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Milano


di Claudio Bollentini

Cosa può pensare un giovane di fronte allo spettacolo quotidiano della politica politicante inconcludente? Oggi infatti si parla di tutto, ma non di sostanza. Una classe dirigente autoreferenziale, formata da dinosauri sostanzialmente impreparati ed ignoranti, epigoni di un mondo politico screditato, dovrebbe dare risposte di sostanza e lungimiranti ai problemi che affliggono e angosciano i giovani? Mah!
E che sostanza, se parliamo di lavoro, la priorità per tutti. Lavoro che non c'è! Basta girare per il variegato mondo delle Pmi insubri, esperienza che consiglio a tanti, a cominciare da chi ci governa, per rendersi conto del baratro in cui stiamo sprofondando. Ma Lorsignori se ne fregano, a loro evidentemente interessa altro, la propria bottega, per mesi si sono interessati solo al rigore, al pareggio del bilancio e ad altre amenità da ottusi ragionieri proni al diktat eurotedesco . Ma il mondo reale è un altro. Disse Squinzi tempo fa: "Se siamo il secondo Paese manifatturiero il merito è soprattutto delle teste dei nostri giovani". Giovani che se non ottengono risposte a quello che chiedono se ne vanno all’estero o, qualche volta, scendono in piazza. La politica non da risposte e non fornisce soluzioni? Tutti se ne fregano? Allora si chiude baracca e burattini e si va a trovar fortuna in altri Paesi ed i numeri della fuga di cervelli giovani sono impressionanti, altri scendono in piazza a manifestare e a pretendere quello che non viene garantito. Ricordate le manifestazioni di fine ottobre scorso? Il teatrino della politica è avvilente. I politici e i governanti passano da un convegno all'altro, blaterano, litigano, lanciano slogan, ma non cambia niente e la realtà è un'altra: la disoccupazione giovanile è a livelli record e cresce giornalmente, tanto che i sociologi parlano ormai di una generazione andata completamente perduta, giovani che vivacchiano tra simil-lavori senza prospettiva e disoccupazione vera senza ammortizzatori. E' uno sperpero di risorse che un Paese in coma non può più permettersi. E quindi? Non ha senso preoccuparsi di un sistema politico e di persone che, si spera, non esisteranno più tra pochi mesi e che nessuno sicuramente rimpiangerà. Un sistema morente, che si aggrappa ad un presidente quasi novantenne che nomina un gruppetto di “saggi” per guadagnare tempo a favore del suo successore visto che i partiti non si accordano su nulla, è la fotografia più nitida del fallimento di una intera classe dirigente, di un Paese allo sbando e della fine della seconda repubblica. Pensiamo ad altro, guardiamo oltre, progettiamo il futuro su altre basi, altrimenti non si volterà mai pagina!
 
da www.labissa.com

Tags:
lavoro insubria







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