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Milano

Una mobilitazione in tutta la Lombardia per far votare il PD, Ambrosoli e a sostegno delle candidate democratiche. Questa l’iniziativa dal titolo “La Lombardia sarà donna”, che  hanno lanciato per sabato prossimo, 16 febbraio, le donne del  Partito democratico lombardo. Domani  in tutti i gazebo e in tutte le iniziative che si terranno  nell’area metropolitana milanese sarà distribuito un volantino con  l’invito a  scrivere  sulla scheda elettorale il nome di una donna.
  A presentare l’iniziativa oggi sono state  Barbara Pollastrini, candidata testa di lista alla Camera nei collegi di Lombardia 1,  Emilia De Biasi, testa di lista al Senato e  Sara Valmaggi, testa di lista nel collegio di Milano alle regionali, insieme a  Ilaria  Cova e Piera Landoni, rispettivamente responsabili regionale e dell’area metropolitana milanese delle democratiche. 
Nel presentare  la grande mobilitazione di domani  le democratiche, che hanno aderito a “One bililon rising”, flash mob che si è tenuto ieri in piazza Duomo  a Milano per dire no alla violenza sulle donne, è stato anche presentato in anteprima il  video “L’amavo più della sua vita” atto unico di  Cristina Comencini, dialogo sulla violenza contro le donne.
 “Per cambiare davvero marcia- ha affermato  Sara Valmaggi- è necessario che ci siano più donne  nelle assemblee elettive. Nella legislatura appena conclusa   su 80 consiglieri solo 9 erano donne e questo non deve più accadere. Ambrosoli dovrà dare attuazione allo Statuto, che già prevede la democrazia paritaria ma non è mai stato applicato”. 
“Il Pd- ha sottolineato Ilaria Cova-  ha fatto una scelta radicale. Ha  scelto i parlamentari nelle primarie  con la doppia preferenza di genere, ponendo così le condizioni per eleggere una Camera e un Senato al 42% femminile e  ha inserite un buon numero   di donne in posizioni apicali nelle liste per le regionali.  Le  donne, per la prima volta,  sono nella condizione di essere rappresentate equamente nelle assemblee elettive nazionali e regionali. Ma serve un ultimo  straordinario sforzo”. 
“Per cambiare davvero il sistema di  fare politica- ha affermato Piera Landoni- occorre che più donne siano presenti nelle istituzioni. Senza di loro ogni buona intenzione resterà sulla carta. Senza le donne dentro e fuori dal Consiglio la Lombardia  non avrebbe avuto una legge per il contrasto alla violenza sulle donne”.
“Quello che serve- ha detto Emilia De Biasi- è un cambio di mentalità. Per questo   ho lanciato un appello per la sottoscrizione del “Patto del rispetto”, una carta che  vuole portare a una rivoluzione culturale nella società e che ha l’ambizione di divenire il documento che anticipa la firma di qualsiasi altro accordo contrattuale nelle aziende” .
 Accorato l’appello di Barbara Pollastrini “Cambiare, cambiare. c’è bisogno di ossigeno, di respirare aria pulita. Dobbiamo relegare nel passato arroganza e machismo. Ambrosoli è una garanzia di rottura con pratiche prepotenti nell’uso del potere. Lui ha fatto della legalità e dell’ascolto delle persone la bussola per un nuovo governo efficace e solidale. Mancano dieci giorni e il passaparola delle donne può fare la differenza. Centuplichiamo l’appello di Pisapia a una mobilitazione creativa e popolare. Con Bersani e Ambrosoli volteremo pagina”.

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