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Milano

di Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia),
vice-presidente del Consiglio Comunale

Un gruppo di no-global sta tenendo in scacco l'Università di Milano, che è ormai diventata una zona franca, un luogo dove i gruppi di estrema sinistra fanno il comodo loro. Quando, ai primi di maggio, gli "studenti" (le virgolette sono d'obbligo) della Cuem autogestita occuparono la sede del Filarete e quando misero in atto un vero e proprio blitz entrando in rettorato, il sindaco Pisapia non disse una parola. Tanto si sentirono protetti che gli studenti coinvolti negli scontri di quei giorni imbastirono una conferenza stampa per chiedere le dimissioni immediate del rettore e del cda dell'Università, il divieto ufficiale all'ingresso delle forze dell'ordine in ateneo e nessuna sanzione o provvedimento disciplinare per gli studenti coinvolti. Come se la Statale fosse roba loro. Io denunciai questi comportamenti, ma solo ora la magistratura si muove per arrestare i due studenti del movimento antagonista "Assemblea di Scienze Politiche" che spaccarono la testa a un ragazzo. Bisogna aspettare il morto per sradicare i no-global dai nostri luoghi di studio? Non si tratta di due spintoni tra ragazzi, questi giovani sono delinquenti veri, che hanno picchiato uno studente fino a lasciarlo esanime a terra, pensando addirittura che fosse morto. Eppure attualmente il gruppo antagonista di cui fanno parte sta ancora occupando locali dell'università senza che nessuno li sgomberi o dica niente.

Siamo arrivati alla frattura cranica con operazione d'urgenza, le forze dell'ordine li fermino e li sgomberino prima che succeda di peggio. E il sindaco dica qualche cosa: vuole prendere posizione contro le violente frange di sinistra che infestano l'ateneo o preferisce difenderli?

Tags:
statale zona franca







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