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Milano
barbarabenedettelli

di Barbara Benedettelli,
Candidata alla Camera per Fratelli d'Italia in Lombardia 1

Ho scelto di candidarmi per dare voce, memoria e giustizia alle decine di migliaia di vittime di ieri e di oggi. Decine di migliaia di persone, come me, come voi, che hanno o avevano respiro, progetti da realizzare, affetti, e che sono state trucidate, torturate, spaccate nel corpo e nell'anima dalla crudeltà, dalla violenza e da un'ideologia che rifiuta, ancora oggi, chi la pensa in un altro modo. Un'ideologia che cancella la storia, i fatti, arrogandosi il diritto all'oblio.

Non ci sono persone di Serie A e persone di Serie B, vittime di Serie A e vittime di Serie Z. Ci sono esseri umani che hanno il diritto naturale e poi civile di scegliere in cosa e in chi credere. E che hanno diritto a ottenere una giustizia vera, una giustizia con la G maiuscola!

Ieri a mio figlio di 18 anni, che frequenta la quinta liceo, ho detto: domani vieni al comizio in ricordo delle foibe. Lui, che è un ragazzo che studia, che legge, che ama conoscere quanto più gli è possibile conoscere, mi ha detto: cos'è? Al mio stupore ha continuato dicendo: ah sì, l'altro giorno il bidello ci ha letto una circolare dicendo che il dieci febbraio è il giorno della memoria, si chiede agli alunni di ricordare quanto accaduto ai cittadini della regione Venezia – Giulia e degli eccidi delle foibe. Punto. Nient'altro. Nessuna spiegazione. Non sa che cosa sono le foibe. Ebbene ve lo spiego perchè quelle vittime sono le nostre vittime, quelle vittime siamo noi. E quello che è successo va ricordato nelle modalità, nella brutalità, nella verità perchè non si ripeta mai più!

Ecco le parole di uno studioso. Parole inequivocabili. Le foibe sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua; possono raggiungere i 200 metri di profondità. "Il sottosuolo dei vasti altipiani carsici nasconde un mondo di tenebre: abissi verticali e cupi cunicoli che si perdono nel silenzio delle profondità terrestri, caverne immense, tortuose gallerie percorse da fiumane urlanti, sale incantate rivestite di cristalli, antri selvaggi che la fantasia del volgo popolò di paurose leggende". In Istria ne sono state registrate più di 1.700.

Ecco, all’interno di queste caverne sono state gettate, a volte ancora vive, decine di migliaia di persone. E per oltre quarant’anni tutto questo è stato tenuto celato da un velo di omertà colpevole che ancora oggi persiste in parte, e che questa giornata, la giornata della memoria, ha il compito di scoprire.

Dopo la seconda guerra mondiale, mentre una parte del nostro paese esultava per la liberazione, in un’altra si cadeva in un nuovo agghiacciante orrore. E’ come scappare senza sosta da un mostro verso una porta dietro la quale si pensa ci sia la salvezza e ritrovarsi invece nella pancia di un mostro ancora peggiore. Decine di migliaia di uomini e donne, sono stati costretti all’esilio, sottoposti a tortura e gettati, a volte ancora vivi, dentro l'inferno.

Le mani legate da fili di ferro scarnificanti, fili che collegavano come una catena le persone che venivano fatte avvicinare in fila indiana davanti a questi buchi neri. Poi si sparava ai primi due che, cadendo, trascinavano gli altri. Voli di decine, a volte centinaia di metri, sbattendo nelle pareti rocciose, per poi morire, a volte dopo giorni di agonia.

Sono molte le storie che si sono tramandate da chi a quelle morti è sopravvissuto e una su tutte è il simbolo della malvagità umana. Lei si chiamava Norma Cossetto. Aveva 25 anni, era una studentessa. Venne catturata, legata ad un tavolo, picchiata, violentata da 17 uomini che su di lei hanno infierito con le lame, i pugni. Il suo corpo è stato ritrovato sopra un mucchio di altri corpi senza più vita. Massacrati. Aveva le mani legate davanti con quel filo di ferro che veniva infilato nella carne, i seni erano stati tutti e due pugnalati. No. Non vi sto raccontando un film dell’orrore. Vi sto raccontando una verità che non può più essere negata!

Le vittime fanno parte della nostra storia nella vita e nella morte, e COME sono morte non va dimenticato. Mai!

La memoria crea un patto tra generazioni, continuità, evoluzione. Ci sono crimini che ledono non solo il singolo, ma l’ordine civile. Che modificano la storia. In questo caso la storia di una regione italiana che è stata brutalmente divisa. Non solo le torture e le tragiche morti ma anche l’esodo obbligato di fiumani, istriani e dalmati dalle loro terre d’origine.

Quegli uomini, quelle donne, siamo noi. Memoria viva. Prima che fosse istituita questa giornata, nove anni fa, le commemorazioni dovevano essere fatte quasi in segreto. Assurdo. La verità oggettiva e priva di condizionamenti ideologici è un diritto indispensabile per edificare il futuro sulla base di un passato solido perché noto. .

Non è sull'oblio che si fonda il futuro, ma sulla memoria critica di quanto con le nostre azioni facciamo nel bene e nel male. E se la più grande astuzia del diavolo è quella di far credere che non esiste, allora la più grande astuzia dell'uomo sia quella di non dimenticare mai ciò che ha prodotto rendendolo ben evidente anche a chi non vuole vedere!
 

 

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