Però i cittadini e l'amministrazione non ci stanno, e sono ancora sulle barricate. Sara, del Comitato Seminatori di Urbanità, spiega: "In un contesto come quello di zona 9, dove i piani di edificazione sono tanti, non si vada a distruggere un’area verde per costruire delle case", spiega ad Affari. Da Palazzo Marino l'idea è sempre la stessa: la Provincia non può fare cassa costruendo su un'area verde.

"Macché. Non diciamo stupidate - sbotta De Angelis - Noi non vogliamo fare cassa. Noi vogliamo cercare di far ripartire il sistema dell'edilizia e di dare risposta alla richiesta di case a basso costo. Le aree mica le vendiamo a prezzo di mercato: le diamo al prezzo di costo dell'agenzia del territorio. Niente di più". Poi De Angelis parla di cortesia istituzionale: "Avevamo fatto una commissione congiunta, nella quale io spiegai che il vecchio piano non esisteva più. E che avrei iniziato una consultazione per illustrare quel che è il nostro progetto di housing sociale". Però poi è arrivato il vincolo: "Esatto. La De Cesaris ha messo il vincolo sapendo bene quali erano le nostre intenzioni. Ma non c'è problema". Non c'è problema? "Certo che non c'è problema. Per avere il vincolo l’iter è abbastanza lungo. E noi andiamo avanti perché non esiste l’opzione zero. Ha messo il vincolo? Non vuol dire assolutamente niente. Ha posto questo vincolo perché non vuole fare una variante al pgt e per mettere il fumo negli occhi ai cittadini arrabbiati".

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Ora la parola sta agli operatori. Il prezzo sarà abbastanza appetibile per qualche costruttore, malgrado la mannaia del vincolo? Oppure il bando andrà deserto? Domande alle quali per adesso non c'è risposta. Commenta ancora Sara, cittadina di Affori: "Io vorrei chiedere alla Provincia una cosa ben precisa: come mai se vuole fare housing sociale non usa i suoi stabili di via Assietta, che sta a poche decine di metri? Perché invece quelle case le vende a 6 milioni di euro? Mi sembra una politica contraddittoria".

@FabioAMassa

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Milano

di Fabio Massa

Alta tensione sull'asse Provincia di Milano - Comune. Ultimamente tra Palazzo Marino e Palazzo Isimbardi non sembra correre buon sangue, dopo un inizio all'insegna della grande collaborazione. Prima c'era stata la volontà di vendere insieme le quote di Serravalle. Ora non più. Poi c'è stata la volontà di fare un percorso comune sulla Città Metropolitana, che pare essersi interrotto. Infine, lo scontro si sta spostando su un argomento squisitamente urbanistico. Il casus belli è quello dell'area dell'ex Paolo Pini, nel quartiere di Affori. E' noto fin dai tempi della campagna elettorale che l'amministrazione avrebbe voluto tutelare a tutti i costi quell'area. "Qui non si costruisce", ha sempre detto il vicesindaco e assessore De Cesaris. Detto e fatto, visto che una settimana fa ha posto il vincolo proprio su quell'area. Il problema è che quei terreni sono di proprietà della Provincia di Milano, che voleva realizzarci un intervento di housing sociale. E riesplode la polemica.

L'assessore provinciale Franco De Angelis non usa mezzi termini con Affari per lanciare l'attacco: "L’assessore De Cesaris, nel suo Pgt, ha destinato quelle aree, di proprietà della Provincia, ad interventi di edilizia. Noi come Provincia di Milano siamo fermamente convinti di fare un intervento di housing sociale tutto nuovo rispetto a quello ipotizzato". Insomma, Palazzo Isimbardi ha azzerato il piano precedente per qualcosa di nuovo: "Quel piano aveva un impatto decisamente superiore. Su quell’intervento i cittadini fecero una raccolta di 24mila firme. Ma quel vecchio progetto non esiste più: l’abbiamo cancellato. Ora c’è solo un intervento di housing sociale".

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Però i cittadini e l'amministrazione non ci stanno, e sono ancora sulle barricate. Sara, del Comitato Seminatori di Urbanità, spiega: "In un contesto come quello di zona 9, dove i piani di edificazione sono tanti, non si vada a distruggere un’area verde per costruire delle case", spiega ad Affari. Da Palazzo Marino l'idea è sempre la stessa: la Provincia non può fare cassa costruendo su un'area verde.

"Macché. Non diciamo stupidate - sbotta De Angelis - Noi non vogliamo fare cassa. Noi vogliamo cercare di far ripartire il sistema dell'edilizia e di dare risposta alla richiesta di case a basso costo. Le aree mica le vendiamo a prezzo di mercato: le diamo al prezzo di costo dell'agenzia del territorio. Niente di più". Poi De Angelis parla di cortesia istituzionale: "Avevamo fatto una commissione congiunta, nella quale io spiegai che il vecchio piano non esisteva più. E che avrei iniziato una consultazione per illustrare quel che è il nostro progetto di housing sociale". Però poi è arrivato il vincolo: "Esatto. La De Cesaris ha messo il vincolo sapendo bene quali erano le nostre intenzioni. Ma non c'è problema". Non c'è problema? "Certo che non c'è problema. Per avere il vincolo l’iter è abbastanza lungo. E noi andiamo avanti perché non esiste l’opzione zero. Ha messo il vincolo? Non vuol dire assolutamente niente. Ha posto questo vincolo perché non vuole fare una variante al pgt e per mettere il fumo negli occhi ai cittadini arrabbiati".

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Ora la parola sta agli operatori. Il prezzo sarà abbastanza appetibile per qualche costruttore, malgrado la mannaia del vincolo? Oppure il bando andrà deserto? Domande alle quali per adesso non c'è risposta. Commenta ancora Sara, cittadina di Affori: "Io vorrei chiedere alla Provincia una cosa ben precisa: come mai se vuole fare housing sociale non usa i suoi stabili di via Assietta, che sta a poche decine di metri? Perché invece quelle case le vende a 6 milioni di euro? Mi sembra una politica contraddittoria".

@FabioAMassa

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