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raffaele cattaneo

di Fabio Massa

Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale lombardo, in un'intervista ad Affaritaliani.it promuove Forza Italia "purché non sia una operazione di facciata. Si torni alla base, altrimenti non si esce dalla logica della corte di Arcore". I coordinatori? "Vanno selezionati con i congressi". Mantovani? "Non escludo sia riconfermato, ma è stato carente nella capacità di mettersi in relazione con tutti i soggetti che hanno animato il Pdl in questi anni". E poi, sulla Lombardia: "Maroni non ha fatto l'errore di smantellare la macchina da corsa ereditata da Formigoni. In Lega c'è chi pensa che chi è stato protagonista della precedente stagione amministrativa debba essere condannato alla morte civile. Mi opporrò sempre: per questo ho difeso Boscagli e Colozzi". Infine, sul prossimo sindaco di Milano, Cattaneo promuove Lupi: "Avrebbe il mio sostegno incondizionato..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Cattaneo, a settembre rinasce Forza Italia. E' una buona opportunità oppure un maquillage?
Tutto dipenderà dal fatto che non si limiti ad essere un'operazione di facciata. Occorre che si ritorni allo spirito della nascita. Io ai tempi non c'ero, perché siamo arrivati nel 1998, eravamo nel Cdu. Ma già dall'esterno l'esperienza di Fi si vedeva che rimetteva in moto speranze e animava soggetti e realtà che erano lontani dalla politica. In più era un movimento con le idee chiare: sul rispetto della vita, della persona. Era radicato in una concezione dell'uomo e della società per la sussidiarietà. Il Pdl invece è nato più sulla base della necessità di far andare d'accordo due realtà con storie e tradizioni diverse, come An e Fi.

E' la stessa definizione del Pd: la fusione a freddo.
Sì. Con la legge elettorale era però una necessità fondersi, quindi è stato fatto.

Con il ritorno di Fi si azzereranno i vertici locali. I nuovi coordinatori dovranno essere scelti tramite congressi?
I
o sostengo da sempre che i coordinatori a qualunque livello, incluso quello regionale, debbano essere scelti tramite congressi. A prescindere dal nome del partito. Se Forza Italia si vuole radicare deve applicare due criteri: il rapporto con il territorio, valorizzando chi rappresenta qualcosa, e una meritocrazia più spinta il cui giudizio parte dal basso e non dall'alto. Oggi, dentro il Pdl, prevale il meccanismo della cooptazione per le posizioni di vertice. Io credo che si debba ribaltare il meccanismo. Altrimenti si torna al sistema della "corte di Arcore". Dove per "corte" non intendo Berlusconi, ma tutti quelli che vengono scelti perché gli girano intorno senza avere un rapporto con gli elettori. Da questo punto di vista, il modo con il quale sono stati eletti i parlamentari la dice lunga. I consiglieri regionali invece hanno preso le preferenze. E' diverso.

Nelle sue parole pare ci sia una critica alla gestione del coordinatore Mantovani.
Della gestione Mantovani quello che è stato più carente è stata la capacità di mettersi in relazione con tutti i soggetti che hanno animato il Pdl in questi anni. Il coordinatore, lo dice la parola stessa, deve avere la sua forza non nella capacità di far crescere chi è più vicino a lui, ma di tenere insieme tutte le anime perché cresca tutto il partito. Questo Mantovani qualche volta lo ha fatto con grande diligenza, qualche volta un po' meno. Se il coordinatore si concepisce come il capo di un'area politica non fa il coordinatore, che invece dovrebbe garantire la crescita di tutte le componenti. Questo rimane un partito grande con sensibilità diverse, che però possono convivere. Se la dirigenza del partito vuole una convivenza armonica.

Dopo Mario Mantovani pare che il coordinatore possa essere Luca Squeri.
Premetto che non è affatto detto che Mantovani non resti coordinatore. Finora non si è parlato di successione. Ma il problema non è questo: il problema è il metodo con il quale si andrà alla nomina del nuovo coordinatore. Altrimenti qualunque nome non andrebbe bene, neppure il mio, neppure quello di Formigoni, tanto per dire la figura politica alla quale faccio riferimento. Il punto è come lo si sceglie: con la base e i congressi.

Parliamo di Regione Lombardia. Maroni ha dato forti segnali di discontinuità rispetto a Formigoni. Oppure no?
I
niziamo a dire che Maroni ha ereditato una macchina da corsa da Formigoni. Quando nel 1995 misi piede dentro Regione Lombardia quello che trovammo era un disastro. Maroni si è trovato un gioiello. L'errore più grave che avrebbe potuto fare sarebbe stato quello di smontare questa macchina da corsa che ha trovato. Questo Maroni non l'ha fatto finora. Io credo che sia un titolo di merito. Poi ci sono quelli che insistono a volergli far fare un grave errore dicendo che lui non può governare con la macchina costruita da Formigoni.

Perché?
Perché prima di tutto ci vogliono gli uomini per una macchina maroniana. E lui non ce li ha. La Lega Nord in questi anni è cresciuta e ha costruito amministratori locali di livello, generando alcune figure di prestigio nel management come Bonomi. Sarebbe sbagliato dire che la Lega è incapace di produrre una classe dirigente. Però non mi sembra che il Carroccio possa essere in grado di rappresentare sistematicamente un retroterra oltre che di pensiero anche di capitale umano dal quale poter attingere sistematicamente. Formigoni invece aveva un retroterra vasto e articolato: il mondo cattolico.

E' per questo che - come dicono alcuni leghisti - state difendendo tutti i ciellini presenti in Regione? Penso a Boscagli, o a Colozzi, che sono stati recuperati al Corecom e alla segreteria del Consiglio...
Parliamo di due cose diverse. Quando parlavo di macchina intendevo i dirigenti, i quadri. La struttura di Regione non è di Cl: è stata selezionata con gli strumenti della qualità. Detto questo, un altro discorso è quello sui ruoli politici. C'è chi in Lega pensa che chi ha fatto parte dell'esperienza formigoniana debba essere rottamato e condannato alla morte civile. Io a questa cosa mi oppongo e mi opporrò per sempre, usando tutto il poco potere e l'autorevolezza che ho. E' un modo per levarsi dai piedi dei concorrenti scomodi. Ecco perché ho difeso Boscagli e ho difeso Colozzi. Non me ne pento. E vorrei dire una cosa di più...

Prego.
Non si pensi che l'allontanamento di Formigoni dalla Lombardia voglia dire che sono cessate le ragioni che hanno animato il nostro impegno politico. Quella dei cattolici popolari e del movimento popolare è una storia ancora tutta da scrivere. Abbiamo sette consiglieri eletti in Regione e un gruppo anche più numeroso che con noi dialoga molto bene. Non possiamo essere trascurati.

Ipotesi: Maurizio Lupi candidato sindaco di Milano. Come lo vedrebbe?
Conosco il ministro Lupi dai tempi dell'università. Lo sosterrei senza dubbio. E' certamente un politico che ha dimostrato nei fatti di avere molte qualità. Sarebbe un eccellente candidato, avrebbe il mio convinto sostegno.

@FabioAMassa

Tags:
cattaneo pdl







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