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Milano
Sciopero dei trasporti da terzo mondo. La colpa? Dei sindacati. Lettera

Nella giornata di mercoledì Milano è stata completamente paralizzata dallo sciopero dei mezzi pubblici. Affaritaliani.it ha pubblicato una lettera di un lettore, Simone, che raccontava l'odissea per prendere l'ultima metropolitana, sfuggendo alla sicurezza, in una situazione "da terzo mondo". Simone ha anche mandato ad Affari due video che testimoniano quanto afferma. A seguito della segnalazione di Simone, è un altro lettore a scrivere, Giacinto Landini, che riporta alcuni interrogativi. Il primo riguarda la sicurezza ("come funzionano le misure durante gli scioperi?") e il secondo il ruolo dei sindacati. Affaritaliani.it ha contattato Atm che ha spiegato il perché del blocco da parte della sicurezza. Gli agenti di sicurezza sono i vigilantes assunti a dicembre. Nel video si sente uno degli uomini della sicurezza chiedere la direzione ("Rho-Fiera?"). Atm ad Affaritaliani.it spiega che è l'altra la banchina piena, e il vigilantes sta bloccando gli utenti che vanno nella direzione opposta a Rho-Fiera.

LA LETTERA INTEGRALE

Alla Cortese Attenzione di Angelo Perrino

Caro Direttore, sono un affezionato lettore di Affari Italiani non solo perché mi dà informazioni in tempo reale, accompagnate anche da commenti molto pertinenti, e perché spesso mi fa percepire, attraverso i racconti dei lettori, gli stati d’animo di una realtà complessa come quella milanese.

Stati d’animo che esprimono indignazione del tutto motivata per i disagi che le persone devono senza colpa subire, come nel caso di Simone in occasione dello sciopero del mezzi pubblici di ieri.

Ma la cui indignazione, nella fattispecie, risulta indirizzata verso il bersaglio sbagliato. Sarà l’ATM, se lo ritiene, a dover spiegare come funzionano le misure di sicurezza in occasione degli scioperi e, in particolare, di quelle adottate ieri.

Quello che mi sorprende è l’assenza di una critica e di una condanna nei confronti di chi, i sindacati, ha messo nella giornata di ieri, senza alcuna giustificazione, la città in ginocchio. I lavoratori del trasporto pubblico, infatti, oltre alla sicurezza del posto di lavoro, godono di tutele di cui altre categorie di lavoratori (e non solo quelli precari) non possono usufruire, soprattutto in tempi di crisi come quelli attuali.

Ciò nonostante, per ottenere attenzione nei confronti delle loro rivendicazioni, che saranno magari anche legittime, non trovano di meglio che prendere in ostaggio alcune centinaia di migliaia di persone.

Questo, secondo me, dovrebbe suscitare l’indignazione, non solo di Simone, nei confronti di chi pensa di avere solo diritti e non anche dei doveri nei confronti della comunità di cui fa parte, che è poi quella che, attraverso le imposte e il prezzo del biglietto, gli assicura tutti i mesi lo stipendio.

Giacinto Landini

Tags:
lettera sciopero







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