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Milano

di Fabio Massa

L'IMBARAZZO/ "Io Renzi non lo voto neppure se mi ammazzano". La frase - raccolta da Affaritaliani.it alla Festa Democratica al Carroponte - è di un dirigente di lunghissimo corso del Partito Democratico, appartenente ad Area Democratica, la corrente più organizzata in Lombardia, che ha il suo capo in Franco Mirabelli. Che - adesso - avrà del duro lavoro davanti per cercare di far digerire (ammesso che voglia) lo sparigliamento di Dario Franceschini, che ha preannunciato che voterà Renzi. Imbarazzo, certo, in Area Dem. Ma c'è paura anche tra i dirigenti renziani. Perché su certi endorsement si sa come va a finire: si parte con il sostegno e si arriva all'assato (delle posizioni).

IL PROGRAMMA/ E' sempre così. Il programma della Festa Democratica fa litigare tutti. Perché questo sta con quello, perché questo presenta quello. E alla fine tutto si risolve a gnocco fritto e birra, ma l'astio resta. Per questo c'è ancora chi si chiede come farà Lucia De Cesaris, vicesindaco di Milano, già presidente del comitato pro Bersani alle primarie contro Renzi, passata appunto tra le file dei renziani a intervistare Pierluigi Bersani (che con Renzi si sta pestando a ogni piè sospinto) senza dire che lei sta con i renziani (pur essendo nell'animo bersaniana, o forse no). E si scusino le ripetizioni.

IN MIGLIAIA/ Sono previste migliaia di persone (ad Affari i dirigenti sperano in oltre 10mila) alla Festa Democratica il 15 settembre, giorno di chiusura. Sul palco ci sarà Epifani? No, assolutamente. Sul palco ci sarà Matteo Renzi. Accanto a lui il segretario cittadino Francesco Laforgia, già giovane bersaniano doc. Il tema: "Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare". Più che un programma pare un riassunto di quanto è già successo a Milano e non solo. (Piccolo inside gustoso: l'anno scorso Renzi non partecipò alla Festa perché non voleva avere dirigenti bersaniani sul palco. Quest'anno lui è rimasto lo stesso. Sono gli altri che sono cambiati)

@FabioAMassa

Tags:
area dem







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