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Milano

 

podestà

di Fabio Massa

La partita è ampiamente sottovalutata. Ma è decisiva. Perché - pur non in grande spolvero (tra tagli e demonizzazioni varie) - la Provincia di Milano non è un ente vuoto di contenuti. Per esempio, tramite Asam, controlla praticamente tutto lo sviluppo autostradale della Provincia di Milano e non solo. E quindi? Che cosa succederà a dicembre quando Palazzo Isimbardi chiuderà i battenti? Di chi saranno tutte le competenze?

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it la Regione Lombardia punta decisamente sull'avocare a sé tutte le funzioni che erano state storicamente delegate alla Provincia. E - se possibile - rimettersi in gioco pesantemente anche sulla vicenda delle infrastrutture. Nelle prossime settimane il tema si farà progressivamente sempre più caldo, e non sono escluse azioni sia a livello di consiglio regionale che di giunta Maroni, sulla vicenda.

L'altro "polo" è il Comune di Milano. Anche qui, le incognite sono tante. La legge, pur essendo non molto chiara, dice sostanzialmente due cose. La prima è che il commissario (in carica per sei mesi, massimo un anno) della Città Metropolitana, potrebbe essere o Giuliano Pisapia in quanto primo cittadino del capoluogo, oppure Guido Podestà in qualità di presidente uscente, come già avvenuto da altre parti in Italia. Ovviamente centrodestra e centrosinistra hanno ognuno il suo campione. Altro tema: come sarà eletto il presidente della città metropolitana? Anche qui, ci sono due soluzioni. La prima prevede che la città metropolitana sia un ente di secondo livello, quindi con un presidente eletto dalla maggioranza dei sindaci. In questo caso, la sinistra potrebbe contare su una stabile maggioranza. E - conseguentemente - il nuovo Palazzo Isimbardi sarebbe abitato da un inquilino di centrosinistra. La seconda soluzione vedrebbe invece un'elezione di primo livello, con i cittadini chiamati direttamente a scegliere il loro rappresentante. Questa strada è percorribile solo però, a patto che Milano si "sciolga" in municipalità equivalenti alle zone. In quel caso, il sindaco di Milano non esisterebbe più, e la sua poltrona sarebbe decisa a livello molto più complesso, con più attori e realtà in gioco.

E tutte le proprietà della Provincia? Gli immobili? Le sedi? I dipendenti? I debiti? Tante questioni irrisolte che la "coppia di fatto" Giuliano Pisapia e Guido Podestà non ha ancora provveduto a risolvere.

@FabioAMassa

Tags:
regione città metropolitana






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