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Milano

di Guido Camera,
avvocato del Tribunale di Milano

La legge non ammette ignoranza. Ma come può un semplice cittadino sentirsi garantito dalla legge, e quindi avere fiducia nello Stato, se questa è praticamente impossibile da comprendere per gli stessi giudici e per gli avvocati? Potrebbe sembrare una battuta, la mia, ma in realtà e'un'amara constatazione. Se, infatti, per un comune cittadino e' semplice comprendere cosa sia un furto, o una rapina o un omicidio, ben diverso discorso si deve fare per alcuni reati, alquanto importanti e di recente introduzione, che sono però stati delineati dal legislatore in modo (a dir poco) criptico. Se si aggiunge che molti di questi reati - che sono entrati in vigore di recente magari più su sollecitazione dell'Unione europea che su reale volontà delle forze politiche e, soprattutto, degli italiani - non fanno ancora parte del nostro bagaglio culturale e sociale, la questione si complica di molto. Poniamo, ad esempio, il caso della legge anti corruzione, introdotta poco prima di Natale. Piaccia o non piaccia, sotto il profilo strettamente politico e' stata una segnale importante che è stata apprezzato a livello internazionale. Benissimo, dunque. Però siccome poi a "dovere fare i conti" con questa nuova legge sono i cittadini, va anche affermato che, in termini di tecnica legislativa, la legge anti corruzione e' un esempio di come non si dovrebbe legiferare. Basta pensare che si tratta di un corpo normativo a dir poco "magmatico" composto da un solo articolo diviso in più di ottanta commi privi di rubriche, con gravi, e già riconosciute, difficoltà di lettura e notevoli complicazioni di interpretazione anche delle singole parole. Tanto e' che in neanche cinque mesi dalla sua nascita questa legge ha già subito le più disparate interpretazioni che ne rendono, fisiologicamente, aleatoria e altamente discrezionale l'applicazione. Trattandosi di temi fondamentali per la nostra società - dato che la nuova legge, tra le altre (innumerevoli) cose, ha modificato, sostanzialmente e strutturalmente, reati come la concussione e la concussione, nonchè introdotto i reati di traffico di influenze e corruzione privata (che sono novita' assolute per la nostra cultura giuridica, economica e sociale) - credo che sia quanto mai opportuna, e impellente, una riflessione da parte del legislatore in merito alle pessime tecniche legislative frequentemente adottate in passato, così da evitare di commettere analoghi errori in futuro. Le riforme sono infatti un'esigenza di primaria importanza per la sopravvivenza e l'evoluzione della nostra società: su questo mi pare che tutti siamo d'accordo. Tra le riforme che tutti auspicano, in particolare, una delle più necessarie e' quella relativa alla semplificazione della pubblica amministrazione. Se, però, non si parte dalla semplificazione della legge, rendendola comprensibile per chiunque, senza costringerlo a ricorrere ogni volta a nugoli di professionisti che lo aiutino a relazionarsi con lo Stato, e, nel contempo, garantendone il più possibile l'interpretazione uniforme, qualunque riforma rimarrà azzoppata nelle fondamenta e, in definitiva, nascera' incompiuta e inutile. Aprendo praterie sconfinate al demagogo di turno.

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corruzione demagoghi







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