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Milano

La Cassazione ha annullato senza rinvio per un vizio di forma nel deposito delle motivazioni la sentenza di condanna per 110 presunti affiliati alla ndrangheta. Il deposito delle motivazioni da parte del gup di Milano Roberto Arnaldi davanti al quale si celebro' il processo 'Infinito' avvenne in due momenti diversi. Gli imputati condannati restano per ora in carcere.

Il 'doppio' deposito avvenne a causa di un guasto della stampante che il primo giugno scorso si 'mangio'' 120 pagine su 900 al momento del deposito. Quando il gup se ne accorse, qualche giorno dopo, il 4 giugno, adotto' un provvedimento d'integrazione che dava atto dell'incidente tecnico e allegava le pagine mancanti. Un provvedimento, questo, definito "abnorme" dalla Cassazione che l'ha annullato per vizio di forma. Ora sara' la corte d'appello, che si ritrova una sentenza 'monca' in parte delle motivazioni, a dover valutare gli effetti della pronuncia della Cassazione.

In particolare, mancano le motivazioni relative ad alcune ''ndrine locali' e al trattamento sanzionatorio per parte degli imputati. L'ipotesi pi' probabile, spiega il legale di uno degli imputati, l'avvocato Fabio Schembri, e' che i giudici d'appello restituiscano subito le carte a quelli di primo grado per un nuovo verdetto. Potrebbe anche accadere che i giudici d'appello celebrino il processo e, solo dopo la camera di consiglio, decidano se debba essere rifatto il primo grado. La decisione della Cassazione segue un ricorso presentato dai legali di alcuni imputati. Domani e' prevista una nuova udienza e gia' in questa occasione i giudici potrebbero dare indicazioni su cosa intendono fare.

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cassazione ndrangheta






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