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Milano
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di Fabio Massa

Prima grana per il nuovo assessore alla Scuola di Milano, Francesco Cappelli. Che si trova alle prese con un problema ereditato, ma non per questo meno scottante, la scuola San Giusto. Fondata nel 2004, conta 240 bambini. E' una scuola particolare, perché ha un indirizzo sportivo-musicale. Un successo, senza dubbio. Perché? Perché ha il doppio delle richieste rispetto ai posti. Tutti la vogliono, tutti la cercano. Ma costa troppo. E quindi il Comune, fresco di una spending review che dovrebbe colmare un buco di mezzo miliardo di euro, pensa di "cedere" la San Giusto allo Stato. Così, l'assessore Cappelli (famoso per essere stato preside della Casa del Sole, una scuola fondata proprio dal Comune negli anni '20), ha preso carta e penna, e ha mandato una lettera che non manca di far discutere.

"Ho assunto con serietà e onestà il compito di affrontare la questione della vostra scuola, compito che ho creditato. Confermo la massima disponibilità a considerare soprattutto le scelte che possono anche rispondere, di riflesso, ai bisogni formativi di tutti gli alunni del vostro territorio, La scuola primaria di via San Giusto rappresenta un unicum: non c'è dubbio che la realtà scolastica dei vostri bimbi e unica e irripetibile". Poi arrivano le cattive notizie: "La scuola non chiude, si trasforma. A partire da settembre 2014 le classi che entreranno in via San Giusto saranno Statali". L'assessore promette anche di "verificare l'effettiva diversificazione dell'utenza, verificare i costi, allo scopo di mettere in evidenza tutti gli elementi che possano sorreggere le scelte definitive che saranno fatte".

A questo spunto scatta la rivolta dei genitori. Che prendono carta e penna e rispondono il 29 marzo: "Leggendo la Sua lettera la prima cosa che ci colpisce è che Lei sembra voler prendere subito le distanze dalla Civica Scuola Primaria di Educazione allo Sport e alla Musica (che a noi piace chiamare “La S. Giusto”); una scuola che ancora non conosce, ma che definisce, scrivendo ai genitori, “la Vostra scuola”. Perché “vostra”? Sarebbe più giusto che Lei dicesse “nostra” o magari anche “mia”! Questa scuola è prima di tutto del Comune di Milano".

Al di là dei distinguo, il problema è chiaro: "Siamo profondamente irritati dal fatto che si voglia ancora nascondere ai cittadini milanesi la realtà della chiusura dietro la parola “trasformazione”. Ad oggi e per i prossimi 6 anni a Milano esiste ed esisterà la Civica Scuola Primaria di Educazione allo Sport e alla Musica, ma tra 6 anni non sarà più così. La scuola Civica Primaria, con una lenta agonia, senza più progettazione e proiezione nel futuro, in 6 anni sarà morta. I bambini, nel frattempo, non avranno frequentato la scuola così come la conoscono oggi, perché avranno vissuto in un ambiente formativo che ogni anno perde 4 delle sue figure di riferimento, e assieme a loro perde la sua capacità e possibilità di proiettarsi nel futuro".

@FabioAMassa

Tags:
scuola san giusto







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