardegna Festival, conclusa la 4ª edizione con oltre 50 titoli


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.