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Milano
La storia della Casa Vacanze che il Comune ha ma non usa. Il caso di Affari

di Fabio Massa

Erbacce alte un metro. Cancelli chiusi. Di fronte, il lungomare di Cesenatico, una delle mete turistiche più ambite da italiani e soprattutto stranieri. La struttura è imponente e occupa quasi un intero isolato. Sull'ingresso, campeggia una scritta: "Comune di Milano - Casa vacanze Sorriso dei bambini". Ma di bimbi, dentro, neanche l'ombra. Figurarsi di sorrisi. E il sorriso si spegne anche per i milanesi (e non sono pochi) che come ha potuto verificare Affaritaliani.it percorrono avanti e indietro, in una sorta di struscio romagnolo tra giochini e giostrine, quel largo marciapiede. Come è possibile che una struttura di quelle dimensioni e di quelle potenzialità resti chiusa? Un mistero? Purtroppo no: solo un esempio di come a volte la politica riesce a non vedere al di là del proprio naso. Proprio in un momento nel quale, secondo il rapporto Coop, il 35 per cento delle famiglie non riesce a permettersi una vacanza di nessun tipo.

Da una ricerca in rete, sul sito internet del Comune di Milano, si scopre che nel 2010, per la precisione il 22 gennaio, la Casa Vacanze di Cesenatico sarebbe stata ripristinata. Testuali parole: "La Giunta ha dato il via libera alla ristrutturazione di due case vacanza di proprietà del Comune. Si tratta della Casa Vacanza “Sorriso dei Bambini" di Cesenatico e del secondo padiglione di quella di Pietra Ligure, in disuso ormai da un decennio. Negli ultimi anni le richieste di soggiorno presso le case vacanza del Comune sono notevolmente aumentate". E invece, erbacce e cancelli (arruginiti) belli che chiusi. E i bambini di quelle famiglie che non hanno trovato posto nelle altre case vacanza e che non possono permettersi le ferie, possono anche rimanere a Milano.

Affaritaliani.it ha cercato di capire che cosa stia succedendo a quella struttura. Per prima cosa, il motivo della chiusura. Alla base ci sarebbero questioni relative alla normativa della Regione Emilia Romagna sulla sicurezza. E la casa è stata chiusa oltre 10 anni fa. Oltre 10 anni di mancato utilizzo di una struttura che avrebbe potuto dare sollievo a tanti piccoli. Chi l'ha utilizzata, in questi dieci anni, per brevi e sporadici periodi, sono stati la Croce Rossa per ospitare i bimbi ucraini o per altre emergenze. Ma non doveva essere ristrutturata? Dove sono finiti i soldi? Effettivamente pare che una gara sia stata fatta, per la Concessione e la Gestione integrata. Poco più di un anno dopo inizia l'indagine della Procura di Milano sull'ex dirigente comunale Mercadante, che riguarda anche questa gara. Ovviamente si ferma tutto. Il Comune annulla la gara. E che cosa fa adesso? Sta valutando una possibile futura destinazione o valorizzazione dell'immobile. In pratica, la vergogna continua. Perché se non si può usare, quella casa, almeno la si venda per impiegare quelle risorse un po' meglio che in erbacce e ruggine.

@FabioAMassa

Tags:
casa vacanze







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