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Milano
Lombardia, gli ex consiglieri difendono con i denti i vitalizi

di Fabio Massa

La riforma in Regione Lombardia arriva in aula. Una riforma epocale, che vorrebbe ridurre del 10 per cento gli assegni per gli ex consiglieri. La proposta è del Movimento 5 Stelle, anche se sta facendo proseliti tra i consiglieri degli altri partiti. Alla vigilia della discussione in aula l'Associazione Consiglieri Regionali presieduta da Luigi Corbani (segretario Alessandro Patelli) però ha mandato una mail a tutti i colleghi delle passate legislature.

"Cari Colleghi, come riportato da alcuni giornali (mezzi di informazione, mi pare eccessivo), martedì scorso 16 settembre, una delegazione della nostra Associazione è stata sentita durante una audizione sul progetto di legge  sui “vitalizi”. In tale occasione, abbiamo ribadito le ragioni istituzionali e costituzionali, e le norme legislative nazionali e regionali che sono state oggetto anche della Assemblea del 9 settembre scorso e che ci fanno essere fermamente contrari al suddetto progetto di legge", premettono Corbani e Patelli.

Il discorso di Corbani è di quelli che sfidano l'ira dell'opinione pubblica. "Infatti il progetto di legge in discussione non nasce dalla  esigenza di affrontare difficoltà della finanza regionale, ma esclusivamente da un disegno demagogico, che pensa di conquistare qualche consenso tra l’opinione pubblica, demonizzando, ad arte, il trattamento dei vitalizi, che – come dice la legge - è parte dell’indennità di funzione". Anche perché non è un privilegio, per Corbani, percepire "trattamenti che in media sono di € 2.700 mensili". Insomma, poca roba. Ma quel "poca roba" va difesa con i denti. Anzi, con un fondo, costituito dagli ex consiglieri da denominarsi "Ricorsi e solidarietà". In pratica, fondi per fare le cause. Con tre scaglioni: 500 euro per chi percepisce 2mila euro, 800 euro per chi ne percepisce 3mila e mille euro per chi ne percepisce tremila. Il fondo per difendere il vitalizio dovrà nascere subito: la prima tranche dovrà essere versata entro la prima decade di ottobre, e la seconda tranche entro fine novembre.

@FabioAMassa

LA RIFORMA - LE REAZIONI

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato la legge che riduce i vitalizi degli ex consiglieri. L'aula ha dato il via libera al provvedimento, frutto di un accordo bipartisan, con 57 voti a favore e nove astenuti, ovvero l'intero gruppo M5s, mentre Nuovo centrodestra non ha partecipato al voto. Stando ai calcoli della Regione, le nuove regole - taglio medio del 10% degli assegni fino al 31 dicembre 2018 e innalzamento da 60 a 66 dell'eta' per maturare il diritto al vitalizio - comportera' un risparmio alle casse del Pirellone di circa 500mila euro (da 7,4 a 6,9 milioni). Rispetto al testo uscito dalla Commissione e' stato introdotto il divieto di cumulo tra il vitalizio e un altro stipendio pubblico. Confermato l'obbligo per la Regione di pubblicare on line la lista degli attuali beneficiari dei vitalizi, i quali, riuniti in un'associazione, hanno annunciato ricorso.

CATTANEO - "Chiudiamo oggi una pagina che ci ha tenuti impegnati per vari mesi sul tema delle spese e dei costi" ß il commento del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, dopo l'approvazione in Aula del taglio ai vitalizi degli ex consiglieri regionali. "Abbiamo fatto quello che era giusto fare per dare un segnale di sobrietÖ, dopo aver giÖ ridotto significativamente gli emolumenti dei consiglieri e le spese dei gruppi - ha proseguito il Presidente -. Ora mi auguro si possa tornare a parlare di quello che fa il Consiglio, dell'efficacia delle sue politiche, dei provvedimenti per i cittadini: tornare a parlare cioß di contenuti, oltre che di costi".


FORZA ITALIA - Il vitalizio per gli ex Consiglieri regionali, che ancora non lo percepiscono, slitta di sei anni. Per i prossimi 4 anni, inoltre, sull’assegno vitalizio sarà trattenuto un contributo di solidarietà sulla base del reddito.

Sono questi i due punti principali della legge sulla riduzione dei costi della politica, votata in Consiglio Regionale.

«Abbiamo introdotto anche l’obbligo di trasparenza, ossia, sapremo chi sono i beneficiari e l’importo dell’assegno. In più – sottolinea il Consigliere Regionale di Forza Italia, Fabio Altitonante – in caso di altro incarico, pagato, in un altro ente regionale, il vitalizio sarà congelato.

Abbiamo fatto un passo importante, anche se avremmo potuto fare di più.

Ma resta un dato di fatto: con questa legge la Lombardia, come sempre per prima in Italia, apre la strada per l’abolizione dei vitalizi degli ex Consiglieri, che già oggi costano ai cittadini circa 7 milioni e mezzo all’anno».


LISTA MARONI - “Oggi abbiamo scritto un’altra importante pagina nella storia di Regione Lombardia. Ancora una volta arriviamo prima dello Stato di Roma e prima delle altre Regioni”. Così Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente”, commenta l’approvazione da parte del Consiglio regionale lombardo della legge per la riduzione dei costi della politica e il contenimento della spesa pubblica.

 “Questo nostro intervento normativo –afferma Galli, che è anche relatore della legge - ci porta a rivedere in profondità il concetto di diritto acquisito, soprattutto quando questo diritto promana da una fonte normativa che se lo auto-attribuisce. Il provvedimento non s’inquadra solo nell’ambito della riduzione dei costi della politica, ma anche nel contenimento della spesa pubblica regionale e nella tutela delle finanze regionali, intervenendo sugli assegni vitalizi – che per i consiglieri di questa legislatura non esistono più -  diretti e di reversibilità”.

“Scendendo nel dettaglio –spiega- , la legge prevede anzitutto l’innalzamento dell’età anagrafica necessaria per maturare il diritto all’erogazione dell’assegno vitalizio da 60 a 66 anni, equiparandola a quella prevista dalla normativa nazionale per i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego. E introduce per un periodo limitato, a causa dell’attuale crisi economica, una riduzione temporanea che verrà applicata sia nei confronti degli assegni vitalizi diretti, sia nei confronti degli assegni vitalizi indiretti, ovvero le cosiddette reversibilità e sarà strutturata in base a diversi scaglioni, concepiti in base al principio della “ragionevolezza” più volte richiamato dalla Corte costituzionale nei pronunciamenti relativi alla materia previdenziale” .

“Fuori di qui – prosegue Galli - la società sta soffrendo per effetto della crisi economica che non risparmia nessuno. Come noi abbiamo avvertito, un anno e mezzo fa, l’esigenza di ridurci gli emolumenti e rivedere il meccanismo dei rimborsi ai Gruppi consiliari, allo stesso modo dovrebbe diffondersi la consapevolezza,  negli ex consiglieri, che un sacrificio, per quanto modesto, è necessario.  Solo così possiamo marcare la differenza e segnare il passo rispetto a un provvedimento che, come tutti i provvedimenti auto-censòri, è indubbiamente doloroso. Ma fare leva sui diritti acquisiti per giustificare il privilegio, è una battaglia di retroguardia, un po’ fine a se stessa. Una battaglia – conclude- ormai inaccettabile per noi e per l’opinione pubblica, per chi sta fuori di qui, per quanto questa battaglia possa essere giuridicamente fondata”.

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