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di Fabio Massa

Alla fine, dopo due giorni di fibrillazione, una secchiata d'acqua sul fuoco ci ha pensato Giuseppe Sala a lanciarla. "Con Cibus ci sono stati contatti e dialogo, ma non c'è nessun accordo, nessun impegno, nessun padiglione", spiega l'amministratore delegato di Expo. La vicenda, che Affaritaliani.it aveva raccontato sabato, vedeva le Esposizioni inserirsi nella cosìddetta "guerra delle fiere". Ovvero quel conflitto (commerciale, beninteso) che viene portato avanti ormai da lungo tempo dagli enti fieristici. Verona contro Parma, Parma contro Milano, Milano contro Verona. In questo caso, i due contendenti erano Parma e Milano. A metà di settimana scorsa, Parma attacca: "Federalimentare sarà presente con un padiglione su tre piani a Expo 2015 e con mille aziende su 5mila metri quadri". E ancora: "Ogni singola azienda avrà la possibilità di essere rappresentata attraverso microaree espositive, affinché la biodiversità diventi un vantaggio". Parola dell'ad di Fiere di Parma Antonio Cellie. Nella città emiliana, guardacaso, Federalimentare fa la manifestazione fieristica Cibus. Tradotto: la manifestazione parmense di fatto sarà uno degli attori principali di Expo, che è un evento che si fa a Milano, con forti accordi proprio con la Fiera del capoluogo lombardo. Insomma, uno sgarbo. Che diventa un  e proprio pugno sotto la cintola perché di là a poco si sarebbe inaugurato Tuttofood, la manifestazione rivale di Cibus. Scoppia il caos, fino alle parole di Giuseppe Sala. Che risolvono quasi tutto spiegando che un dialogo c'è stato ma che non c'è nulla di scritto.

Parole che risolvono quasi tutto. Non tutto. Perché a questo punto resta aperta una questione non di poco conto. Diana Bracco, che del Padiglione Italia è commissario, è infatti letteralmente inferocita con Giuseppe Sala. Spetta a lei, e non a lui, di trattare per la vendita degli spazi del Padiglione. Perché dunque di Cibus e di Parma non ne sapeva nulla? Anche qui, Sala prova a gettare acqua sul fuoco: "Tutta la parte italiana avrà come punto di riferimento Diana Bracco". E allora, si chiedono dalle parti del Padiglione (ormai una struttura praticamente indipendente da Expo Spa), come mai il "punto di riferimento" non sapeva nulla di una trattativa così importante? Il problema che si va configurando è ancora una volta uno scontro di competenze. Perché Diana Bracco da una parte si potrebbe pensare "inferiore" quanto a competenze rispetto a Giuseppe Sala. Lui ad di tutto l'evento, lei solo del padiglione nostrano. Ma dall'altra parte la Bracco è presidente di Expo Spa. Il solito cortocircuito.

Al di là di Expo, rimane la vicenda della guerra delle fiere. E sotto la Madonnina c'è chi ricorda un articolo dell'Inkiesta, nel quale si parlava di tre milioni da parte della Regione Emilia-Romagna per "dare la copertura finanziaria necessaria ad affittare con uno sconto del 30 per cento gli spazi espositivi di Cibus". In pratica, l'accusa neppure troppo velata è che c'è chi gioca facendo squadra con Comune e Regione (leggasi Parma) e chi gioca sul mercato libero (leggasi Milano).

@FabioAMassa

Tags:
parma milano expo







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