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Milano

di Fabio Massa

Gli assessorati sono stati definiti. Con molte fibrillazioni, ma anche con molte certezze fin dall'inizio (il caso Garavaglia è stato emblematico). La vera partita inizia adesso, in queste ore convulse di ultime trattative. Quel che pare certo è l'incarico di sottosegretario a Marco Flavio Cirillo, con delega ad Expo. Ma non sarà l'unico. Sono ancora aperte le trattative sull'altro sottosegretariato, quello alla Montagna, in carico alla Lega Nord. Il Carroccio starebbe valutando tutta una serie di ipotesi. In un primo tempo alcuni spingevano per Massimo Zanello, già sottosegretario al Cinema nella scorsa legislatura. Ma l'ipotesi pare tramontata. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, il rebus adesso è sulla rappresentatività dei territori. Secondo alcuni l'idea è che deve essere un bergamasco delle valli, quindi un nome come quello di Fabrizio Ferrari, esponente di Castione della Presolana potrebbe essere preso in considerazione. L'altra ipotesi è quella di Ugo Parolo, consigliere di Sondrio. Il quale però potrebbe aspirare anche al posto di capogruppo in consiglio regionale. Un posto per il quale si scaldano anche Fabrizio Cecchetti, già presidente del consiglio e Massimiliano Romeo, di Monza e Brianza. Ma non è finita qui: perché Cecchetti e Romeo potrebbero anche ambire al posto di vicepresidente dell'aula, per il quale però c'è in pole position il recordman di preferenze a Pavia Angelo Ciocca. Insomma, quattro persone per tre poltrone. Complicato.

Il Pdl invece si ritroverà al ristorante Il Soppalco (proprio sotto Palazzo Lombardia) alle 13. Sul piatto un rebus complicatissimo, che coinvolge anche le direzioni generali (che secondo rumors di Affari avranno una vorticosa rotazione). Anche qui, il posto ambito è quello di consigliere segretario. Vorrebbe insediarvicisi Alessandro Colucci, figlio di Francesco, ex questore della Camera, che ha ottenuto la rielezione in Parlamento. Colucci però è osteggiato da una parte del partito, mentre i ciellini pare siano più propensi ad appoggiare la sua candidatura. Se non sarà Colucci, in pole c'è Fabrizio Sala, di Monza, laico, dell'ambiente che si richiama a Paolo Romani. Sala è anche in corsa però per il ruolo di capogruppo, sul quale gli appetiti sono molti. Da Giulio Gallera (che però ha preso, secondo i detrattori, troppi pochi voti), a Mauro Parolini (che però è in quota Cl, che già otterrà la presidenza del Consiglio con Raffaele Cattaneo), a Claudio Pedrazzini (sostenuto da Mario Mantovani). Sarà lotta dura, anche perché la rinuncia o l'ottenimento di questo o quell'incarico si rifletteranno sulla conquista o la rinuncia a questo o a quel direttore generale...

@FabioAMassa

Tags:
lega montagna pdl







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